Resto qui!

Di SacteniamoTempeste

Godersi l’estate: ovvero una tenda e un’automobile per arrivare fino agli anfratti della costa atlantica della Cantabria e dei Paesi Baschi, passando per la Provenza e il Sud della Francia. Pochi soldi. Spesi tutti. Forse è l’ultima vacanza per un bel po’.

Da qui nasce la riflessione che segue, da un viaggio con le orecchie attente e gli occhi aperte, le cui conclusioni potete leggere nel titolo, “resto qui!”.

Da Arles a Zarautz, da Donostia a Bilbo, da punta de Ajo a Santander, dalla campagna più remota della Cantabria a Vitoria-Gasteiz, fino ad arrivare ad Avignone, un succedersi di luoghi, paesaggi, feste, modi di vivere, più o meno – ma forse meno – diversi dal nostro, eppure e nonostante tutto, un viaggio nella terra del capitale, con sacche di resistenza più o meno forti, con luoghi più o meno liberi e liberati, dove alle feste può suonare nella piazza principale un gruppo oi! Antifascista e al contempo, nella piazza accanto, una trans dalla voce suadente ma, quando mi giro intorno, constato che qui, ovunque, abbiamo perso o stiamo perdendo. I Paesi Baschi terra di compagni, certo, ma anche di grandi contraddizioni, dove il Partito Nazionalista porta avanti una politica reazionaria e conservatrice e dove ogni singolo anfratto di terra è oramai proprietà privata. Altro

Sulla via di Damasco

Alla luce del dibattito che sta nascendo sulla Siria e il possibile prossimo intervento militare di Stati-Uniti e Inghilterra, ri-pubblico volentieri questo intervento di Elisabetta, già postato su questo blog a luglio 2012 (direi che non ha per nulla perso la sua attualità!).

Di Elisabetta Teghil

Poco tempo fa ho riportato la citazione di Marx dove dice che gli avvenimenti avvengono due volte, la prima in versione tragica, la seconda in farsa. A pochi giorni di distanza mi tocca dargli di nuovo torto. Ma, si sa, come diceva Freud, bisogna uccidere il padre per diventare adulte/i. Quello che sta succedendo in Siria è la ripetizione di quello che è accaduto in Libia, ma in entrambi i casi si tratta di una tragedia. E l’una e l’altra non hanno niente a che fare con la primavera araba. Non c’è nessuna sollevazione popolare, ci sono unità speciali inglesi e statunitensi che dirigono e supportano logisticamente truppe qatariote e mercenari arabi, ingaggiati nella galassia dei gruppi fondamentalisti. Certo, incontrano maggiori difficoltà rispetto alla Libia perché non possono intervenire le truppe Nato, non avendo l’ombrello-alibi dell’Onu. Altro

Secondo alcune e alcuni la storia è finita

Di Elisabetta Teghil

Secondo alcuni/e la storia è finita. Questa è la migliore società possibile e l’ideologia e la lotta di classe avrebbero provocato solo disastri.
Pertanto l’unico orientamento nella vita, se mai ce ne fosse uno, sarebbe la democrazia rappresentativa  e, per i laici,  il pensiero scientifico di cui si tessono acriticamente le lodi.
Le radici della illibertà non sarebbero innestate nel sociale, nello sfruttamento, nella reificazione, come ci dice la lettura marxista della società, ma nel tentativo più o meno riuscito di uscire da questa società, magari di costruirne un’altra.
Quest’area racconta la crisi come crisi del marxismo e i più dogmatici sono come sempre gli spretati/e. Il loro cavallo di battaglia è la fine dell’ideologia, contribuendo così all’ideologia neoliberista. E, da neofiti di quest’ultima, sono i primi/e nel condannare il pensiero e l’esistenza dell’Altro. Altro

Gioco di società : il Tav, il femminicidio, l’odio, le armi, lo Stato…

Di Elisabetta Teghil

Siamo d’estate perciò lanciamoci in un gioco di società dato che, soprattutto, in questa stagione i giochi impazzano.
Naturalmente questo invito vale per tutte/i, sia per quelle/i che si possono permettere le vacanze –se la godano fino in fondo perché potrebbe essere l’ultima vista la china che ha preso questo sistema sociale- che per quelle/i che sono rimaste/i a casa a cui va tutta la nostra affettuosa solidarietà.
Il gioco di società che vorrei proporre consiste in questo: andare a vedere quali sono gli articoli più commentati nei siti e nei blogs. Scopriremmo che sono quelli che riguardano il movimento NoTav e, partendo da questo dato, fare il “Gioco dell’oca incazzata”, gioco inventato da un collettivo femminista qualche anno fa per scoprire come ci vogliono turlupinare. Altro

Questa legge sul femminicidio? No, grazie!

Di ScateniamoTempeste

Nessuna di noi può dirsi a favore dell’uccisione di una donna da parte di un marito, di un fidanzato, di un ex, di chicchessia, per motivi che vengono definiti “passionali” e che noi definiamo residui di una cultura patriarcale e machista, frutto della barbarie che stato-chiesa-istituzioni hanno contribuito a giustificare per secoli. Però tutte abbiamo la capacità di discernere se l’attenzione verso un fenomeno reale, balzato improvvisamente alla ribalta degli schermi da parte dell’autorità pubblica, è vero interesse nei confronti delle donne o motivo di faziosa propaganda politica. Altro

Manutenzione estiva

Di ScateniamoTempeste

Come ogni estate, i telegiornali pullulano di notizie sulla virtù dei genitori italiani che, nei paesi e in città, si prodigano alla manutenzione della scuola pubblica, dal momento che lo stato e i comuni non hanno soldi da investire: dipingono le pareti delle aule, sistemano il giardino, rifanno la facciata.

La loro è un’opera certamente lodevole e potrebbe essere un buon esempio, se i cittadini non fossero tenuti a pagare le tasse, altissime, che poi non vengono restituite in servizi, per cui, non si sa come, i soldi per la sanità pubblica e la pubblica istruzione non ci sono mai. Altro