Il dio dell’oro e la pena di morte

Di ScateniamoTempeste

(Avviso ai naviganti: in questo testo userò il termine “morale”, parola difficile a definirsi, abusata in ambito religioso, scarsamente usata invece da chi, come me, è agnostico, proprio perché concetto ricco di sfumature e ampiamente interpretabile… Non so bene cosa sia il senso morale e anche sull’etica ho dei grandi dubbi. Sono concetti molto individuali, che presuppongono, quando si usano, una definizione consona, sfaccettata e approfondita, che qui non so dare, e una discussione che qui non c’è tempo di fare. In ogni caso, qui la parola “morale” è usata come: campanello d’allarme che suona quando si passa dall’umanità alla bestialità – con tutto il rispetto per le bestie, eh!).998115_4958016831416_256699367_n

Com’è che siamo finiti così non so come sia possibile… Non so nemmeno quando è cominciata o se già prima era così, se siamo sempre stati così miserabili. Mi sono scritta una storia in cui dopo il Fascismo, la lotta non era finita e la “historia es nuestra y la hacen los pueblos” e che collettivamente – con qualche mela marcia – avevamo una cultura bellissima, che aveva dato via a movimenti estremamente avanzati, di lotta per la casa, per il lavoro, contro il razzismo, l’omofobia, il sessismo. Che la nostra cultura era ricca di una ricchissima tradizione che cominciava più o meno dall’Illuminismo e che era fatta di integrazione e dialogo, non esente da conflitti, e il cielo stellato era sopra di noi e la legge morale in noi. Nonostante le cadute della storia e i momenti delle mele marce, le mele marce c’era qualcuno a condannarle sempre, ad alzare la testa…

Poi leggo questo cartello pubblicitario, che è rimasto esposto per quasi un mese su una strada a grande scorrimento, senza che nessuno dicesse niente, in bella vista. L’ho letto passando in auto per quasi un mese e tutte le volte credevo di avere visto male, finché un mio amico non lo ha fotografato ed era vero: “Clendestino uccide un italiano a picconate pena di morte subito!!!”. È un cartello della Lega Nord, forse? Potremmo pensare “che sfacciati, hanno raggiunto l’apice!”.

NO, è un cartello pubblicitario, di un compro-oro, dove la miserrima faccia del proprietario impomatato, un ragazzotto sui quaranta, palestrato, truccato, lampadato fa mostra di sé (un’orribile mostra di sé). Anche il cartello precedente era orribile, diceva più o meno: “Non fidarti di Giuda, vieni dal Dio dell’oro”. E campeggiava sullo sfondo la povera immagine dell’Ultima Cena di Leonardo, capolavoro assoluto, dato in pasto alla pubblicità. Aveva scosso un po’ anche me, che non sono credente, l’ho trovato offensivo verso i cristiani, che pur so che spesso appoggiano al corruzione e le ruberie della Chiesa, e hanno idee bizzarre sul denaro, ma il Vangelo usato così come carne da macello mi appariva squallido, volgare e per lo meno inelegante (prevedibile da uno che si propone con una faccia così…).

La pubblicità ci ha abituato a tutto, dal sessismo, alla pornografia, alla pedofilia soft… l’incitamento esplicito alla pena di morte mi mancava.

Che un compro-oro, che si fa ricco (oltre che con le refurtive dei furti), con la disperazione della gente, deprecabile attività già di per sé, usi il razzismo e la pena di morte – del tutto decontestualizzata oltretutto (avrei preferito che fosse stato un manifesto della Lega) – mi fa capire che siamo a un punto di non ritorno verso non so cosa, neppure verso la tribalità o la barbarie, peggio: verso una barbarie travestita da ricchezza, dove contano sopra tutto e sopra tutti i beni materiali, anche a scapito della vita dell’uomo.

Il fatto che nessuno si sia lamentato e il cartello sia stato sostituito con un altro che non ho ancora letto bene (sono passata veloce l’altro giorno), mi fa capire che non esiste più niente, che non so più rispondere alla domanda “ma dove siamo finiti?”. Post-tribali? Neo-barbari? Non ci sono parole che mi aiutano a definirci.

Ultima nota, meno importante: milioni di ordinanze contro i gelati a mezzanotte, le scritte sul muro, il libero volantinaggio….e poi mi trovo questo? È proprio vero che la legge ama il decoro urbano più del senso morale e della dignità dell’uomo!

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