Manutenzione estiva

Di ScateniamoTempeste

Come ogni estate, i telegiornali pullulano di notizie sulla virtù dei genitori italiani che, nei paesi e in città, si prodigano alla manutenzione della scuola pubblica, dal momento che lo stato e i comuni non hanno soldi da investire: dipingono le pareti delle aule, sistemano il giardino, rifanno la facciata.

La loro è un’opera certamente lodevole e potrebbe essere un buon esempio, se i cittadini non fossero tenuti a pagare le tasse, altissime, che poi non vengono restituite in servizi, per cui, non si sa come, i soldi per la sanità pubblica e la pubblica istruzione non ci sono mai.

Ho due obiezioni, anzi tre (una è puramente polemica).

La prima riguarda il tempo dedicato ai figli. La crisi ha fortemente colpito le famiglie italiane e chi non è disoccupato/a spesso cerca di arrangiarsi in tutti i modi con lavori di ogni tipo pur di arrivare a fine mese, anche a costo della salute e sottraendo tempo alla famiglia (che a parole è oggetto di attenzione di governi, istituzioni, Chiesa cattolica, partiti, e via dicendo…). Almeno nel caldo agosto, forse i genitori avrebbero più piacere ad andare al parco, al fiume, a fare una passeggiata fra il verde con i bambini, piuttosto che a lavorare gratuitamente. È vero che un manipolo di genitori affiatato può dipingere la scuola anche assieme ai figli e alle figlie, ma siamo sicuri che gli stessi non preferirebbero passare il loro tempo in altro modo?

Avere una scuola come si deve, è vero, è una necessità cogente: bambine e bambine non possono aspettare di essere adulte/i per vedere la loro scuola dignitosa. Però sarebbe davvero bello, giusto e onesto nei confronti dei figli e delle giovani generazioni che questi stessi genitori mettessero il tempo che usano per tinteggiare le pareti delle aule, per partecipare alle lotte e scegliere così davvero come destinare il denaro delle proprie tasche. I migliaia (o forse milioni) di italiani che non sanno con chi e se schierarsi di fronte alle scelte del governo e delle amministrazione circa Tav, Expo, le grandi opere, e che fanno parte di quella “opinione pubblica” supina e indolente, potrebbero prendere parola quando ci dicono che non ci sono soldi: se non ci sono e bisogna fare delle scelte, sì alla scuola pubblica, no a Tav; sì al riscaldamento nei licei milanesi, no a Expo.

Perché non è vero che non ci riguarda: ci riguarda eccome!

Riguarda noi anche sapere dove va il denaro delle tasse, quanto al pubblico e quanto al privato, riguarda il futuro dei vostri figli, che, di questo passo, faranno i volontari di sé stessi, mentre il loro denaro e quello che loro spetterebbe andrà a pagare – come peraltro già avviene – gli I-pad regalati dalle segreterie degli istituti privati all’atto dell’iscrizione, le settimane bianche a Cortina per i figli di quelli che possono… e questa era la nota polemica.

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