La Lega Nord all’attacco dei libri per bambini

Non sai più se ridere o piangere se Matteo Salvini, classe 1973, capogruppo al Comune di Milano per la Lega Nord, se la prende con un libro per bambini:  Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?, pubblicato dalla piccola casa editrice Lo Stampatello.

Il testo racconta la storia di Meri e Franci che si amano, vogliono fare una famiglia e vanno in Olanda, dove Franci si fa fare un “semino”, da cui nasce Margherita. Il libro si rivolge ai bambini e alle bambine con genitori dello stesso sesso e, che fin da piccoli, sono sottoposti alla curiosità degli altri. Fine.

A Salvini non va giù che questo libro si trovi nelle biblioteche milanesi nella sezione dedicata ai più piccoli, sostiene che sia in grado di confondere le idee sull’argomento e, semmai, dovrebbe essere messo nella sezione di libri per adulti! Sostiene anche di aver ricevuto proteste di decine di genitori. Stentiamo a credere che nel bel mezzo della crisi economica, i genitori milanesi non abbiano problemi gravi se non quello della lotta contro l’“immondo libercolo”! In quanti si saranno lamentati contro questa nefandezza? Tre mamme di CL?

E poi, quanti bambini di sei e sette anni vanno in biblioteca da soli, parcheggiano la macchina in area C, scelgono cosa leggere, passano il volume al bibliotecario e infine si fanno una sigaretta? Possiamo o no ipotizzare che sarà un genitore a portare i bambini in biblioteca e ad aiutarlo a scegliere le sue letture? E anche se il bimbo o la bimba in questione volesse “a tutti i costi” leggere Piccola storia di una famiglia, che problema c’è? Si accosterà semplicemente ad un argomento complesso, che gli verrà spiegato con parole adatte alla sua età, come altri libri che parlano della nascita o di sessualità, rivolti a coloro che si cominciano a fare le prime importanti domande, come “mamma come sono nato/a?” o “da dove vengono i bambini?”.

E invece no. Bisogna sempre occultare, far sparire, far finta soprattutto che un punto di vista diverso da quello del pensiero finto liberal, in realtà reazionario, non esista. Bisogna dire che esiste babbonatale, che i bambini nascono sotto i cavoli e che è sempre l’amore di un papà e di una mamma che li mette al mondo. Insomma bisogna riempirli di bugie, finché non superano d’un pezzo l’età della ragione.

Qualche tempo fa, gli esponenti del Pdl tentarono la stessa manovra con Piccolo Uovo, un testo di Francesca Pardi, illustrato da Altan, sulla storia di un uovo di pinguino che cerca per il Polo Sud la famiglia ideale e la trova in due pinguini omosessuali. L’accusa al testo fu quella di essere ideologico. Si chiese addirittura di toglierlo dalle librerie. E anche se fosse un testo “ideologico”, un genitore non può decidere in autonomia cosa far leggere al proprio figlio o alla propria figlia? Di contro, quanta robaccia pornografica, omofoba, razzista (e chi più ne ha più ne metta) propugniamo ai bambini lasciandoli davanti alla televisione per ore magari da soli? Non c’è un che di ideologico nell’indignarsi contro un libro che spiega la realtà e non farlo contro chi manipola le teste dei più piccoli?

Questa boutade contro i libri per bambini sulle coppie omosessuali e lesbiche fa eco alla più grande polemica sui libri di scuola comunisti – e chi li ha mai visti? – che manipolerebbero le menti dei più giovani, magari citando Marx e parlando della Resistenza come movimento di popolo o dicendo che il fascismo fu dittatura. Forse per la Lega e gli amichetti del Pdl, ma anche per un Pd molto politically correct, è spesso meglio evitare certi argomenti, magari edulcorando le cose, per non dover poi imbattersi nel problema che i sudditi di domani pensino con la loro testa. Se non sanno, non ragionano e non scelgono: un branco che fa tanto comodo a chi ha bisogno di mansuete pecore, che producono, consumano e crepano. Senza mai alzare la testa.

Dove i libri sono indesiderati e banditi, allo stesso modo le persone. E non dite che in Italia non è così!

 

 

 

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