“Dogma”

Di Elisabetta Teghil

La legge non è altro che la sanzione formale di un rapporto di forza. Da sempre è la capacità di un potere dominante di imporsi quale fonte del diritto.
Tanto è vero che una volta veniva fatta discendere, attraverso la mediazione del sovrano, direttamente da dio.
Anche in questa stagione, la codificazione normativa risponde a imperativi di classe che continuano a stabilire ciò che è legge con i suoi connessi contenuti coercitivi.
Nella nostra società che si definisce laica, gli interessi di una parte si trasformano in interessi generali.
Gli interessi di parte si trasformano in carne e sangue nel corpo della legge e, operato questo miracolo, i destinatari della stessa legge devono aderire e rispettarla come fonte non più umana ,ma praticamente divina.
La traslazione dal privato al sacro è compiuta. Altro

Su Pinar

Di GLF – Roma

Pinar Selek è stata condannata all’ergastolo a pochi giorni di distanza dall’uccisione di Sakine, Fidan e Leyla all’Istituto Curdo di Parigi.
Dietro questi avvenimenti c’è la stessa mano.
I due fatti, gravissimi,questi sì terroristici, non solo sono legati fra loro, ma lo sono anche alle vicende siriane.
L’obiettivo è sempre la Siria. Il tentativo senza esclusione di colpi di rovesciare il governo siriano ed approntare l’aggressione all’Iran.
Nessuna motivazione nobile, solo meri interessi economici, finanziari, politici. Altro

In Amenas

Di Elisabetta Teghil

Quello che è successo in Algeria nel campo di gas naturale della British Petroleum di “In Amenas” è strettamente legato alle vicende del Mali.
A una prima lettura queste ultime non presentano nessuna novità.
Là dove ci sono ricchezze si scatenano gli appetiti delle multinazionali che intervengono in prima persona e/o, soprattutto, tramite i rispettivi governi.
Da qui il provocare artificialmente guerre interetniche e/o religiose, appoggiare o criminalizzare, a seconda della convenienza, movimenti indipendentisti, strumentalizzare i diritti umani e la violenza sulle donne. E, secondo tradizione, manipolare le notizie con la partecipazione attiva dei media e piegare le stesse al tornaconto dei paesi occidentali.
Fin qui niente di nuovo. Ma una novità c’è. Altro

Una normale giornata (di barbarie)

Di ScateniamoTempeste

Da quali regole è normata la nostra società? Su quali principi si basa la nostra democrazia? Il principio di giustizia sociale? La meritocrazia? La libertà di stampa, di impresa, di fregare gli altri? Di dare ai ricchi per togliere ai poveri? Cos’è una democrazia vera e compiuta? La democrazia è superata?
Con enorme disagio, questa mattina prendo la metropolitana per la prima volta nell’anno nuovo. Scrivo “con enorme disagio” perché la città che sta di fianco al mio paese (vedendo le cose con un’ottica ribaltata) non mi piace più da anni, per lo meno da quando hanno reso i Navigli, le colonne e Porta Genova dei luoghi da borghesia del sabato sera e il centro è diventato un posto per ricchi profumati. Comunque non è questo l’argomento del post. Dicevo che salgo sulla linea 1, la rossa, e mi si presenta credo tutto il panorama umano possibile in questo paese. Lo osservo. Altro

Giocoforza

Di Elisabetta Teghil

I dati dell’Istat e delle associazioni di categoria una volta tanto coincidono riguardo a due casi specifici. Situazione che non succede spesso perché l’uno e le altre sono al servizio di datori i cui obiettivi non sempre sono gli stessi.
A conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, ma sembra proprio di sì, che non c’è nulla di neutrale e apolitico.
Dicevamo, cifre e dati sono identici e fanno riferimento all’aumento molto forte della percentuale di quelle/i che non sottoscrivono la polizza obbligatoria di assicurazione per i veicoli e di quelle/i che ricorrono alla convivenza abitativa, che siano singoli o nuclei familiari. Altro

Ciao Prospero!

“Certa gente non ama ricordare
Molta gente non vuole capire
Certe cose non si devono pensare
Molte cose non si possono dire”

(Erode – Ulrike)

Se c’è qualcuno che ha pagato caro, e senza sconti o riduzioni, in Italia, è senza dubbio chi ha intrapreso, durante il suo percorso politico, la scelta della lotta armata. Non di certo i politici corrotti, i mafiosi, gli stragisti neri, i ricettatori. Lo stato, vincitore su chi voleva sovvertirlo, ha comminato condanne esemplari e ha decretato come unica interpretazione possibile la propria versione dei fatti. La sinistra, il Partito Comunista prima e oggi tutto l’universo della sinistra parlamentare e associazionistica che alza il vessillo della non-violenza, non solo, come è comprensibile, non ritiene faccia parte della propria storia il percorso della lotta armata, ma da sempre ha rigettato quell’esperienza e la ha condannata al pari (e forse più) dei fascisti (per lo meno dei fascisti che non picchiano). Altro

Sakine, Fidan, Leyla

Di Elisabetta Teghil

Sakine Cansiz, cofondatrice del PKK, Fidan Dogan, rappresentante del Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) con sede a Bruxelles, Leyla Soylemez, giovane militante, sono state uccise con un colpo di pistola alla nuca nei locali dell’Istituto Curdo di Parigi.
Le modalità e la tempistica di quanto accaduto ci fanno presumere con fondatezza che le vicende siriane non siano estranee a queste esecuzioni.
La popolazione curda è presente non solo in Turchia, ma anche in Siria, in Iraq, in Iran. E la sua aspirazione all’autodeterminazione e all’indipendenza è un elemento con cui la politica regionale di quell’area deve fare i conti. Altro

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