La memoria, “Non in nome di Ezra Pound” e ciò che resta del Ventennio

Il 13 dicembre, il militante fascista di CasaPound, Gianluca Casseri, spara nel mercato di piazza Dalmazia e poi in quello di San Lorenzo a Firenze, uccidendo a sangue freddo due uomini, due senegalesi, e ferendone gravemente altri. Da subito si urla al gesto di un folle, di un killer improvvisato; poi si scopre che, folle o no, Casseri è un “simpatizzante di CasaPound, “come centinaia in Toscana”, come recita il comunicato della stessa CasaPound; infine, scavando un po’, ma neppure molto, si viene a sapere che l’assassino non è folle ed è molto più che un simpatizzante, è un militante fascista, antisemita e ovviamente razzista. CasaPound nega la vicinanza di Casseri all’associazione neo-fascista ed elimina dal proprio sito internet ogni riferimento, articolo, titolo razzista, cambiando la propria interfaccia, mettendo in evidenza invece tutte le iniziative di solidarietà dell’associazione, dal Natale solidale, alle collaborazioni con diverse Onlus che si occupano di infanzia e disabilità. Forse a sottolineare che “i fascisti del terzo millennio” i disabili non li bruciano più nei crematori ma li integrano nella società. Nel frattempo, la stampa insiste ancora sul gesto di un folle e non di un fascista e razzista, da un lato, ma pubblica anche “mini-inchieste”, retoriche e banali su CasaPound Italia.
A questo punto la figlia di Pound, Mary de Rachewiltz, denuncia CasaPound: “Infrangete il nome di mio padre” e “Un’organizzazione politica compromessa come questa non ha nulla a che fare con il nome Pound”. C’è da dire che Mary de Rachewiltz già nel passato si era opposta all’utilizzo del nome del poeta da parte dell’associazione neo-fascista, ma nessuno l’aveva minimamente presa in considerazione, forse perché non c’era ancora stata alcuna strage e un po’ di sano e maschio fascismo per l’Italia non poteva essere messo sotto inchiesta dalla figlia di un poeta (fascista). Eppure anche la figlia di Pound si limita a chiedere che l’associazione neo-fascista cambi nome. Cambi nome? Cioè, parafrasando, “fate quel che vi pare, non in nome di mio padre, che però era antisemita, fascista e razzista, ma non usatelo, please”.
L’11 gennaio, Il Manifesto, con la sua aria social-democratica che lo caratterizza sempre più, pubblica una lettera aperta di poeti ed intellettuali, dal titolo “Non in nome di Ezra Pound”, in cui si recitano le seguenti parole, dando a Pound dell’imbecille, poeta fascista per caso, che non capiva la complessità delle vicende politiche italiane, pur avendo aderito non solo al fascismo printemps, ma anche all’esperienza della RSI: “Come lettori e ammiratori della poesia di Ezra Pound, esprimiamo il nostro sdegno per l’uso improprio e offensivo che del suo nome viene fatto dall’organizzazione di estrema destra denominata CasaPound, che ne fraintende e umilia la figura di geniale produttore di poesia e generoso organizzatore di cultura riducendola al suo sostegno del fascismo […].
Straniero in Italia dal 1925 al 1945, Pound merita di non essere identificato con una politica che egli conosceva solo superficialmente”. Dunque Pound non un poeta fascista ma un poeta idiota, uno che non capiva. Sulla grandezza o meno di Pound, lasciamo il giudizio agli intellettuali e ai critici, che non sta a noi dare un’opinione sull’arte poetica. Ma perché minimizzare la sua partecipazione attiva, ideologica e intellettuale al fascismo, di cui peraltro ha scritto molto? È fare negazionismo. E perché un’associazione fascista non dovrebbe usare il nome di un poeta fascista? Il fascismo è un’ideologia violenta e razzista, è vero, ma Pound non l’ha mai rinnegata e ha anche pagato caro per questo, con la prigionia e il manicomio. Tutto sommato è stato uno coerente con le sue idee.
Ma perché questi poeti e intellettuali, che si prodigano  perché venga tolto a Casapound il nome del poeta (che tra le altre cose risale al 2003) non si prodigano per la chiusura di un’associazione fascista, razzista, antisemita e, di conseguenza violenta? Quello che è successo a Firenze è l’esito naturale della propaganda razzista delle associazioni di estrema destra e, perché no?, anche di partiti come Forza Nuova e la Lega Nord, di tutti quelli che che incitano alle SS o a sparare sui barconi di immigrati, alle ronde padane, agli zingari da prendere a calci in culo. Non servono i morti per capire la deriva razzista dell’Italia, ma soprattutto è ipocrita togliere il nome di Pound da una sede che lo porta da otto anni e che si riconosce con l’ideologia del poeta, a meno che, come si è fatto, non si snaturi tale ideologia e la si riconduca a ingenuità, incapacità del poeta stesso di comprendere e di definirlo come uno che scriveva su cose che non capiva.
Il 27 gennaio è la “Giornata della memoria”. Noi siamo un po’ allergiche alle celebrazioni, in quanto la memoria dovrebbe essere il quotidiano modo di vivere per un continente straziato dai crimini del nazi-fascismo, di cui non si è ancora del tutto liberato e che è ancora oggi. Un’idea non è solo un’idea, non è solo pura astrazione, un’idea violenta, espressa in qualsiasi modo, con qualsiasi arte,  resta pur sempre un’idea violenta e certamente può portare a risvolti pratici. Non è colpa di Pound se Casseri ha sparato, uccidendo, non è colpa nemmeno di Casa Pound, di Hitler o di Mussolini, di Céline, di D’Annunzio, o di chicchessia, perché ognuno è responsabile di se stesso, ma è altrettanto innegabile che un fascista è un fascista, un fascista buono è comunque un fascista, un grande poeta fascista è comunque altrettanto un fascista, e soprattutto che un’idea fascista e un clima razzista rendano più tollerabile il razzismo e tollerati i razzisti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: