Libri liberi di indottrinare

Di ScateniamoTempeste

La scuola dovrebbe dare al discente e alla discente gli strumenti per comprendere la realtà e formarsi una propria opinione. Credo che, al di là dell’aspetto pedagogico e di quello educativo in senso ampio, la conoscenza del mondo in cui viviamo sia la sua funzione primaria.

I libri di testo, per quanto possibile, dunque dovrebbero tentare di porre dei problemi e presentare le loro possibili soluzioni, non in maniera acritica, ma con semplicità, concretezza e chiarezza. Anche chi insegna dovrebbe per lo meno tentare di proporre questioni ampie, in modo articolato, tuttavia non incomprensibile, evitando di fare esclusivamente propaganda a favore di una o un’altra ideologia. È difficilissimo, perché ciascuno di noi è portatore (sano o insano) di valori e idee e, ovviamente, ciò ci condiziona in ogni momento della nostra vita, da quando decidiamo l’atteggiamento che terremo con chi ci vende i fiori al semaforo, a quando ci troviamo di fronte a un nostro superiore a cui rendere conto. Altro

Cuba e la coscienza sporca della socialdemocrazia

Nessun posto sulla terra è un paradiso e Cuba non è un paradiso. L’errore che si fa più spesso quando si parla dell’isola delle Antille è quello di pensare che, siccome là c’è stata la Rivoluzione, allora Cuba deve essere il posto più libero e ricco del pianeta. E invece Cuba è un paese povero e combatte da sola una guerra fredda almeno dal 1991, cioè da quando, finito il Comunismo in Europa, è stata abbandonata in mezzo al mare al suo destino. Sui rapporti complessi – e spesso di stampo coloniale – tra la Russia sovietica e l’isola caraibica nel passato, tralascio, quello che è certo è che da sempre gli Stati Uniti vorrebbero rimettere piede sull’isola con ogni mezzo, compreso quello della tentazione consumistica e della diffamazione del governo e della politica dei Castro. Anche in Italia questa politica viene portata avanti da tutte le formazioni presenti nel parlamento oggi, e in particolare da quelle socialdemocratiche, del PD e affini, e da quotidiani come La Repubblica e Il Corriere della Sera, che appena succede qualcosa sull’isola, pensano a divulgarlo, magari storpiandolo e senza conoscere la realtà cubana, al fine di gettare fango. Altro

Cosa resta di Berlino Est?

A Silvia, che ha sopportato queste – e altre – riflessioni, accompagnandomi per le vie della città

Per decenni ci hanno raccontato la storia del terribile mostro comunista che divorava i suoi abitanti, mentre ad Ovest tutto andava bene, al meglio. Lo ricordo da piccola, quando crollò il muro di Berlino e tutti gridavano “Libertà libertà”, finalmente il mostro era stato sconfitto e aveva vinto la nostra società, la bella società occidentale, dove tutto si poteva comprare, vendere, guadagnare se si era sufficientemente scaltri o bravi. Quel giorno mio padre, un uomo di quarantacinque anni, di fede comunista, aveva tentato di spiegarmi con commozione che per lui stava finendo un mondo, quello basato sull’ideale di uguaglianza, rappresentato dal tentativo di applicare il marxismo nella società dell’Est, che oramai sembrava in caduta libera. Altro