Il voto lgbtqi ai tempi dell’omonazionalismo

Da “I Nomi delle Cose”
la trx della Coordinamenta femminista e lesbica sugli 87,90 di Radio Onda Rossa
il mercoledì dalle 20.00 alle 21.00
“Quell* che non hanno il genere ma hanno la classe”
la rubrica di Denis ogni ultimo mercoledì del mese

Sul palco di Sanremo abbiamo potuto vedere il video di Stefano e
Federico, coppia omosessuale. Non nella sua versione integrale: la parte nella quale si baciavano è stata tolta, per amor di moralismo. In un paese cattointegralista come questo, pare tuttavia che basti veramente
poco per scatenare una bufera. Altro

Mayday, mayday!

Di Elisabetta Teghil

I mercati hanno lanciato il Mayday,Mayday! pensavano, poverini, che non ci fosse conflittualità sociale in Italia e che il malcontento verso le politiche neoliberiste fosse relegato alle/ai solite/i quattro gatte/i.
Invece il M5S è il primo partito alla Camera con il 25,55% dei voti.
E’ una posizione di protesta verso le politiche di austerità che, però, raccoglie adesioni trasversalmente, che è interclassista e che ha posto il problema del rifiuto dei partiti tradizionali.
Ma,allo stesso tempo, dimostra che le italiane e gli italiani si affidano ancora al gioco della così detta democrazia parlamentare pensando, evidentemente, che sia possibile cambiare le istituzioni dal di dentro.
L’astensionismo è aumentato del 6%, portando la percentuale delle/degli astenuti al 25%. Altro

Un altro modo di comunicare

Di ScateniamoTempeste

Per una ricerca che sto portando a termine, mi sono trovata ad analizzare gli indici dei numeri della rivista femminista Effe, la cui pubblicazione è durata quasi un decennio, dal 1973 al 1982.
Leggendo i titoli degli articoli in cerca di argomenti che trattassero ciò che sto studiando (i rapporti, lo scambio di saperi, le fratture fra generazioni di donne), ho potuto però anche riflettere su altro, su come una rivista nata fra donne per trattare le tematiche femministe più varie, abbia nel corso degli anni contribuito a diffondere i saperi delle donne e sulle donne pur senza un piglio tecnico-scientifico, bensì divulgativo, riguardo moltissimi temi, non da ultimi quelli del corpo, del lavoro in casa e fuori, del rapporto fra i sessi, e come anche, nel corso degli anni, purtroppo, la rivista stessa abbia modificato lentamente ma continuativamente la propria linea editoriale, fino a divenire, nell’ultimo anno di pubblicazione, una rivista “femminile”, non più di movimento né antagonista, non più femminista. Altro

Le donne, ovvero una presidente della Repubblica?

Di Elisabetta Teghil

Negli anni ’70 ,alcune in buona fede, altre in cattiva, sostenevano che l’entrata delle donne nelle istituzioni avrebbe modificato queste  positivamente .L’esperienza ci ha insegnato che non è andata così: le donne nelle istituzioni  si sono messe,  insieme ai maschi, al servizio del sistema.
La soluzione non è certo rifiutare l’emancipazione, le donne fanno  e devono fare, se vogliono, qualunque lavoro e lo fanno bene e male come i maschi, ma non hanno portato e non possono portare nelle istituzioni nessun cambiamento e il giudizio politico su quello che fanno è giusto, doveroso, auspicabile e necessario. Altro

Compagna di scuola

Di ScateniamoTempeste

È tempo di traslochi. Di traslochi di libri. E da una scatola mezza impolverata salta fuori un quaderno che la memoria aveva sepolto.
Erano gli anni Novanta, la terza liceo, verso la maturità. Il quaderno era un metodo geniale che sostituiva i bigliettini e permetteva di non essere sgamate mentre si passava un foglio volante in classe con un lancio o di mano in mano: se usato con discrezione, si potevano scrivere poemi epici con le gaffes dei vari insegnanti e compagni, storie personali, pettegolezzi e nessuno si sarebbe accorto di niente, a parte noi due, che eravamo diventate una società per azioni “tu prendi appunti di filosofia, mentre io ti scrivo, poi con greco ci scambiamo, io prendo appunti e tu mi rispondi”. A metà anno avevamo già completato tre quaderni e nessuno si era accorto di nulla, era il nostro piccolo segreto, complice il fatto che eravamo tra le migliori della classe. Altro

Qualche granello

Di Elisabetta Teghil

La distruzione dello stato sociale, lo smantellamento del sistema pensionistico, la disoccupazione e la precarizzazione di massa e stabile, la riproposizione dei ruoli e delle gerarchie, l’annullamento delle economie marginali, la guerra ai poveri, il controllo sociale sono i tratti distintivi dell’ideologia neoliberista nel mondo occidentale.
Contemporaneamente, nei confronti dei paesi del terzo mondo, a partire da quelli africani, la stessa ideologia ha riaffermato il principio e la pratica della colonizzazione, il dominio imperiale del XIX secolo, accompagnato dalla distruzione delle economie di autosussistenza, della piccola proprietà contadina, e caratterizzato dall’emigrazione interna verso le grandi città ed esterna verso i paesi occidentali. Altro

Essere cittadina non è (solo) votare

Di ScateniamoTempeste

A lavoro, al mercato, dalla parrucchiera… ovunque, in zona-elezioni, trovo gente che mi chiede cosa farò, se voterò, per chi, “ah, che brutta situazione in Italia”, “bisogna cambiare”, “speriamo che la gente stavolta non voti Berlusconi, che ci ha ridotto così”, “abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre possibilità… e ora stiamo pagando”.
Io nicchio. Tranne quando la provocazione è troppo forte e mi prudono le mani. Ad esempio, l’ultima frase me l’ha detta una mia coetanea piuttosto ricca grazie alle aziende di famiglia, che ho incontrato per strada. Altro

Nel mondo dei normali parte ottava: “Cosa fai a San Valentino?”

Di ScateniamoTempeste

Mi sveglio una mattina, che per me è una mattina qualunque di un lungo inverno padano, che potrebbe essere novembre come febbraio, che tanto qui il freddo non finisce mai, arrivo assonnata a lavoro e qualcuna mi rivolge subito, a bruciapelo, la domanda: “ma tu cosa fai a San Valentino?”. La domanda mi lascia atterrita, perché io avevo lasciato il mio cervello qualche mese addietro (forse nella canicola estiva), già i regali natalizi erano stati un peso faticosamente evitato (non proprio tutti) e realizzo che è febbraio, non ho combinato molto delle scadenze lavorative e di ricerca, oltre al lavoro ufficiale che ho e soprattutto, quando scrivo le date, metto ancora 2012 (inizio a scrivere l’anno esatto di solito a marzo, sarà dovuto a una presunta discendenza dagli antichi romani precedente a Numa Pompilio…). Altro

Integrazione

Di ScateniamoTempeste

(Punto di partenza: se mi si dice che sono perfettamente integrata in questa società, io un pochetto mi inalbero…)

Non mi è mai piaciuta la parola “integrazione” con il valore che ne dà la società come qualcosa di positivo in sé, anche se mi rendo conto di usare questo termine quando non trovo concetti sintetici, che rendano meglio certe situazioni in determinati contesti. Ad esempio posso usarla a scuola, quando arriva un nuovo alunno, e i genitori ti chiedono: “si è integrato nella classe?”. Sì o no. A volte non c’è modo semplice di spiegare che sarebbe bello che uno/a non solo si integrasse nella classe ma contribuisse a portare quello che è e modificasse i rapporti al suo interno. E poi, in quelle classi orribili di ragazzini stronzi che affliggono i più deboli? È un bene integrarsi o no?
Per cui, dal momento che le parole sono importanti, nel mio esercizio quotidiano di comunicazione con gli altri terresti, sto cercando di rendere il mio linguaggio più consono al mio pensiero e di evitare le parole che non corrispondono a ciò che ho in mente e vorrei dire. Altro