Ridateci l’uomo del divano! Nel mondo dei normali, parte quarta

Ogni riferimento a cose, fatti e persone reali è puramente casuale, non voluto. Questo post è frutto della fantasia di chi scrive.

Premessa: A volte, il mondo dei normali riserva piacevoli sorprese e incontri interessanti, come la vita, perché infondo non è tutto bianco o nero e le sfumature sono ciò che di più bello esiste. Ecco, allo stesso modo, nel mondo dei normali, ogni tanto – anche se raramente –, puoi fare incontri che ti cambiano la vita o che te la cambiano per un certo periodo, rendendoti felice, mentre capita allo stesso modo che, nel nostro mondo di “strani”, “marziani”, “alternativi”, “militanti”, si muovano, oltre a persone splendide, squallidi figuri o persone di nessuno spessore travestite da intellettuali di sinistra! Ci sta, perché le eccezioni fanno parte della vita e perché nessun posto è un paradiso, in ogni gruppo di persone ci sono quelle che stimiamo di più e quelle che stimiamo meno e, tra chi ha un’idea sua del mondo, ogni passaggio dalla teoria alla pratica è pieno di ostacoli, contraddizioni da cui nessuno/a è esente (nemmeno io) e sfaccettature importanti che spesso diventano motivi di scontro…

Il fatto: Questo per dire che nel mondo dei normali un giorno incontrai l’ “uomo del divano”, che ben presto divenne il mio uomo del divano, all’inizio quasi per gioco… All’uomo del divano piaceva molto mangiare bene, bere un buon cocktail e non la birra del Lidl, fare sport, uscire con gli amici e passare le sere della settimana, appunto, sul divano, con me o senza di me, ma soprattutto con me. L’uomo del divano era intelligente ma non aveva studiato tanto, non aveva velleità artistiche, era genericamente di sinistra (ma non parlava quasi mai di politica e non avrebbe mai partecipato a una manifestazione, neppure quella del 25 aprile, figuriamoci a una contro i Cie!) e aveva un cuore grande con tutti/e quelli/e che  avevano bisogno. Soprattutto io non l’ho mai visto umiliare qualcuno, né l’ho mai sentito fare battute omofobe o cose simili. Non si poteva andare con lui a una mostra ma al cinema sì (solo di venerdì o sabato però, che le altre sere era stanco), si poteva ridere, scherzare, raccontarsi (ma senza scendere troppo nei dettagli sugli ex, perché diventava geloso) e poi si stava ore e ore a letto. All’uomo del divano piaceva la vita a modo suo, anche se era un sedentario, che usava lo sport per sfogarsi di tutte le cose che non avrebbe mai fatto (che so? un viaggio in India, un bagno notturno al mare, lanciare un sasso ad un corteo).
Non facendo parte del mondo dei normali, io molte cose non le capivo, come il suo lassismo e la sua pigrizia, la sua poca predisposizione al confronto: nel frattempo, siccome eravamo diventati una coppia, mi mancava quella vita in cui condividi proprio tutte le idee e fai le stesse cose e soprattutto hai gli stessi obiettivi, che per me erano conoscere il mondo, informarmi, fare attività associativa, alzarmi insomma dal divano di casa!
E così la mia vita assieme all’uomo del divano finì dopo anni di tira e molla, perché volevo cominciarne una in cui avrei frequentato per mia volontà quasi solo ed esclusivamente persone del mio giro. Maschi del mio giro. Cominciò una lunga fase di sperimentazione con i “non-normali”, militanti di collettivi e di centri sociali, intellettuali di sinistra, ecologisti, radical-chic e anche qualche semplice disadattato tra il cupo e il fashion! Più strani, antifascisti, blabla erano, più mi piacevano: alle donne – ad alcune donne, pardon – piace la disputa “intellettuale”! E così mi ritrovai fra le braccia di quello che ti asciuga per giorni, prima di provarci – facendoti credere che stai instaurando un rapporto importante con lui – e poi, dopo una breve scopata sudata da otto lunghe settimane, si riveste subito in cinque secondi, torna a casa (facendoti sentire il surrogato di una prostituta, la quale però almeno riceve un compenso) e ti chiama un mese dopo per fare l’identica squallida scopata senza baci,senza niente, solo un grande svuotamento di palle. Dopo di lui passai  l’esperienza dell’amante della bicicletta e della vita all’aria aperta, logorroico e problematico, affascinante da morire, peccato che non gli funzionava tutto bene! Poi ci fu quello che fa il contratto: “allora possiamo andare a letto assieme solo se tu non ti innamori di me” e io firmo l’accettazione, sapendo che quella sarebbe stata l’ultima volta che lo avrei visto, perché già sono allergica all’idea del matrimonio, figuriamoci se devo anche fare un contratto di nessun-tipo-di-coinvolgimento con un tipo qualunque; poi quello con il seggiolino per bambini in macchina, che giura essere di sua sorella, ma dopo un mese lo vedi con un bambino che lo chiama “papà” (non che a me interessasse che fosse padre, ma almeno dillo!); poi di quello eternamente fidanzato ed eternamente in crisi; poi il compagno-maschilista, quello che sulla carta difende i diritti delle donne, salvo trattarti come l’ultimo essere del pianeta, soprattutto a letto, quando ti tira giù la testa, obbligandoti a fare ciò che magari avevi pensato, ma ora non lo fai più per vendetta! Che fastidio!Poi… poi…poi.
A ripensarci bene, in tutto questo tempo senza l’uomo del divano, ho fatto tante espreienze, anche interessanti, anche costruttive, senza dubbio alcune un po’ aride e un po’ ginniche! Manca il cuore. Non che sia un male, se a una piace così e non posso negare che sia andata bene così per un po’ di tempo, ma oggi mi manca l’umanità dell’uomo del divano, quello che, quando arrivavo a casa la sera, mi faceva le solite identiche domande ogni giorno, mi stritolava fra le braccia e poi si rideva assieme. Starò invecchiando?

Questo per dire che nel mondo dei normali non tutto è da buttare!

AgAtA

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