La fatica del sesso sicuro

Io e Luigia ogni tanto ceniamo assieme in qualche posto economico. L’altra sera siamo andate a un sushi “all you can eat”. Mangi quello che vuoi e paghi un fisso. Luigia mi racconta che più tardi deve vedere un tipo, uno bello e tenebroso, dice, e più grande di lei. L’ha conosciuto l’altra sera e l’ha chiamata alle 18, per chiederle se le andava di passare a bere una birra con lui. Le sembra uno a posto ma, non sapendo bene chi è e come andrà a finire la serata, mi chiede se, dopo cena, la accompagno a prendere dei preservativi a un distributore o a una farmacia di turno. “No problem, amiga!”. Aggiunge che magari poi non succede nulla ma che si sente più sicura attrezzata. Altro

In fuga 2

Cara amica,

non si fermano sui cieli di Gaza i reid israeliani e supera cento il numero dei morti palestinesi, mentre l’Europa dorme. La “questione palestinese” – di cui non ho gli strumenti adatti per discutere perché non so parlare politichese e tutto ciò che riesco a dire viene dallo stomaco e dal cuore – è stato uno dei primi argomenti con cui mi sono affacciata alla “politica”, quando ero poco più che adolescente e quando entrai per la prima volta nei collettivi studenteschi. Sono cambiate molte cose da allora e oggi Hamas ottiene molti consensi anche, ma non solo, grazie alle posizioni religiose radicali, che sono così lontane dal nostro modo di vivere e pensare, che per forza di cose dovrebbero obbligarci ad un discorso serio e invitarci a studiare, discutere riflettere in un dialogo che non c’è. Altro

Business schools

di Elisabetta Teghil

“Il profitto è una forma mutata del plusvalore, una forma in cui viene dissimulata e cancellata l’origine del plusvalore ed il segreto della sua esistenza. In realtà il profitto è la forma fenomenica del plusvalore.”
(K.Marx-Il Capitale- III)

Come qualsiasi risorsa materiale e immateriale, la “risorsa umana” viene considerata una merce economica.
E’ una visione in cui tutto e tutte/i devono misurare la propria esistenza secondo l’unico valore importante a cui sottomettersi, il valore commerciale.
E’ la nascita e la diffusione della nozione di “capitale umano” che, declinato, significa la forza lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori letta come l’insieme delle facoltà fisiche, intellettuali, relazionali che queste/i possono mettere in vendita sul mercato del lavoro. Altro

Globalstrike anche per me (+ scuola e altre catastrofi)

Domani c’è il primo sciopero globale europeo e ha stranamente messo d’accordo molte anime a sinistra come da tempo non si vedeva anche se, si sa, le motivazioni e le modalità della partecipazione saranno diverse… ma almeno qualcosa si muove.
In questo post, vorrei leggere lo sciopero di domani non da un punto di vista ideologico o pragmatico e neppure analizzare il perché aderire o meno, bensì vorrei raccontare la mia esperienza di precaria di fronte alla notizia dello sciopero e al conseguente confronto con colleghi e colleghe sul da farsi, le posizioni emerse, le reazioni e gli scazzi sull’argomento.
Preferisco non firmarmi e lasciare il racconto nell’anonimato sia per ragioni di privacy sia perché nelle riflessioni che seguono probabilmente qualcuno/a con un simile percorso professionale ci si può ritrovare a pieno o per lo meno in parte. Altro

Escapismo 1

Come faccio a spiegartele certe cose? Non mi viene proprio… Te ne devi andare e basta, non riesco a dormire con un uomo nel letto, da casa mia si va via, ok?”

Ma sono le tre e quarantacinque, Giorgia, abbi pietà, ho sonno, non puoi farmi stare sul divano? Fammi dormire un po’, cazzo, poi me ne vado. Ti ho fatto qualcosa?”

Non se ne parla i patti erano chiari, da casa mia, se sei stato con me, poi te ne vai. Te l’ho detto non riesco a dormire con un uomo nel letto. Prendi le tue cose e vai! Non sei il mio fidanzato, non mi va di svegliarmi domani e farti il caffè, non saprei cosa dirti, sono fatta così, ho voglia di star da sola… ciao. Se non vivevi con tua madre, che diosanto c’hai 30 anni, io me ne andavo da casa tua anche alle 5, senza problemi ma assieme non si dorme.”

Eh ma perché?Non ti capisco…” Altro

Di corpo e mente. E altri disagi.

Amo ridere di gusto. Però mi capita di piangere facilmente.
Passo la vita a leggere ma vorrei leggere di più. Sono curiosa.
Mi mangio le pellicine attorno alle unghie.
A volte devo respirare più forte perché mi sale l’ansia e, dall’ansia al panico, la strada è breve. Soprattutto se è notte. E io ho uno strano rapporto con la notte.
Mi piacciono i film francesi degli anni Sessanta ma anche quelli degli anni Cinquanta. Li amo a tal punto che mi dimentico i nomi dei titoli. Uno dei miei preferiti è Les Amants di Malle, con Jean Moreau, che interpreta una signora borghese stanca del marito. Che si innamora di un uomo. Ma sa già che la noia prenderà il sopravvento anche con l’amante. Perché noi siamo creature sempre alla ricerca. Anche al titolo “Les Amants”, che è facile, ci ho pensato tutto il pomeriggio. Non me lo ricordavo. E il film credo di averlo visto almeno quattro volte. Altro