Per Clement, dei fiori rossi nel nostro cimitero

Di ScateniamoTempeste

Stavo per cominciare questo piccolo articolo con la frase “Clement avrebbe potuto essere chiunque di noi” e, invece, riflettendo bene, Clement non avrebbe potuto essere chiunque. Lo sminuirei. Perché quando i fascisti uccidono, non uccidono a caso. Non sparano nel mucchio. Oggi non lo fanno più. E infatti lui non è stato colpito casualmente da una forza cieca, ma ucciso perché un compagno, perché antifascista.

Ecco i fatti, per chi ancora non li conoscesse, perché certe notizie fanno il giro della rete solo in alcuni circuiti, mentre i media e l’informazione mainstream preferiscono concentrare l’attenzione sui 35 saggi, su i vizietti di Berlusconi, sulle spese e le sparate di Renzi: a Parigi, il 5 giugno, un giovane di diciannove anni, militante di Azione Antifascista Paris-Benlieue, Clement, che si trovava con tre amici presso la Gare Saint Lazare di Parigi, dove aveva luogo una vendita di abiti in stile skinhead, è stato riconosciuto come militante antifascista da alcuni fascisti ed è stato aggredito con un tirapugni. Dopo aver battuto il capo contro un palo, è stato trasportato in ospedale, dove è morto. Altro

Oggi 25 aprile. Ma antifascista sempre!

Di ScateniamoTempeste

20 mesi di lotta partigiana hanno liberato l’Italia dai nazifascisti.

Sì, è vero, c’erano gli alleati a fiaccarli dall’altra parte. Sì, è vero, i partigiani hanno combattuto e ucciso. Sì, è vero, l’Italia di dopo non è stata quella che volevano, quella che speravano. Sì, è vero, anche in questo caso, fino al giorno prima c’erano più fascisti che partigiani e il giorno dopo erano tutti antifascisti.

Ma quello spirito lì, della lotta contro l’oppressore, del prendere coscienza in un popolo anestetizzato per vent’anni, del sapere che ci si può ribellare al sopruso e costruire qualcosa di migliore, non lo potrà incrinare nessuno di quelle e di quelli che da tempo uccidono la memoria della Resistenza, le gettano addosso fango, la relegano a fenomeno marginale. Altro

Il 16 marzo siamo tanti, siamo vivi!

Di ScateniamoTempeste

Siamo scesi in piazza in quasi 10.000 per ricordare Dax. Siamo 10.000 antifascisti.
A volte in questi dieci anni ci siamo sentiti da soli, isolati o in pochi a difendere le nostre posizioni, a dire che il fascismo c’è ancora, che ci sono persone che nel suo nome ancora uccidono e che c’è ancora mascherato da altro, mischiato con altre ideologie, confuso nelle pieghe del capitalismo e, per questo, ancora più pericoloso, perché cela il suo vero volto, perché ti uccide lentamente, togliendoti la possibilità di avere una casa, un lavoro fisso, di fare progetti per il futuro, di vivere dignitosamente.
Eppure, a due giorni dal corteo di Milano del 16 marzo, possiamo dire che eravamo e siamo tanti e che “le nostre idee non moriranno mai”. Altro

Scrivere storia, raccogliere memorie, fare militanza

Nella primavera del 2003, proprio qualche tempo dopo l’uccisione di Dax a Milano, mi ritrovavo a prendere una scelta sull’argomento della mia tesi di laurea in storia. Da militante antifascista, mi aveva sfiorato più volte l’idea di scrivere qualcosa sui movimenti antagonisti a Milano ma la consapevolezza di sentirmi troppo all’interno di quel meccanismo, non tanto per una questione di imparzialità rispetto all’argomento, quanto per l’eccessivo carico emotivo che una tale scelta comportava, mi fece abbandonare l’idea sul nascere. L’aggressione a Dax è stato uno degli episodi che più mi hanno colpito in tutto il mio percorso politico e personale di militante, anche perché si percepiva in quel periodo che i fascisti stavano rialzando la testa e le loro idee, assieme a quelle dei razzisti della Lega e del peggior capitalismo colonialista, si erano rafforzate, mentre il movimento , da Genova in poi, per molteplici cause, aveva sempre più perso il suo smalto. Altro

Rigurgiti antifascisti…e non solo

Al Cassero gay lesbian center di Bologna, Forza Nuova appende nella notte uno striscione con la scritta “Le perversioni vanno curate”. Nei giorni scorsi, abbiamo assistito alle incursioni di CasaPound negli istituti superiori romani, per protestare contro la legge Aprea che taglierà ancora fondi alle scuole e, tra una smentita e l’altra, dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – portare le ore di lezione settimanali per gli insegnanti da 18 a 24. CasaPaund, attivissima in questi giorni, ha anche assaltato le boutique di Cavalli, in nome dell’ambientalismo per l’uso di pelli di animali esotici da parte del brand. Dopo 90 anni, la marcia su Roma è ripartita da un albergo di Perugia, il Brufani Palace, con un convegno tenuto in questi giorni e a cui hanno aderito e partecipato nomi noti dell’estrema destra quali Adinolfi e associazioni come Avanguardia Nazionale, Fiamma Tricolore, attualmente con La Destra, Terza Posizione, la fondazione RSI, ecc. Altro

Genova, l’età dell’innocenza e il mio cinismo

Ho perso l’innocenza! Da molto tempo oramai.

Genova per me. Quanto dolore nel petto nel vedere il cranio spaccato di Carlo Giuliani, che per inciso aveva la mia età e io ora ho dieci anni di più e lui sarà sempre “Carlo Giuliani, ragazzo”.

Genova, città di porto

Genova città di Faber

Genova, città delle puttane romantiche di ieri e di oggi, nelle sue viuzze

Vico dell’Amore

Piazza dell’Amor Perfetto

Genova: Piazza Alimonda Altro

Antifascismo: la necessità di fare chiarezza

Inoltriamo con piacere da GLF Roma questo interessante contributo, che ci è stato segnalato a seguito della pubblicazione da parte nostra del post dedicato alla lettera dei poeti “Non in nome di Ezra Pound”.

Tutto comincia con la teoria degli opposti estremismi. Quando la conflittualità sociale, che veniva dagli anni ’60, diventò lotta di classe, negli anni ’70, le forze così dette “democratiche”, che  comprendevano un vasto schieramento, dal PCI alla DC, dai partiti così detti moderati a quelli liberali, propagandarono il concetto di opposti estremismi. Altro

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