Dai quartieri popolari alle città senza personalità. La Milano dell’Area C… e oltre

Al termine del suo romanzo Storia d’amore vera e supertriste (consigliatomi da S., che colgo l’occasione di ringraziare), Gary Shteyngart descrive la New York di un futuro nemmeno troppo lontano, in cui gli americani poveri, gli immigrati poveri, gli anziani poveri e tutte le persone a Basso Valore di Reddito vengono costretti a lasciare la città, oramai destinata ad essere il luogo di residenza per un’aristocrazia transanzionale, che detiene capitale e armi e che manovra governi e informazione di tutto il mondo. I vecchi edifici vengono fatti saltare in aria e, al loro posto, sono destinati a sorgere villaggi residenziali, centri commerciali, centri benessere e palazzi del potere. Altro

Cuba e la coscienza sporca della socialdemocrazia

Nessun posto sulla terra è un paradiso e Cuba non è un paradiso. L’errore che si fa più spesso quando si parla dell’isola delle Antille è quello di pensare che, siccome là c’è stata la Rivoluzione, allora Cuba deve essere il posto più libero e ricco del pianeta. E invece Cuba è un paese povero e combatte da sola una guerra fredda almeno dal 1991, cioè da quando, finito il Comunismo in Europa, è stata abbandonata in mezzo al mare al suo destino. Sui rapporti complessi – e spesso di stampo coloniale – tra la Russia sovietica e l’isola caraibica nel passato, tralascio, quello che è certo è che da sempre gli Stati Uniti vorrebbero rimettere piede sull’isola con ogni mezzo, compreso quello della tentazione consumistica e della diffamazione del governo e della politica dei Castro. Anche in Italia questa politica viene portata avanti da tutte le formazioni presenti nel parlamento oggi, e in particolare da quelle socialdemocratiche, del PD e affini, e da quotidiani come La Repubblica e Il Corriere della Sera, che appena succede qualcosa sull’isola, pensano a divulgarlo, magari storpiandolo e senza conoscere la realtà cubana, al fine di gettare fango. Altro

La cultura (è) degli sfigati

In Italia, appena uno spara una cazzata è subito polemica, così si comincia a parlare di argomenti senza senso e ci si scorda per un po’ dei problemi gravi e veri che ci affliggono. Così vale per la battuta del sottosegretario Michel Martone: “dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni è bello, perché vuol dire che almeno hai fatto qualcosa” (cit. da “Il Sole 24 ore”). Altro

Antifascismo: la necessità di fare chiarezza

Inoltriamo con piacere da GLF Roma questo interessante contributo, che ci è stato segnalato a seguito della pubblicazione da parte nostra del post dedicato alla lettera dei poeti “Non in nome di Ezra Pound”.

Tutto comincia con la teoria degli opposti estremismi. Quando la conflittualità sociale, che veniva dagli anni ’60, diventò lotta di classe, negli anni ’70, le forze così dette “democratiche”, che  comprendevano un vasto schieramento, dal PCI alla DC, dai partiti così detti moderati a quelli liberali, propagandarono il concetto di opposti estremismi. Altro

La memoria, “Non in nome di Ezra Pound” e ciò che resta del Ventennio

Il 13 dicembre, il militante fascista di CasaPound, Gianluca Casseri, spara nel mercato di piazza Dalmazia e poi in quello di San Lorenzo a Firenze, uccidendo a sangue freddo due uomini, due senegalesi, e ferendone gravemente altri. Da subito si urla al gesto di un folle, di un killer improvvisato; poi si scopre che, folle o no, Casseri è un “simpatizzante di CasaPound, “come centinaia in Toscana”, come recita il comunicato della stessa CasaPound; infine, scavando un po’, ma neppure molto, si viene a sapere che l’assassino non è folle ed è molto più che un simpatizzante, è un militante fascista, antisemita e ovviamente razzista. Altro

La sessualità femminile agli esperti: parte seconda

La Repubblica, a settembre dello scorso anno, ha pubblicato un articolo sulla presunta inutilità dell’orgasmo femminile: ne scaturirono una serie di riflessioni, che pubblichiamo qui di seguito e che ci portano a pensare a come, a volte, siano inutili o donnosi, i pareri degli “esperti”.

“Tutta l’arte è completamente inutile”, scriveva Oscar Wilde. Apprendiamo da La Repubblica (dell’13 settembre 2011) che anche l’orgasmo femminile è perfettamente inutile come l’arte: “Elisabeth Lloyd, che nel saggio The Case of Female Orgasm: Bias in the Science of Evolution ha spiegato come il fenomeno sarebbe di per sé “inutile”, un sottoprodotto accidentale dell’evoluzione maschile (che tradotto significa: l’uomo ha l’orgasmo, la donna è biologicamente simile all’uomo, quindi anche lei ha l’orgasmo), precisando, in un’intervista al New York Times, che esso non ha “alcuna funzione evoluzionistica ed esiste solo per il nostro divertimento””. Altro

La sessualità femminile e gli esperti: e che esperti! Parte prima

Vanity Fair a dicembre ci ha regalato una chicca da non perdere: un’intervista a Fabio Volo, secondo la rivista un esperto di sessualità femminile, con tanto di copertina in cui si recita: “Voi donne non capite il sesso”. Ringraziamo Vanity Fair e Volo per averci finalmente fatto comprendere quali sono i nostri limiti, come ad esempio quello che alcune donne non portano le autoreggenti perché altrimenti i maschi le giudicano “puttane” (sic!). Altro

Non cambia….

Nonostante quanto scritto precedentemente qui, il bliz a Cortina e la presunta (minima) lotta all’evasione fiscale non cambiano il nostro giudizio sul governo Monti, che continua ad essere fortemente negativo. Il bliz di Cortina è semplicemente uno strumento populista per fare esultare tutti coloro che si eccitano al suon della parola “legalità”, in un sistema che promette tutto e il contrario di tutto, che colpisce la gente comune, salassandola e obbligandola a sanare debiti mai contratti a salvataggio delle banche, per poi rendere meno amara la fiele a suon di colpi di guardia di finanza. Detto questo, vedere gente del calibro della Santanché indignata o i ricchi papponi con le mani nella marmellata non ci è dispiaciuto affatto ma restiamo all’erta perché la mannaia della legalità siamo certe verrà scagliata anche su chi di questo sistema è vittima!

La porta scoppia… 22 resiste!

Da Roma…Solidarietà al 22!

Nella settimana dal 24 dicembre al 3 gennaio 2012, 5 attacchi esplosivi hanno colpito la sede di femministe e lesbiche di via dei Volsci 22. Attacchi che hanno danneggiato in maniera grave la porta e l’interno della sede.
Sono otto anni che questo genere di attacchi si ripetono durante le feste di fine anno, sempre più alla luce del sole e con modalità sempre più gravi.
Attacchi intimidatori di matrice patriarcale, lesbofobica e fascista, che colpiscono un luogo che ha raccolto negli anni le molteplici esperienze politiche di donne e lesbiche, che ha ospitato autorganizzazione e saperi. Altro

Una “candida illegalità”. Sul bliz a Cortina

Ha dichiarato Daniela Santanché, circa il bliz della guardia di finanza a Cortina, che è sbagliato colpire i ricchi! Certo, secondo quelle della sua specie, bisogna sempre colpire i poveri, i marginali, meglio se immigrati e immigrate, a cui magari anche strappare il velo, che così le liberiamo dalla loro cultura sbagliata e retrograda, in nome della sua idea fascio-consumista. C’è da dire che la Santanché, per cui nutriamo un disgusto illimitato, almeno è onesta: a lei e a quelle come lei non gliene frega niente dei poveri, l’importante è non colpire i ricchi che rendono ricca l’Italia, mentre secondo noi rendono ricchi solo sé stessi sfruttando gli altri, perché la ricchezza, in questo sistema capitalistico, te la fai solo se ci sono i poveri. Altro

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