Il maschilismo di noialtri

Sarebbe troppo bello se fra i compagni maschi non si annidasse mai il maschilismo, i rapporti tra i generi fossero finalmente maturi e ogni forma di sessismo fosse assente o condannata in ogni circostanza. Sarebbe proprio stupendo se nessuna si sentisse mai offesa e discriminata quando è con le persone che reputa come lei. Sì, sarebbe fantastico ma purtroppo non è sempre così, perché alcuni atteggiamenti e modi di fare sono stati a tal punto introiettati da divenire automatici e meccanici e, anche laddove si annida il machismo, si stenta a riconoscerlo. Talora capita addirittura che noi donne assumiamo verso le altre atteggiamenti maschilisti, che abbiamo acquisito di riflesso dalla società, senza renderci conto da subito di come ci stiamo comportando! Figuriamoci allora tra gli uomini, che crescono e vengono educati da millenni al maschilismo, quanto certi comportamenti siano difficili da estirpare.

Allora, cari compagni (millantati) eterosessuali doc, questo post è per voi che, a volte, nonostante i tentativi di liberarvi del macho che si annida nel profondo del vostro animo, proprio non ce la fate! Magari il 99% queste cose le sapete già e evitate certi comportamenti ma, se questo post dovesse servire anche solo per l’1%, saremmo contente uguale.

1) Le compagne si sanno difendere da sole. Non abbiamo bisogno che chiediate “va tutto bene?”, se si avvicina qualcuno che sembra un molestatore. Se abbiamo problemi e/o abbiamo bisogno di una mano, ve lo diciamo e vi facciamo capire che qualcosa non va. Ce la caviamo benissimo da sole nella maggior parte delle situazioni difficili. A volte però vi facciamo intervenire non in quanto maschi, ma perché l’unione fa la forza, soprattutto per arginare/condannare alcuni comportamenti apertamente sessisti e soprattutto le molestie.

2) Non ci piace però quando, al contrario, giustificate chi fa battute sessiste o ridete, dicendo che sono una goliardata e uno scherzo e non le condannate, soprattutto quando la loro pesantezza ci mette a disagio in un ambiente che si proclama antifascista, antirazzista e antisessista.

3) Non ci piace neppure quando siete voi i primi a usare una terminologia sessista deliberatamente o senza accorgervene. Il linguaggio è lo specchio della nostra società e siamo bombardati/e da parole e messaggi con fortissimi contenuti sessisti e omofobi però, se cominciassimo per primi/e ad abolire parole che già di per loro sono offensive, saremmo già sulla buona strada. Pensiamo almeno fino a 3 prima di parlare! Non è così difficile…

4) “La tipa di…” è un’espressione insopportabile. Noi non siamo le fidanzate di rappresentanza di nessun maschio ed esigiamo di essere trattate come persone con un nome.

5) “Ha passato il segno”. Capita che, negli ambienti che frequentiamo, proprio in quanto abbiamo la mente aperta e siamo “tolleranti” – usiamo qui una parola che non ci piace per rendere l’idea – si annidino “i pazzi da centro sociale”, cioè quei disagiati che nessun gruppo e spazio accoglierebbero, ma che noi accettiamo nostro malgrado perché magari ci fanno pena (chi fa militanza, sa bene a quale fenomeno ci riferiamo). Ecco, noi non siamo disposte ad accettare i pazzi da centro sociale se dimostrano atteggiamenti omofobi o se si dimostrano molesti. E ci dispiace che, a volte, vi incazziate, come dite voi, solo quando si avvicinano alle vostre ragazze. Così facendo dimostrate due cose: che le donne per voi non meritano rispetto in quanto tali, ma a seconda del loro ruolo; e che la vostra ragazza è il vostro possesso.

6) Le mani a posto! Ecco, anche in tutti questi casi, non sopportiamo se partite in quarta per “punire” lo stolto maschilista, con gesti violenti. Le mani si alzano solo in situazioni estreme. Nella quasi totalità dei casi non servono gesti plateali per cacciare un disturbatore, ma bastano fermezza e unità di intenti: gli si dice di andarsene tutti insieme e lo si accompagna alla porta.

7) E se ci lasciamo? Se ci lasciamo è perché è finita e, se non ci mettiamo proprio assieme, è perché non è mai cominciata. Potete dirci le cose apertamente, cercare un dialogo, non considerarci più. Però evitate gli atteggiamenti da faida famigliare o da oratorio feriale. L’appellativo di “puttana”, gratuitamente. Spesso, chissà perché, fate quadrato con il malcapitato, più di quanto le donne riescano a fare in centinaia di anni di riconosciuta “zabetteria”. Magari una ha qualcosa da dire anche se non è (più) la vostra ragazza e la sua intelligenza non viene meno con il vostro abbandono.

8) Smettete di dividere il mondo fra compagne e non-compagne per misurare l’intelligenza femminile! A noi danno anche fastidio quelli – e purtroppo esistono – che le compagne vanno rispettate, mentre le altre donne sono un branco di galline. O che, a pensarci bene, anche alcune compagne sono un po’ oche e un po’ “isteriche”. A noi dà fastidio anche quando sminuite le altre donne, perché non fate la stessa cosa con i maschi che non la pensano o non sono come voi. Con quelli, di solito, ci discutete/litigate/esprimete le divergenze; con le donne spesso vi limitate a fare commenti sulla loro limitatezza di vedute (come se una che non la pensa come voi è per forza stupida o pensa solo a cose superficiali).

9) A letto non siete meglio a prescindere dei non-compagni. Quindi se tentate di capirci un po’ di più noi non è che siamo scontente. Però, proprio perché passate il vostro tempo in un ambiente in cui si condividono idee e progetti, ecco, allora esprimetevi anche riguardo a questo argomento. Fate domande! Esigete risposte! Non offendetevi se vi facciamo notare qualcosa! Eddai! Alla fine, anche noi pensiamo che siete mediamente meglio degli altri, ma questo è un piccolo segreto che teniamo per noi.

Magari abbiamo dimenticato qualcosa, o abbiamo detto troppo, o vi siete offesi… O le avete già sentite milioni di volte queste tiritere e magari voi che state leggendo siete già “liberi”. Magari pensate che anche noi meritiamo un “regolamento” da rispettare fra compagni. Però, guarda caso, noi abbiamo sentito l’esigenza di questo post, proprio perché, in questi mesi, ci siamo trovate di fronte ad alcune di queste situazioni di “maschilismo di noialtri” e le abbiamo subite. Quindi ci premeva condividerle.

 

 

 

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10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Sciloria
    Ott 02, 2012 @ 05:38:33

    Giusto per darti la reale dimensione dell’accaduto e non quello che hai percepito tu:
    La decisione di allontanare il “pazzo da centro sociale” è stata presa collettivamente e non individualmente da nessun compagno mosso da gelosia o senso del possesso verso una ragazza tant’è che era stata presa ben prima durante la giornata e già se ne parlava martedi scorso durante la riunione politica. Non stiamo ad elencarti le motivazioni per le quali l’abbiamo allontanato, in parte le hai già capite, poi c’è dell’altro ma non è inerente in questo post.
    Detto questo, per noi le cose importanti di domenica sono state altre. Non certo il pazzo. Ad esempio, la presenza dei lavoratori della coop. ALA è stata molto significativa visto che è positivo che oltre alla lotta stiano partecipando sempre più attivamente al collettivo e alle iniziative.

    Un saluto

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  2. GENNARO MANIERI
    Ott 04, 2012 @ 13:40:07

    Concordo con la risposta precedente che la giornata di Domenica sia stata principalmente interessante per la presenza dei lavoratori della coop. ALA che per noi e credo per tutti è un percorso di lotta dura contro i licenziamenti di questi lavoratori con la speranza che vengano reintegrati, poi credo che abbiamo passato una bellissima giornata di musica e divertimento come dire c’era un ottimo clima.
    Confermo in quanto la risposta precedente che si era già deciso collettivamente di allontanarlo prima che si sedesse per il pranzo,
    Scusa ma non concepisco l’identificazione ” PAZZO DA CENTRO SOCIALE ” da parte mia direi che è uno sconosciuto che si spaccia per chissà chi o che cosa e con i centri sociali non c’entra ” a parere mio ” proprio nulla ma il suo comportamento intollerante è cominciato ben prima del pranzo nei confronti di alcuni compagni tra cui il sottoscritto.

    Per quanto riguarda la tua analisi penso che ognuno abbia le proprie idee o visioni per poi esporle giustamente per facilitare ogni tipo di dialogo, il mio pensiero sulla tua analisi credo sia un po forzato sull’essere un po femminista a prescindere di compagne e non.

    un saluto

    Gennaro Manieri

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    • scateniamotempeste
      Ott 04, 2012 @ 16:52:57

      Scusate, ma cosa c’entrano i vostri commenti col post? Li abbiamo pubblicati per non censurare ma sono del tutto fuori luogo. Se volete intervenire in merito a una questione specifica, perché dovete difendervi per qualche motivo, crediamo esistano altri mezzi.

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  3. elisabetta teghil
    Ott 04, 2012 @ 18:41:49

    A scuola la/il prof qualche volta diceva a qualcuno/a che era andato/a fuori tema e questo mi sembra il caso dei commenti, a meno che non si tratti di un sistema per non farsi carico delle proprie responsabilità.
    Il dominio maschile è talmente radicato nell’inconscio degli uomini e delle donne e di tutt* che non lo si percepisce più come tale. E’ tanto in sintonia con le nostre (indotte) attese che è difficile rimetterlo in discussione.
    Il capitalismo è metabolismo sociale e investe tutti i rapporti sociali. La cultura è il processo sociale generale di questa accumulazione. E’ il movimento dell’informazione ed il processo di memoria dei collettivi umani: classe, genere, etnia…Quindi, nella formazione sociale patriarcale, codici, funzioni e canali della comunicazione sono controllati dalla classe dominante e dal maschio che ne detengono la proprietà privata.
    Non a caso le Black Panther teorizzavano e praticavano il separatismo perchè il bianco, per quanto animato da buone intenzioni, essendo la coscienza e la comunicazione frutto sociale e non innato,perpetuava il suo dominio nella pratica quotidiana, anche nelle riunioni e nelle manifestazioni. I liberals e i radicals statunitensi se la presero a male e si sentirono offesi.
    Ma avevano ragione le Black Panthers.
    Il dramma è nell’esecuzione automatica, inconscia da parte del maschio della propria programmazione.
    Il maschilismo esiste fra i compagni ed il riconoscerlo è il primo passo per la sua rimozione.
    Nessuna difesa d’ufficio, i compagni non sono una categoria idealistica, noi li leggiamo con strumenti materialistici e non per la loro collocazione.

    E solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della coop ALA.

    Elisabetta

    Rispondi

  4. Machoman
    Ott 04, 2012 @ 18:51:24

    Non fa piacere leggere falsità anche se scritte nell’anonimato riguardo ad un compagno e più in generale al collettivo tutto. In questo post hai espresso dei giudizi distorti su un episodio in particolare e quindi il post riguarda anche la giornata di domenica. Tra l’altro è anche sbagliato definire quella persona un pazzo da centro sociale, probabilmente non è solo quello, anzi forse non lo è proprio. Ritengo non sia per nulla corretto criticare senza prima capire le ragioni vere di alcune azioni, se avevi delle perplessità potevi prima chiedere al diretto interessato. Ovvio quindi che le risposte non riguardavano tutte le tematiche toccate nel post che era più generale, ma isolare un episodio per crearne un giudizio ideologico è il metodo più sbagliato di procedere circa le questioni politiche, e volente o no quella lo era.
    Per questo entrambe le risposte sono inerenti al post, è troppo facile liquidarle così…

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  5. Ile
    Ott 04, 2012 @ 18:57:37

    Io non c’ho capito niente della quesione della cooperativa ALA. Sarà che sono di un’altra città e che sono stata attratta su questo blog dal fatto che c’era una riflessione interessante, ma non si può rispondere ad una riflessione politica riferendosi ad un fatto specifico che i più ignorano. E’ molto autoreferenziale.

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  6. Matilde!!!!
    Ott 04, 2012 @ 19:12:48

    Ma che è sta Sciloria? Un gruppo di stalinisti frustrati? Il post è interessante, fa riflettere, non banale. Io sono di Torino e il post credo sia condivisibile in ogni parte d’Italia e forse pure in altri paesi con altre realtà.
    Machoman, il tuo nome si commenta da solo, non meriti risposta!!!!

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  7. Machoman
    Ott 04, 2012 @ 21:10:20

    @Ile, sulla coop. ala se vuoi su internet dovresti trovare qualcosa anche dal blog della sciloria. E’ un percorso interessante per le prospettive politiche che possono aprirsi da queste lotte. La polemica in se è in effetti autoreferenziale, sono d’accordo, però leggere certe falsità al di là di tutto da fastidio visto che chi le ha scritte ha espresso dei giudizi ben precisi all’interno del post.
    @Matilde, forse c’è dell’ironia nel nickname scelto, no? 😉 Stalinisti, perchè?

    Rispondi

  8. Roc
    Ott 05, 2012 @ 14:02:16

    Anche per me il post è assolutamente condivisibile, non capisco sinceramente alcuni commenti, decisamente fuori luogo.
    Roc

    Rispondi

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