Partite

Il caldo torrido mi spinge all’indolenza e il contatto con le/gli altri lo affido un po’ a feisbuc, che di giorno, quando posso, sto rintanata in casa con tutto chiuso, visto che in padania, si sa, non c’è il mare. E ho scoperto, proprio da feisbuc, che molti di voi sono felici di boicottare gli Europei perché i calciatori sono omofobi e i tifosi razzisti, nonché perché in Ucraina hanno fatto strage di cani randagi, per presentare ai tifosi-ospiti stranieri un paese accogliente.

Molti poi sostengono che grazie agli Europei gli italiani sopporteranno ancora più docilmente le manovre del governo, che sta lavorando per tagliare i servizi e mettere nuove tasse, mentre noi guardiamo il calcio come tanti rincoglioniti e ci preoccupiamo solo di arrivare primi. Altro

La frustrazione dei numeri due

“E’ intelligente ma non si impegna”; “sembra che sui libri di testo si annoi, si perde nel suo fantasticare”; “solo impegnandosi molto ce la può fare”. Quante volte me le sono sentita dire queste frasi a scuola, brava ma non secchiona, quella che potrebbe fare di più, competere, gareggiare con gli altri e le altre, magari, in un match a chi sa di più, si esprime meglio, è più organico nel definire,descrivere, raccontare… La scuola come una gara, la vita come una gara. Altro

Il linguaggio

All’incontro separato “Il personale è politico, il sociale è privato”, tenutosi a Roma il 2-3 giugno scorsi si è parlato abbastanza diffusamente di linguaggio e dell’appropriazione o cancellazione di una determinata terminologia da parte dei mezzi di cui il capitalismo dispone (pubblicità e media soprattutto).

Questo argomento è molto interessante sia perché abbiamo potuto constatare che a volte ci sembra di utilizzare un linguaggio senza alcun tipo di connotato, “neutro” diremmo, ma che in realtà non lo è per niente, sia perché ci ha permesso di notare che ci sono parole completamente uscite dal nostro vocabolario con gli anni o che, quando vengono usate, connotano subito colui o colei che le pronuncia come vecchio/a o fuori luogo. Inoltre abbiamo notato come il linguaggio si sia appiattito e impoverito negli ultimi anni, tanto che un italiano medio possiede e utilizza un vocabolario scarsissimo e globalizzato (verso il basso), in cui le parole non sempre hanno il loro reale significato e hanno perso le sfumature che le caratterizzavano. Altro

Coscienza illusoria di sé

di Elisabetta Teghil

Uno dei nodi del nostro impegno come femministe è lo scardinamento dei
ruoli. Lottare solo contro l’ideologia ,la mentalità, la cultura patriarcale senza mettere in discussione i meccanismi che la producono, è insufficiente se
non fuorviante. Non trasformando i rapporti di produzione capitalistici iscritti nei processi di lavoro, questi riproducono continuamente tutti i ruoli della divisione sociale capitalistica, tutti i ruoli degli apparati politici e ideologici patriarcali. Disoccupazione, inquinamento, controllo, lavoro sempre più monotono, noioso, sempre più disumano…….. qualsiasi condizione ,situazione, fisica, mentale, affettiva….. trasformata in occasione di profitto, è qui il carattere propriamente tragico degli anni che viviamo. Altro

Il corpo è mio, dello Stato o del mercato? Rappresentazioni e autorappresentazioni del lavoro di cura

 Le streghe non sono solo accusate di avvelenare e di uccidere, di crimini sessuali e di cospirazione, ma anche di curare e di guarire. […] Le streghe guaritrici erano spesso le uniche che prestavano assistenza alla gente del popolo, che non aveva né medici né ospedali, e viveva nella povertà e negli stenti. Particolarmente chiara era l’associazione tra strega e levatrice […] L’affermarsi della medicina come professione che richiedeva un’istruzione universitaria rese facile escludere legalmente le donne dalla sua pratica.

Barbara Ehrenreich, Deirdre English, Witches midwives and nurses. Complaints and disorders, New York nel 1973 (in R. Sarti, Streghe, serve e… storiche. Qualche spunto di riflessione su storia di genere e stregoneria, «Storicamente», 4 (2008), http://www.storicamente.org/05_studi_ricerche/streghe/sarti.htm)

Come è chiaro, secondo le due autrici, vi è un filo rosso fra la stregoneria e la donna che cura le altre e i malati, nelle società di età moderna, per cui colei che cura è al tempo stesso fattucchiera e curatrice, racchiude in sé pertanto il disprezzo e la fiducia, contemporaneamente. Altro