Come si fabbrica la storia? La giornata a favore dei Giusti
10 mag 2012 Lascia un commento
“E dillo qualche volta sì! Dillo che sei d’accordo con qualcosa! No Tav, No Expo, No Vat, no no no. Sembri La Bambolina di Michel Polnareff, chiusa dietro la vetrina dei suoi no!”
Che ci posso fare io se vedo grigio e mi saltano subito all’occhio gli abusi, le ingiustizie e soprattutto quel modo strumentale di farci digerire e accettare o rifiutare e demonizzare certi modi di pensare e certe ideologie.
Già ero scettica sull’istituzione della Giorno della Memoria in questi termini:
“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”, More
La memoria, “Non in nome di Ezra Pound” e ciò che resta del Ventennio
21 gen 2012 Lascia un commento
in antifascismo, fascismo, razzismo
Il 13 dicembre, il militante fascista di CasaPound, Gianluca Casseri, spara nel mercato di piazza Dalmazia e poi in quello di San Lorenzo a Firenze, uccidendo a sangue freddo due uomini, due senegalesi, e ferendone gravemente altri. Da subito si urla al gesto di un folle, di un killer improvvisato; poi si scopre che, folle o no, Casseri è un “simpatizzante di CasaPound, “come centinaia in Toscana”, come recita il comunicato della stessa CasaPound; infine, scavando un po’, ma neppure molto, si viene a sapere che l’assassino non è folle ed è molto più che un simpatizzante, è un militante fascista, antisemita e ovviamente razzista. More
Il razzismo non può essere il futuro
14 dic 2011 Lascia un commento
in fascismo, razzismo, società
Questa mattina avrei voluto abbracciarlo il mio alunno di origine eritrea e stringerlo forte, perché so che la sua mamma – che è una signora di cultura elevata e attenta a ciò che accade nel mondo – sicuramente ieri sera non si sarà trattenuta dal parlare con i cinque figli della carneficina dei tre senegalesi ad opera di un militante di Casa Pound a Firenze. Gliela avrà spiegata come una storia di violenza nata dall’ignoranza e dal razzismo dei fascisti dichiarati e dei fascisti latenti, che purtroppo sono sempre più numerosi in Italia. La signora si sarà forse ricordata dei fascisti storici che hanno occupato il suo paese ai tempi di sua madre… E chissà come si sarà sentita lei ieri sera e come si sarà sentito il suo bimbo, che ha solo undici anni e che è nato e cresciuto in Italia da genitori in Italia da trent’anni. Gli eritrei, per la loro dolorosa storia, legata alla nostra non certo per loro volontà, di solito sono persone interessantissime, perché hanno l’Africa e l’Europa in sé e sono un mix di culture, che io trovo estremamente affascinante. Molti sono fuggiti dal paese a causa della dittatura e oggi hanno la cittadinanza italiana e così i loro figli. Sono neri. La gente da bar dice che non sono italiani, perché un italiano nero è difficile da digerire ancora oggi, perché gli italiani sono bianchi da sempre. Pochi sanno della nostra vicenda coloniale e un eritreo è un nero come un altro, che tanto sono tutti uguali… More
Delazioni di ieri, delazioni di oggi
03 nov 2011 Lascia un commento
in fascismo, repressione, società, Uncategorized
A seguire l’articolo della nostra Cro, sul concetto di delazione e sulle pericolose derive di tale pratica. Buona lettura!
Senza entrare nel merito della questione violenza/nonviolenza, trovo sconcertante, per usare un eufemismo, la campagna di delazione, politica e mediatica, lanciata, all’indomani della manifestazione del 15 ottobre a Roma, contro i “black bloc” – identificando, peraltro, con questa espressione, tutti i soggetti violenti senza distinzione alcuna – e le “nobili” ragioni che da più parti si levano per sostenerla o giustificarla: esigenza di ordine sociale, dovere civico, necessità di rivendicare il sostanziale pacifismo della “piazza” e del “movimento”, isolando i violenti; obbligo morale di smascherare e denunciare i criminali eccetera. More