Storie di colloqui di “ordinaria follia”: alla scuola privata

Dopo mesi di disoccupazione e infiniti colloqui scandalosi (per due ore di lavoro al giorno), finalmente una proposta allettante: “Cercasi educatrice a tempo pieno per una lunga sostituzione”.
Al giorno stabilito mi reco puntuale e speranzosa all’appuntamento per un colloquio. Mi accoglie una gentile responsabile. Dopo le solite formalità mi chiede di parlare un po’ di me, mi fa domande lavorative e personali e, non appena accenno al fatto che convivo insieme al mio compagno, cambia espressione e mi chiede di potermi fare una domanda molto delicata e personale ovvero se sono cattolica. Rispondo: “No, sono atea!”. A quel punto la solerte responsabile mi informa che è un grosso problema perché la scuola è di orientamento cristiano cattolico! Io credo di essermi oramai giocata il posto. Il fatto è che, essendo in tempi di magra lavorativa, ho inviato mille CV, senza badare all’ispirazione religiosa o meno delle scuole. La responsabile però mi rassicura, dicendo che può far finta di nulla a patto che io non ne parli con nessuno. Per quanto riguarda la mia non visibilità all’interno della parrocchia, del Caro Don che gestisce la scuola, mi suggerisce che posso mentire facendo finta di frequentarne un’altra. Per alimentare le mie ormai esigue speranze mi propone anche un bel giro turistico dell’istituto. Oddio, ora mi vedrà il tatuaggio sulla schiena, penso, e allora sono proprio finita ( si perché da brava peccatrice indosso anche una t-shirt un po’ troppo scollata)!!! Sarà il mio colpo di grazia!!Ma con destrezza mi sciolgo i capelli e tiro su la maglietta quanto più possibile e riesco per lo meno ad evitare di tirarmi nuovamente la zappa sui piedi.
Per concludere mi saluta dandomi buone speranze e dicendomi che in pochi giorni mi avrebbe fatto sapere, ma ovviamente non ho più avuto notizie in merito.

Che cosa dovremmo fare noi lavoratrici precarie dell’istruzione e della formazione primaria di fronte al più grande taglio di tutti i tempi alla scuola pubblica, se non inoltrare le nostre domande alle scuole private, la maggior parte delle quali cattoliche?

Solo in Lombardia, nel 2009, le scuole private sono state finanziate dalla regione con oltre 44 milioni di euro, fra doti scuola e altre voci, la scuola pubblica solo con 24 milioni di euro. Anche i soldi delle nostre tasse sono finite a quelle istituzioni, che non ci assumeranno mai, pur essendo noi formate adeguatamente e avendo esperienza in quel settore. Certo, con un po’ di furbizia, una può far credere quello che non è, ma non trovate sia assurdo che chi lavora debba essere scelto per la sua fede e non in base a delle competenze certificate. Allora ci chiediamo: e se ciò avvenisse in larga scala in ogni settore? La costituzione non dice forse che nessuno può essere discriminato per sesso, razza, religione e opinione politica?

Alina e La Tempesta

Se voleste inviarci storie di colloqui o proproste di lavoro di “ordinaria follia”, saremo liete di pubblicarle: scateniamotempeste@yahoo.it

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