Nel mondo dei normali parte quinta. I vicini di casa

Tutto ciò che scritto in questo post è frutto di fantasia malata e persone e fatti sono verosimili ma non reali.

Del mondo dei normali abbiamo già parlato qui, qui, qui, e qui e abbiamo già detto quanto siano fortunate quelle persone che possono restarvi ai margini o mantenere la propria personalità pur dovendo entrare in contatto con i normali suddetti!

Per quel che mi riguarda il mondo dei normali mi lascia spesso sbigottita ma sono obbligata alla continua commistione con i provenienti e le provenienti da tale specie per motivi abitativi e non è sempre tutto rose e fiori, però ci sono anche quei momenti divertenti che ci lasciano piacevolmente colpite!

Nel mio mondo dei normali ci sono l’uomo del box e le vecchiette da condominio, più una serie di mogli trentenni con figli capricciosi.

L’uomo del box lavora con routine in ufficio ed esce presto la mattina. Anche sua moglie lavora in un ufficio e i due hanno un bimbo di un anno circa. Lo chiamo l’uomo del box, oltre che per ragioni di anonimato, perché nel tempo libero è perennemente nel garage del palazzo, che ha adibito a piccola palestra, bar e salottino come se a casa non avesse la privacy/tranquillità che gli serve e volesse stare lontano dalla moglie il più possibile. Il sabato pomeriggio è lì. La sera quando torno a casa è lì. L’ho beccato lì anche una domenica mattina, che in realtà era uno di quei sabati notte quando torni tardi, cioè il giorno dopo! L’uomo del box era lì anche a gennaio a – 12 gradi! Ha gli occhi tristi ed è gentile, mi aiuta quando ho le borse pesanti. Mi fa un po’ pena. Alla domenica va a messa con moglie e figlio e poi di nuovo nel box ad aggiustare qualche attrezzo prima del pranzo. Quasi tutte le coppie tristi del palazzo vanno a messa la domenica mattina e cicim e ciciam si raccontano i pettegolezzi della vita di paese. Coppie giovani. Che vanno al mare in Liguria d’estate o a Champoluc, dove hanno le case tutti i provinciali.

A pensare alla vita dell’uomo del box mi viene un po’ di claustrofobia, eppure chi sono io per giudicare? Magari quella vita dà una certa sicurezza, se non qualche soddisfazione e non tutti/e siamo uguali. E poi, perché non mi guardo io? Io non ho un uomo del box, perché vivo da sola.

Ed è proprio su questo che dovremmo aprire una lunga parentesi.

Se vivi da sola dopo i trenta, le mogli dei vari uomini del box possono discutere su di te solo in due modi:

1)      quella lì è talmente acida che li ha fatti scappare tutti, ci manca solo che compri un gatto da ingrassare, come una vera zitella, e le cresceranno le ragnatele sulla “cosa”, perché non se la piglia più nessuno;

2)      quella lì ha un viavai continuo di uomini e chissà cosa ci fa, con quale facilità intreccia relazioni! (A tal proposito ho appena comprato un paio di scarpe primaverili tacco 12 per alimentare i loro sospetti)

Il punto 2 ha riguardato a lungo una mia cara amica, in affitto presso una signora ottantenne impicciona, che abitava al piano superiore, la quale credeva che la mia amica svolgesse attività di meretricio dentro le sue pudiche mura domestiche. La mia amica dava solo lezioni individuali di cinese ad alcuni dirigenti di una nota ditta di design ma, vedendo tutto quel viavai, la signora aveva iniziato a mettere in giro voci di un harem al femminile, quando non di un casino vero e proprio, fino ad ardirsi a chiedere alla mia amica se poteva pagare una quota in più per l’acqua che i suoi uomini usavano per fare la doccia. Immaginatevi la faccia della mia amica di fronte a una tale affermazione!

In ogni caso, tra i normali c’è sempre qualcuno/a da salvare. Nel mio caso sono le vecchine del quinto piano, tre sorelle che vivono assieme e che mi dicono sempre: “la trovo in splendida forma!” e io ruffiana: “anche io vi trovo in splendida forma”. La più giovanile delle tre un giorno mi risponde: “ma cosa vuole trovare in splendida forma! Noi siamo tre vecchie carampane! Piuttosto lei, si diverta, che è giovane! E faccia bene l’amore! Come vorremmo tornare indietro anche noi!”.

Mi sa che le simpatiche insospettabili signore, camuffate da normali, sono il meglio vicinato che il mondo dei normali possa offrire! Ed è a loro che dedico questo post!

1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. soggettivamente
    Mar 27, 2012 @ 20:00:34

    Dai vicoli di paese di mezzo secolo fa alle scale di un condominio, il pettegolezzo continua a sopravvivere. Sollecita la fantasie delle vecchiette condomini che puntando il dito su questa o quella ragazza, vi si identificano ma, allo stesso tempo, ne prendono le debite distanze.

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