Nel caso…

Nel caso abbiate obiezioni, rimostranze, pareri da fornire, si ricorda che nel blog c’è uno spazio riservato ai commenti e che potete inserire le vostre opinioni in qualsiasi momento. Se invece vi sentite offesi/e da qualche post e volete farcelo sapere privatamente, potete farlo all’indirizzo scateniamotempeste@yahoo.it.

IN OGNI CASO QUESTO E’ UN BLOG COLLETTIVO DOVE SI DESCRIVONO CON IRONIA SITUAZIONI IN CUI CI SI IMBATTE TUTTI I GIORNI E NON  SI PRENDONO DI MIRA COLLEGHI REALI, FIDANZATE REALI, AMICI REALI, per descrivere situazioni personali o per colpire qualcuno/a in particolare. Chi “sente” in questo modo è in cattiva fede ed esercita una velata censura, inaccettabile per noi tutte.

Cosa resta di Berlino Est?

A Silvia, che ha sopportato queste – e altre – riflessioni, accompagnandomi per le vie della città

Per decenni ci hanno raccontato la storia del terribile mostro comunista che divorava i suoi abitanti, mentre ad Ovest tutto andava bene, al meglio. Lo ricordo da piccola, quando crollò il muro di Berlino e tutti gridavano “Libertà libertà”, finalmente il mostro era stato sconfitto e aveva vinto la nostra società, la bella società occidentale, dove tutto si poteva comprare, vendere, guadagnare se si era sufficientemente scaltri o bravi. Quel giorno mio padre, un uomo di quarantacinque anni, di fede comunista, aveva tentato di spiegarmi con commozione che per lui stava finendo un mondo, quello basato sull’ideale di uguaglianza, rappresentato dal tentativo di applicare il marxismo nella società dell’Est, che oramai sembrava in caduta libera. Altro

Esercito a Rho, in vista di Expo, si salvi chi può!

La notizia ci preoccupa particolarmente. Un territorio militarizzato non è ciò che vogliamo! Rigiriamo la notizia dal sito di Sos Fornace (rho-occupata-militarmente-in-vista-di-expo-2015): Altro

Nel mondo dei normali parte terza: le fidanzate di rappresentanza

Con le feste si susseguono i pranzi natalizi, le cene natalizie, i ritrovi annuali con quelli come te, quelli che vedi una tantum, i compagni del liceo, le ragazze della pallavolo e anche il giro di militanza, che vabbé vorrai mangiartelo un panettone pure con loro.

Con le feste si rivede gente che non vedi da un po’ e che magari nel frattempo si è fidanzata ufficialmente o si porta dietro una volta l’anno la fidanzatadirappresentanza. Altro

Il razzismo non può essere il futuro

Questa mattina avrei voluto abbracciarlo il mio alunno di origine eritrea e stringerlo forte, perché so che la sua mamma – che è una signora di cultura elevata e attenta a ciò che accade nel mondo  – sicuramente ieri sera non si sarà trattenuta dal parlare con i cinque figli della carneficina dei tre senegalesi ad opera di un militante di Casa Pound a Firenze. Gliela avrà spiegata come una storia di violenza nata dall’ignoranza e dal razzismo dei fascisti dichiarati e dei fascisti latenti, che purtroppo sono sempre più numerosi in Italia. La signora si sarà forse ricordata dei fascisti storici che hanno occupato il suo paese ai tempi di sua madre… E chissà come si sarà sentita lei ieri sera e come si sarà sentito il suo bimbo, che ha solo undici anni e che è nato e cresciuto in Italia da genitori in Italia da trent’anni. Gli eritrei, per la loro dolorosa storia, legata alla nostra non certo per loro volontà, di solito sono persone interessantissime, perché hanno l’Africa e l’Europa in sé e sono un mix di culture, che io trovo estremamente affascinante. Molti sono fuggiti dal paese a causa della dittatura e oggi hanno la cittadinanza italiana e così i loro figli. Sono neri. La gente da bar dice che non sono italiani, perché un italiano nero è difficile da digerire ancora oggi, perché gli italiani sono bianchi da sempre. Pochi sanno della nostra vicenda coloniale e un eritreo è un nero come un altro, che tanto sono tutti uguali… Altro

Un ragazzo sfortunato o forse no…

Crolla il l’impalcatura del concerto di Jovanotti, muore un ragazzo di vent’anni che vi lavorava e altri restano feriti. Questo ragazzo prendeva cinque euro l’ora, una miseria! Come si fa dire che uno “guadagna” cinque euro l’ora? Semmai uno è sfruttato per cinque euro l’ora. E magari aveva anche lui tremila sogni, speranze, aspettative dalla vita, come il “Ragazzo fortunato” cantato proprio da Lorenzo anni fa, solo che qui non si tratta di un ragazzo sfortunato.  Altro

Razzisti e maschilisti, chiamiamoli col loro nome

Succede che una ragazzina come le altre, forse anche più stupida delle altre o che magari ha più paura delle altre, giustifichi il fatto di aver perso la verginità  con uno stupro, ovviamente perpetratole dai rom. La ragazzina è invece andata a letto con un suo coetaneo, come migliaia di altre ragazzine. Innocente e con la paura di affrontare la propria famiglia oppure consapevole della deriva razzista a cui può dare luogo, va a raccontare la frottola ben congegnata ai suoi cari: si sa, tanto i rom, i rumeni, i nordafricani sono sempre pronti a stuprare qualcuna, non sembra una situazione irreale, può essere un buon alibi. Altro

Non c’è gusto a essere oneste

Alla scuola primaria ci hanno insegnato che bisogna comportarsi bene, rispettare gli altri, fare il nostro lavoro e non copiare o rubare, che prima o poi i nostri sforzi sarebbero stati premiati. E infatti, quelle che si comportavano così, quelle col grembiulino bianco ben stirato e “Sì signora maestra… Tutto bene signora maestra…Porto una rosa alla maestra”, avevano dei bei voti e, se non erano proprio brave, prendevano dei buoni voti di incoraggiamento.

Ma guardiamoci in faccia oggi: con tutto il candore possibile e anche l’innocenza residua, che gusto c’è ad essere delle persone oneste? Guardiamoci in faccia proprio oggi, prima della stangata (ulteriore) che riceveremo nei prossimi mesi grazie alla ennesima manovra finanziaria salvabanche-salvaricchi-cambiaretuttopernoncambiareniente, noi che, per forza di cose, siamo costrette ad essere oneste, cioè a pagare ogni centesimo di tassa e a continuare a fare con coerenza il nostro lavoro fino a sessantacinque, sessantasette anni e oltre. Che gusto c’è a essere oneste? Che orgoglio proviamo? Altro

Nel mondo dei normali: l’indicibile disagio. Parte seconda

A volte, per affrontare il mondo dei normali di cui ho parlato nel precedente post, ho bisogno di avere qualcuno che mi capisca. Per questo, quando al mattino metto in moto l’auto – perché al posto dove lavoro, che è in mezzo alla Pianura padana, non ci arrivo se non in auto – ho bisogno di una musica che rifletta il mio stato d’animo. Mi sono centinaia di volte ripromessa di non ascoltare più i pezzi di Vasco Brondi, perché l’inverno scorso stavo diventando brondidpendente, parlavo anche come lui, usavo i pezzi dei suoi versi per rispondere e per commentare dal fruttivendolo, al cinema, con gli amici, e mi sentivo un po’ una che ha rubato qualcosa a qualcuno, a tal punto l’ha fatta sua… Avevo paura di essere accusata di plagio! Perciò avevo chiuso i due cd nel cassettino, per lasciarli lì più a lungo possibile… Ma stamattina, sarà stata la nebbia che perdura da un mese, sarà stato il senso di impotenza che mi crea la sveglia delle 6,30, sarà stata la giornata che avevo davanti, ho aperto lo scrigno e tirato fuori meccanicamente un cd. Sapevo quello che volevo e quello che volevo era La lotta armata al bar, così per farmi un po’ male, con la storia di tutto il precariato  di vita e impotente che la mia generazione sta affrontando (colpevolmente o no, che si voglia). Altro