Impoverita e No future?

Mi sono accorta che sono diventata povera così una mattina di maggio, facendomi due conti in tasca, mentre devo acquistare con il pc un biglietto del treno Milano-Roma, per una visita veloce nella capitale e la mia carta ricaricabile mi dice che non può sostenere 182 euro di spesa. Come 182 euro? – penso – è impossibile che costi così tanto. E invece è possibile. Vado in stazione e la solerte impiegata delle FS mi dice che è possibile, perché io non ci ho pensato prima, dovevo farlo un mese fa e c’erano gli sconti. Vengo colpevolizzata da una signora nessuno, che non sa nemmeno cosa vado a fare io a Roma, che potrei averci pure la nonna in fin di vita lì, e la fine di una vita non ti avvisa un mese prima, dicendoti “fai il biglietto del treno per pagare meno, che morirò!”. Le dico di guardare assolutamente se ci sono altri sconti su altri orari, anche impossibili per il fisico umano e, alla fine, trovo una tariffa un po’ più agevole, ma mica tanto! Le dico “vabbé procediamo con la rapina” e lei si incazza, manco la avessi insultata, “poco scherzo, signorina!”. Si vede che lei viaggia gratis, penso. More

Una bomba uccide anche la libertà di pensare

 Non sappiamo ancora chi sia stato a progettare e a eseguire il piano degli ordigni di Brindisi. Le ipotesi si sono moltiplicate nel giro di poche ore, tuttavia le conseguenze che porterà quest’azione sono già chiare. Ed è chiaro anche che una giovane è morta.

 All’inizio tutti hanno pianto, denunciato, urlato, e la mafia è una montagna di merda e lo stato è complice, e, e, e. E, se la mafia fosse, ma anche se non è, resta una montagna di merda, che vive con il beneplacito e il sostegno di stato e cittadini. In ogni caso, sono convinta che non cambierà nulla neppure questa volta, dopo che a Brindisi una bomba è scoppiata davanti a una scuola e ha ucciso una ragazza, una studentessa, e se l’è portata via così, nemmeno il tempo per salutare. More

Social love. L’amore ai tempi di internet. Nel mondo dei normali. Parte sesta

“Allora ti ha chiamata?” “No, ma vedo che è connesso su facebook!”; “Lui ha cambiato il suo stato, ora è impegnato!”; “Ha scritto che qualcosa non va, che ha paura, ma non sarà riferito a me?!”; “Oddio, Lalla è incinta!”.

Ecco, qualcuno ci ha già pensato e da tempo ha scritto un libro sull’amore ai tempi di facebook, che io non ho letto ma non credo di essermi persa granché (salvo che poi magari mi ricrederò!), in ogni caso una riflessione in più sull’amore, e altri sentimenti, quando in mezzo ci sono i social network, forse non è di danno a nessuno/a, soprattutto se, nel farla, usiamo un po’ di ironia. More

“Il sociale è il privato”

Qui di seguito alcune riflessioni sull’ultimo libro di Elisabetta Teghil, Il sociale è il prvato, Bordeaux, 2012

Come mai le lotte dei movimenti che si sono generati e diffusi negli anni Sessanta e Settanta, pur avendo ottenuto numerose vittorie e conquiste, non sono riuscite a cambiare qualitativamente in meglio la società e a scardinare il potere della grande borghesia capitalista, che invece negli ultimi vent’anni ha assunto un peso preponderante non solo nella sfera politica ed economica internazionale, ma anche per quello che concerne le scelte individuali e private? Nonostante le donne, gli omosessuali, le trans e qualunque “minoranza” siano stati per così dire accolti nei partiti politici, negli eserciti, nei ruoli chiave economici e in tutte le istituzioni, la società stessa non è infatti più accogliente e più giusta, anzi si assiste a un globale arretramento della qualità della vita, a un controllo sociale sempre più esteso, a una perdita dei diritti conquistati nei diversi ambiti, da quello lavorativo a quello della libertà individuale e dell’autodeterminazione.
Il femminismo, originariamente creativo e dialettico, come si pone di fronte ai cambiamenti in atto? Il fatto che abbia posto preminentemente l’accento sulla visione emancipatoria della donna lo ha in qualche modo reso complice dello stato attuale delle cose? More

Come si fabbrica la storia? La giornata a favore dei Giusti

“E dillo qualche volta sì! Dillo che sei d’accordo con qualcosa! No Tav, No Expo, No Vat, no no no. Sembri La Bambolina di Michel Polnareff, chiusa dietro la vetrina dei suoi no!”

Che ci posso fare io se vedo grigio e mi saltano subito all’occhio gli abusi, le ingiustizie e soprattutto quel modo strumentale di farci digerire e accettare o rifiutare e demonizzare certi modi di pensare e certe ideologie.

Già ero scettica sull’istituzione della Giorno della Memoria in questi termini:

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”, More

La differenza fra Renzo Bossi e me

E come faccio a spiegarvi l’enorme differenza fra Renzo Bossi e la mia modestissima persona? Io non ho comprato una laurea, lo stato mi frega dieci volte al giorno con tasse, gabelle, multe ingiuste, corsi di aggiornamento a pagamento, eccetera. Il mio stipendio è un ventesimo del suo ogni mese (e per di più precario) e non ho neppure una famiglia che conta. More

Le quote rosa e il panda

Diremmo quasi fuori le donne da questi partiti e da queste istituzioni che non ci rappresentano! Non vorremmo mai essere complici della rovina di milioni di italiani che il governo e le istituzioni stanno ponendo in atto, usando l’arma fittizia della crisi economica! Stare nelle istituzioni significa volere cambiare dall’interno lo status quo, ma noi vogliamo cambiare il mondo! Questo modo di fare politica all’interno di partiti che sostengono il sistema capitalista e che fanno pagare la crisi della finanza ai più deboli, è contro le donne e le donne che lavorano per questo sistema sono complici delle ingiustizie e della disuguaglianza che esso produce ogni giorno. More

Donne al potere, patto di genere e arrivismo

Da un paio di settimane, tutti/e parlano di donne, di quelle che contano e di quelle che dovrebbero coalizzarsi in una grande alleanza per contare di più. Ne parlano le testate nazionali, prima fra tutti il Corriere, se ne parla al seminario milanese di Se non ora quando (Snoq), ne parla Maria Terragni per delucidare le posizioni di Snoq, ne parlano quelli e quelle che criticano le posizioni di Snoq, ne parlano quelli che vorrebbero le quote rosa al 50% nei partiti. Mi sono detta: allora ne parlo anch’io. Tanto se ne parlano tutti/e, un punto di vista in più, non può far male! More

Colpevoli e (laico) senso di colpa

Ciò che la nostra società ha recepito più di tante altre cose dal Cattolicesimo è, secondo il mio personale modo di vedere, non la carità o l’uguaglianza, ma la questione del senso di colpa.
So bene di cosa parlo perché, grazie al ramo religioso e praticante della mia famiglia, sono cresciuta con un senso di colpa pressoché fisso nell’animo, accresciuto dal concetto di peccato. Rispondi male ai genitori? “Eh, è peccato, dovresti vergognarti”. Hai mangiato troppe caramelle? “La gola è uno dei sette peccati capitali”. Sei stata invidiosa della tua compagna di banco? “Brucerai nelle fiamme dell’inferno”. Siccome ero, almeno in apparenza, piuttosto indocile, far leva sul senso di colpa, e quindi sulla coscienza, appariva ai miei parenti come l’unico strumento con cui ottenere dei risultati educativi. In realtà, questi metodi pedagogici discutibili avevano un effetto unicamente repressivo e non facevano altro che rendermi insicura, farmi sentire sbagliata o, peggio, etichettare i miei desideri come qualcosa da reprimere. More

Violenza/Non-violenza

di Elisabetta Teghil

E’ in atto una semplificazione, voluta e fuorviante, dei termini violenza e non-violenza che sono diventati meta-concetti, privi di specificazione e collocazione.
Ai fini di queste note conviene dare una definizione stretta di violenza.
Si intende per violenza l’atto o l’insieme di atti con cui un soggetto privato, sociale, istituzionale interviene nella possibilità di un altro soggetto, anche questo privato, sociale, politico, impedendogli un comportamento spontaneamente realizzabile ed imponendogli un ruolo ed una collocazione.
Dalla definizione di violenza nasce la correlazione tra la stessa e la forza che permette alla prima di realizzarsi. More

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