Lo “Stato” delle cose

Di Elisabetta Teghil

E’ presente una lettura che racconta lo stato attuale delle cose come prova provata della crisi del capitalismo che, pertanto,sarebbe arrivato alla fase terminale, con un’immagine pittorica, alla frutta, e, perciò, gli oppressi/e sarebbero maturi/e per la rivoluzione.

Questa interpretazione dimentica che non c’è nessuna crisi in atto, almeno nel senso tradizionale del termine, ma che tutto quello che sta avvenendo è il frutto dell’autoespansione del capitale e che gli aspetti più negativi sono stati messi in preventivo, anzi voluti. Altro

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Oggi 25 aprile. Ma antifascista sempre!

Di ScateniamoTempeste

20 mesi di lotta partigiana hanno liberato l’Italia dai nazifascisti.

Sì, è vero, c’erano gli alleati a fiaccarli dall’altra parte. Sì, è vero, i partigiani hanno combattuto e ucciso. Sì, è vero, l’Italia di dopo non è stata quella che volevano, quella che speravano. Sì, è vero, anche in questo caso, fino al giorno prima c’erano più fascisti che partigiani e il giorno dopo erano tutti antifascisti.

Ma quello spirito lì, della lotta contro l’oppressore, del prendere coscienza in un popolo anestetizzato per vent’anni, del sapere che ci si può ribellare al sopruso e costruire qualcosa di migliore, non lo potrà incrinare nessuno di quelle e di quelli che da tempo uccidono la memoria della Resistenza, le gettano addosso fango, la relegano a fenomeno marginale. Altro

Dal margine degli studi di genere: una proposta politica

Diffondo volentieri l’appello di diverse studiose e studiosi a salvare gli studi di genere in Italia…

Le voci di protesta che si sono levate in seguito alla chiusura del corso di “Studi di genere” tenuto da Laura Corradi all’Università della Calabria, stanno facendo finalmente emergere sotto gli occhi di tutte e di tutti un quadro grave e inquietante, che conferma come gli studi di genere siano una questione politica. Tale quadro va letto, a nostro parere, su diversi piani.
Innanzitutto è necessario collocare questa vicenda in un orizzonte più generale che riguarda lo stato delle università italiane, dove i criteri del finanziamento pubblico e l’ingresso di forme di finanziamento privato privilegiano alcuni ambiti e oggetti di ricerca e ne marginalizzano, o escludono, altri. È noto come gli unici settori di ricerca che non soffrono dei tagli agli investimenti siano quelli relativi alla produzione bellica, alle nanotecnologie, agli strumenti tecnologici di controllo sociale. Altro

Far cadere il velo

Di ScateniamoTempeste

Ho seguito con un certo disimpegno le vicende politiche italiane dalle elezioni alla rielezione di Napolitano come Presidente della Repubblica. Con disimpegno, per l’appunto, in quanto completamente convinta di non essere per nulla rappresentata all’interno delle istituzioni e che nessun movimento o partito politico rappresenti, più in generale, gli interessi delle cittadine e dei cittadini e di tutti quelli/e che si trovano a vivere e lavorare sul territorio italiano. Disimpegno però non significa qualunquismo o superficialità: significa distacco rispetto alla politica istituzionale e la convinzione che si può fare e avere un’identità politica al di fuori e al di là.
Quindi la rielezione di Napolitano ha quasi suscitato in me una certa ilarità: si è disvelato anche ai più tonti che chi ci rappresenta, nostro malgrado, non solo non è intenzionato a rinnovare e rinnovarsi – “rinnovamento” è parola, tra le altre cose, pregna di insidie – ma a continuare la politica del “destra parlamentare e sinistra parlamentare siamo la stessa cosa”, un Giano bifronte, diversi magari nell’autorappresentazione, uguali nella sostanza. Altro

Dialectics of liberation

Di Elisabetta Teghil

La fase dell’attuale modo sociale di produzione, il neoliberismo, è lo stadio del capitale nella sua dinamica auto espansiva, caratterizzato dalla guerra fra gli Stati e fra le multinazionali per la ridefinizione dei rapporti di forza, che vede all’offensiva le multinazionali anglo-americane e i loro rispettivi Stati. Questi, usati come braccio esecutivo, in attesa che gli USA diventino lo Stato del capitale. Lo aveva già previsto Stokely Carmichael ,nel luglio del ’67, nel Convegno di Londra “Dialectics of liberation”, per il quale l’occidente avrebbe teso in futuro a identificarsi e/o a subire lo strapotere egemonico degli Stati Uniti e la contrapposizione non sarebbe stata tanto tra l’occidente e il terzo mondo, quanto fra gli USA e il resto del globo.

I popoli del terzo mondo, in questo processo, sono destinati ad essere schiacciati e a rivivere le pagine più nere del colonialismo. Altro

Il vincitore

Di ScateniamoTempeste

A proposito dell’affermarsi della cultura cristiana sul paganesimo, il professore di arte della scuola superiore fu il primo a farmi notare come la storia la abbiano scritta e la scrivano i vincitori. La distruzione degli idoli e la lotta alle eresie, portata avanti in Europa dall’inizio del Medioevo alla Controriforma e da lì ancora fino a oggi, sono un chiaro esempio di come il Cristianesimo abbia trionfato sulle ceneri di altre culture e altre visioni del mondo. Le tracce delle religioni politeiste e pagane si sono infatti perse nel corso dei secoli e spetta all’archeologia e all’etnografia ricostruire un mondo cancellato, estinto.

La stessa cosa vale per quelle culture eliminate o drasticamente ridimensionate nel momento in cui si sono incontrate e scontrate con qualcuno più forte, capace di dominare: i celti, i maya, i nativi americani, eccetera. Altro

Sciacalli

Di Elisabetta Teghil

L’attuale governo, quello per intenderci guidato dal funzionario delle multinazionali americane, cioè Monti, ha introdotto, con la vecchia maggioranza parlamentare PD,PdL, UDC, nel silenzio più totale, nelle pieghe del Decreto Salva Italia (oltre il danno anche la beffa e, in questo, ricorda l’osceno nome dell’Agenzia Equitalia ) ha introdotto, dicevamo, il principio che si può espropriare una persona dell’intero stipendio o pensione su richiesta dei creditori.
Il Codice di Procedura Civile, tutt’ora in vigore, prevede il così detto pignoramento presso terzi.
Il governo Monti che, tra l’altro continua ad essere in carica e a legiferare con una forzatura del dettato costituzionale e con un Parlamento tarpato della possibilità di fare le Commissioni che sono deputate alle proposte di legge, ha aggirato il pignoramento presso terzi che limitava il pignoramento stesso al 20% dello stipendio o pensione.
Infatti, ha introdotto la norma che il creditore può attingere direttamente sul conto corrente del cittadino/a debitore una somma fino all’estinzione del debito, quindi anche tutto quello che il debitore possiede sul conto corrente compresa la totalità dello stipendio o della pensione. Altro

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