“Il sociale è il privato”

Qui di seguito alcune riflessioni sull’ultimo libro di Elisabetta Teghil, Il sociale è il prvato, Bordeaux, 2012

Come mai le lotte dei movimenti che si sono generati e diffusi negli anni Sessanta e Settanta, pur avendo ottenuto numerose vittorie e conquiste, non sono riuscite a cambiare qualitativamente in meglio la società e a scardinare il potere della grande borghesia capitalista, che invece negli ultimi vent’anni ha assunto un peso preponderante non solo nella sfera politica ed economica internazionale, ma anche per quello che concerne le scelte individuali e private? Nonostante le donne, gli omosessuali, le trans e qualunque “minoranza” siano stati per così dire accolti nei partiti politici, negli eserciti, nei ruoli chiave economici e in tutte le istituzioni, la società stessa non è infatti più accogliente e più giusta, anzi si assiste a un globale arretramento della qualità della vita, a un controllo sociale sempre più esteso, a una perdita dei diritti conquistati nei diversi ambiti, da quello lavorativo a quello della libertà individuale e dell’autodeterminazione.
Il femminismo, originariamente creativo e dialettico, come si pone di fronte ai cambiamenti in atto? Il fatto che abbia posto preminentemente l’accento sulla visione emancipatoria della donna lo ha in qualche modo reso complice dello stato attuale delle cose? More

La differenza fra Renzo Bossi e me

E come faccio a spiegarvi l’enorme differenza fra Renzo Bossi e la mia modestissima persona? Io non ho comprato una laurea, lo stato mi frega dieci volte al giorno con tasse, gabelle, multe ingiuste, corsi di aggiornamento a pagamento, eccetera. Il mio stipendio è un ventesimo del suo ogni mese (e per di più precario) e non ho neppure una famiglia che conta. More

Colpevoli e (laico) senso di colpa

Ciò che la nostra società ha recepito più di tante altre cose dal Cattolicesimo è, secondo il mio personale modo di vedere, non la carità o l’uguaglianza, ma la questione del senso di colpa.
So bene di cosa parlo perché, grazie al ramo religioso e praticante della mia famiglia, sono cresciuta con un senso di colpa pressoché fisso nell’animo, accresciuto dal concetto di peccato. Rispondi male ai genitori? “Eh, è peccato, dovresti vergognarti”. Hai mangiato troppe caramelle? “La gola è uno dei sette peccati capitali”. Sei stata invidiosa della tua compagna di banco? “Brucerai nelle fiamme dell’inferno”. Siccome ero, almeno in apparenza, piuttosto indocile, far leva sul senso di colpa, e quindi sulla coscienza, appariva ai miei parenti come l’unico strumento con cui ottenere dei risultati educativi. In realtà, questi metodi pedagogici discutibili avevano un effetto unicamente repressivo e non facevano altro che rendermi insicura, farmi sentire sbagliata o, peggio, etichettare i miei desideri come qualcosa da reprimere. More

Odio, di classe! Su Monti e il posto fisso

Il governo Monti, come tutti i precedenti degli ultimi anni, ci sta abituando di nuovo ad essere derisi grazie alle battutine dei ministri, i finti pianti delle ministre, gli insulti dei sottosegretari con problemi di sociopatia e ora l’ironia del premier, che dice ai giovani che il posto fisso è noioso.
A parte che ciò che è noioso per me, caro Mario, se permetti vorrei scegliermelo da me medesima stessa, visto che millanti democrazia da ogni poro e poi mi dici anche che cosa per me deve essere noioso o no. Per me magari è noioso guardare Baywach, o mettere lo smalto alle unghie, o anche – è vero – andare a lavorare tutti i giorni nello stesso posto. More

Non cambia….

Nonostante quanto scritto precedentemente qui, il bliz a Cortina e la presunta (minima) lotta all’evasione fiscale non cambiano il nostro giudizio sul governo Monti, che continua ad essere fortemente negativo. Il bliz di Cortina è semplicemente uno strumento populista per fare esultare tutti coloro che si eccitano al suon della parola “legalità”, in un sistema che promette tutto e il contrario di tutto, che colpisce la gente comune, salassandola e obbligandola a sanare debiti mai contratti a salvataggio delle banche, per poi rendere meno amara la fiele a suon di colpi di guardia di finanza. Detto questo, vedere gente del calibro della Santanché indignata o i ricchi papponi con le mani nella marmellata non ci è dispiaciuto affatto ma restiamo all’erta perché la mannaia della legalità siamo certe verrà scagliata anche su chi di questo sistema è vittima!

Una “candida illegalità”. Sul bliz a Cortina

Ha dichiarato Daniela Santanché, circa il bliz della guardia di finanza a Cortina, che è sbagliato colpire i ricchi! Certo, secondo quelle della sua specie, bisogna sempre colpire i poveri, i marginali, meglio se immigrati e immigrate, a cui magari anche strappare il velo, che così le liberiamo dalla loro cultura sbagliata e retrograda, in nome della sua idea fascio-consumista. C’è da dire che la Santanché, per cui nutriamo un disgusto illimitato, almeno è onesta: a lei e a quelle come lei non gliene frega niente dei poveri, l’importante è non colpire i ricchi che rendono ricca l’Italia, mentre secondo noi rendono ricchi solo sé stessi sfruttando gli altri, perché la ricchezza, in questo sistema capitalistico, te la fai solo se ci sono i poveri. More

Non c’è gusto a essere oneste

Alla scuola primaria ci hanno insegnato che bisogna comportarsi bene, rispettare gli altri, fare il nostro lavoro e non copiare o rubare, che prima o poi i nostri sforzi sarebbero stati premiati. E infatti, quelle che si comportavano così, quelle col grembiulino bianco ben stirato e “Sì signora maestra… Tutto bene signora maestra…Porto una rosa alla maestra”, avevano dei bei voti e, se non erano proprio brave, prendevano dei buoni voti di incoraggiamento.

Ma guardiamoci in faccia oggi: con tutto il candore possibile e anche l’innocenza residua, che gusto c’è ad essere delle persone oneste? Guardiamoci in faccia proprio oggi, prima della stangata (ulteriore) che riceveremo nei prossimi mesi grazie alla ennesima manovra finanziaria salvabanche-salvaricchi-cambiaretuttopernoncambiareniente, noi che, per forza di cose, siamo costrette ad essere oneste, cioè a pagare ogni centesimo di tassa e a continuare a fare con coerenza il nostro lavoro fino a sessantacinque, sessantasette anni e oltre. Che gusto c’è a essere oneste? Che orgoglio proviamo? More

Madri, maternità, rifiuto

Quello splendido giornale che è Libero, oggi ci regala una perla di articolo sul fatto che le donne italiane non facciano più figli, articolo condito di becero razzismo e qualunquismo, senza tralasciare di proporre misure per la fecondità italiana di stampo fascista e offensive nei confronti delle donne. Forse l’articolo è ironico, ma non si coglie bene nemmeno questo, perché è talmente infarcito di elementi di disturbo, che l’ironia non è cristallina. Non è questa la sede in cui mi interessa commentare gli articoli di tale quotidiano, perché si pone a tal punto in basso che anche le virgole sono criticabili, figuriamoci i contenuti! Comunque potete trovare qui in basso il link di letteraviola, in cui si può leggere il testo pubblicato su Libero. More

Non ci sono più le classi sociali?

Ditelo ad Antonio, che ha 15 anni ed è ancora alla scuola media. Suo padre è in carcere e la madre lavora come donna delle pulizie, ha un fratello grande che spaccia ai giardinetti e la vita gli corre via da mattina alla sera, senza sapere che ci fa sul quel banco divenuto così piccolo, a non imparare cose che forse non gli serviranno mai, mentre sogna di andare al prossimo “Grande fratello” per riscattarsi. L’anno prossimo che farà? Chi diventerà? Cosa gli riserva il futuro?

Ditelo a Martina, che fa il primo anno di classico, ma non si sa se ce la farà. Alle medie era brava e faceva tutto da sola ma ora i professori hanno già capito che i suoi, anche se benestanti, non hanno un background culturale, per cui Martina si deve arrangiare…Ci sono molte cose che non capisce e ha già preso 4 in diverse occasioni, è anche incasinata col suo corpo che cresce senza che lei sia davvero pronta a tutti questi cambiamenti e fa fatica a concentrarsi. Quando torna da scuola sua madre le parla di vestiti e di borse, progetta vacanze chissà dove e lei è lì che vorrebbe che qualcuno la aiutasse a tradurre un brano dal greco, ma niente. La prof non spiega bene, non gliene importa un fico secco di quello che fa e dà tutto per scontato, come se una persona di una famiglia “normale” a casa parlasse di Schliemann e della questione omerica. I suoi compagni più bravi si fanno aiutare a casa dalle mamme laureate che si siedono accanto a loro, per tradurre le versioni. More

Morto un governo se ne fa un altro

Sarà che cono complicata, sarà che non sono mai contenta, sarà che vivo di utopie, ma a me tutta questa gioia e questo godimento per le dimissioni di Berlusconi non convince molto.

Innanzitutto Mister B. non l’abbiamo cacciato noi, con le proteste, gli scioperi, bloccando il paese insomma, ma l’ha bocciato l’Europa delle banche, dell’alta finanza e della globalizzazione economica all’ultimo stadio. L’hanno cacciato il neoliberismo e gli imprenditori rampanti, i poteri forti, che pretendono che al potere ci stia qualcuno con un’immagine più “seria” e meno compromessa, che sappia rimettere in moto l’economia capitalista affossata e che sia capace di ottenere credibilità all’estero. Insomma, Silvio è stato cacciato da quelli come lui. E a quelli come lui di quelle come noi non importa granché (finché non alziamo la testa). More

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