Nel mondo dei normali parte quinta. I vicini di casa

Tutto ciò che scritto in questo post è frutto di fantasia malata e persone e fatti sono verosimili ma non reali.

Del mondo dei normali abbiamo già parlato qui, qui, qui, e qui e abbiamo già detto quanto siano fortunate quelle persone che possono restarvi ai margini o mantenere la propria personalità pur dovendo entrare in contatto con i normali suddetti! Altro

A scuola di legalità… per un perfetto controllo sociale!

Da anni oramai la scuola italiana propone (o meglio, propina in dosi massicce) agli studenti e alle studentesse di ogni ordine e grado corsi e lezioni a base di valori, cioè non lezioni in cui si approfondiscono le conoscenze, si sviluppa la manualità, si affinano doti artistiche, eccetera, ma ore intere volte alla trasmissione di valori che si suppone siano condivisi da tutti/e. Ma come è possibile che un concetto come quello di legalità sia assurto a valore e che sul rispetto della legge si tengano addirittura dei corsi? E dove lo mettiamo il concetto di disubbidienza civile e quello di giustizia? Anche sotto Hitler e Mussolini c’erano delle leggi e i partigiani venivano appunto chiamati banditi… Come si può fare addirittura della legalità un valore da somministrare ai più piccoli, se non con obiettivi ben precisi di controllo sociale?   Altro

Donne emancipate, lavoro domestico, lavoro di cura e contraddizioni

Lavo i piatti dopo una cena fra colleghe e senza lavastoviglie ci metto un po’ di tempo. Una collega under 30, con un marito e un bilocale a carico, mi dice: “ma non puoi lasciarli da fare domani alla donna delle pulizie?”. Io non ho una donna. È una questione che non mi sono mai posta, che non mi ha neppure sfiorata: quello che devo fare in casa lo faccio da sola, col poco tempo che ho; inoltre la casa è piccola e io sono sempre a bolletta, la donna non è neppure un lusso, non è proprio contemplata. Altro

Sesso, disabilità e commenti ad un articolo del Corriere

Qualche giorno fa il Corriere si è occupato di un argomento molto scomodo, quello della sessualità dei disabili e delle situazioni che le madri di chi non è autosufficiente spesso si trovano da sole ad affrontare, avendo come  scelta quella di affidarsi a delle prostitute. Qui sotto potete leggere alcune riflessioni che ci siamo scambiate via mail sull’argomento. Di sicuro i pensieri ad alta voce non risolvono i problemi. Speriamo per lo meno servano a discuterne (con sensibilità). Altro

Morire d’amore? No grazie!

Che siamo diversi sotto tutti gli aspetti non ci sono dubbi. Che siamo diversi perché da secoli si perpetrano le stesse logiche e gli stessi meccanismi sociali non ci piove. Da un po’ però rifletto quanto poco spazio venga concesso alla discussione pubblica sulla violenza sulle donne e, in particolare, sui femminicidi. Altro

Le mimose le butto dal balcone

Io mi trovo veramente in imbarazzo a scrivere dell’8 marzo, però non riesco nemmeno a non dire nulla sull’ipocrisia che circonda questa celebrazione commerciale. Vogliamo davvero parlare di donne? Se lo vogliamo fare non possiamo dimenticare che a Brescia qualche giorno fa una donna è stata uccisa con il suo compagno da un ex, assieme alla figlia di lei poco più che maggiorenne e al fidanzato di questa. Uccisi tutti e quattro a colpi di arma di fuoco. E mentre la stampa non aveva ancora finito di parlare (ricamandoci su) del “delitto passionale”, un maschio, “folle di gelosia”, strangola la moglie dopo un litigio. Non sono i primi omicidi commessi da uomini (parenti, amanti, amici, conoscenti) ai danni delle donne e delle persone loro vicine di quest’anno. Femminismo a Sud li sta contando: siamo a quota 36 ed è solo il 7 marzo. Altro