Memoria collettiva

Di ScateniamoTempeste

Sono stata precettata, a scuola, per le celebrazioni di Nassirya.

Mi viene detto di preparare una lezione ai ragazzini che celebri l’orgoglio patrio degli italiani in Iraq, perché il Comune organizza una manifestazione il 12 novembre e vuole i ragazzini di 13 anni alla celebrazione di un importante evento per la Nazione. Declino l’invito. “No grazie, ho tanti argomenti da fare in storia e geografia, c’è il ponte, non ce la faccio, perdo tante ore”. Poi confondo Nassirya con con Fabrizio Quattrocchi, 2004 o 2007, per me è uguale… e tutti a spiegarmi che a Nassirya sono morti 25 italiani, per mano irachena, che non ricordo eventi importanti, dove vivo….ma per me è uguale, certe cose me le dimentico, il mio cuore si rifiuta di farle sue. Di queste cose di gesta patrie non me ne intendo, faccio fatica a tenere i conti, mi confondo. Sono una bestia profondamente ignorante. Altro

Non puoi essere uno sbaglio

Di Denis

Pensi sempre
di essere grasso
o di essere brutta
e non riesco a capirti. Altro

Sono pronti. E noi?

Di Elisabetta Teghil

La manifestazione del 19 ottobre è andata molto bene sia per i numeri sia per la volontà che ha espresso, ma, soprattutto, è stata utile.
Intanto ha sancito l’impossibilità da parte del PD di strumentalizzare le lotte per fini propri, come era accaduto in occasione della manifestazione del 14 dicembre 2010, e poi ha ratificato quello che era emerso nella manifestazione del 15 ottobre 2011, vale a dire l’irreversibile rottura tra il movimento e i partitini della così detta sinistra radicale.
Questi ultimi, da anni, non hanno più la consistenza  per indire manifestazioni e come paguri si attaccavano al movimento, usandone i numeri e la capacità di mobilitazione.
I loro leader si limitavano a presentarsi in piazza e a farsi fotografare, forti del fatto che i media avrebbero dato risalto alla loro fugace apparizione, salvo, poi, prendere le distanze nei confronti dei così detti “violenti” avallando ogni forma di repressione poliziesca, giudiziaria e mediatica. Altro

Bolla di sapone

Di ScateniamoTempeste

Cara amica,

cosa funziona e cosa non funziona? Non funziona il fatto che non riesco più a scrivere e non riesco più a scrivere perché non riesco più a pensare, o forse non sono mai riuscita a “pensare”, nel senso del riflettere, e questa scrittura così di getto, una volta riletta mi nausea, mi sembra banale ed egocentrica. Non funziona che vorrei essere altrove e sono qui. Non funziona che, se anche fossi altrove, forse non starei bene lo stesso.
Non so tu, ma io mi sento come in una bolla di sapone a guardare il mondo, dove non voglio entrare di peso, per non restare troppo ferita dalla realtà. Seleziono cautamente le persone con cui discutere, con cui uscire, con cui fare l’amore. Oramai è un attento rituale, che si ripete da tempo, perché vivo molto male l’aggressività del quotidiano, così come mi turba e mi disgusta quel cartellone pubblicitario – per molti normale, seduttivo o simpatico – che pubblicizza una palestra, usando un fondoschiena femminile gigante, che mi saluta ogni mattina mentre vado a lavoro, mentre le Camere approvano una legge sul femminicidio, che in realtà è una legge repressiva contro i No Tav. La la gente dice che è cosa bella perché non ne conosce il contenuto e sfido chiunque di voi a dire di essere per il femminicidio (o la mafia o la fame nel mondo…). Leggi fatte su misura per ingannarci. E donne merce ovunque, al chilo, all’etto al grammo. Eppure sembra che al mondo vada bene così e che, se non vuoi essere merce e non vuoi essere vittima, la responsabilità è tutta tua, perché la società ti dà delle opportunità, e devi farti una carriera ed essere attiva cittadina del mondo, denunciare… Chissà cosa penserebbe chi non ce l’ha fatta e il cui tempo è stato inghiottito nel Mediterraneo per sempre… Chissà se il loro è stato un triste destino o la solita tragedia annunciata, che non dà scampo né agli intelligenti né agli stupidi né ai volenterosi né agli indolenti nè a chi collabora nè a chi si ribella. Altro

Io ci sarò

Di Elisabetta Teghil

Il 19 ottobre io ci sarò. Sarò in piazza come femminista
perché

sono contro lo smantellamento dello Stato sociale, i tagli alla sanità, alle pensioni, agli stipendi, alla scuola……. contro la precarizzazione della vita che il neoliberismo sta attuando a passi da gigante;

sono contro la meritocrazia, modalità di asservimento volontario, contro la gerarchia, l’autorità, i ruoli,la delega… tutte caratteristiche fondanti del patriarcato che attualmente si manifesta come capitalismo nella sua versione neoliberista e che servono a tenere noi vincolate nella divisione sessuata della società e gli oppressi tutti asserviti e sfruttati;

sono con le immigrate e gli immigrati perché voglio la chiusura di tutti i Cie, strumento potente di controllo sociale con la detenzione per condizione e non per reato che può coinvolgere chiunque ,in qualsiasi momento, non sia gradito al sistema, perché sono contro le guerre neocoloniali che l’imperialismo degli Usa e delle potenze occidentali maschera da “guerre umanitarie”, portando morte, distruzione, destabilizzazione nei paesi del terzo mondo eliminando governi laici e interconfessionali e fomentando integralismi e fondamentalismi solo perché asserviti agli interessi occidentali Altro

La parola è la comunicazione

Relazione di Elisabetta Teghil alla presentazione del libro del Collettivo Militant
“Il lato cattivo della storia” tenuta nell’ambito di “Logos, la festa della parola”
al Csoa eXSnia a Roma il 12 ottobre 2013

L’area della comunicazione sociale è l’area della vita sociale.
Esiste un mondo particolare, il mondo dei segni.
Il campo dell’ideologia coincide con il campo dei segni. Ovunque sia presente un segno, è presente anche l’ideologia. Tutto ciò che è ideologico ha un valore semantico. Ogni segno ideologico non è solamente un riflesso, un’ombra della realtà, ma è anche un segmento materiale di questa realtà. Un segno è un fenomeno del mondo esterno.
La coscienza individuale è alimentata dai segni, trae il suo sviluppo da essi, riflette le loro leggi e la loro logica. Altro

Come si uccide un animale

Di Denis

La prima volta che ho visto papà giocare con un coltello
mi sono preso uno spavento e ho urlato:
l’acciaio inox è pericoloso per i bambini.
Quando ho divorziato dai lego ho scoperto
tre decessi sul lavoro ogni giorno
cinquantasei morti in carcere all’anno
tre crimini d’odio nell’ultimo mese – Altro

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