Escapismo 2

Ogni anno, quando arriva dicembre ti penso. Ti ricordi quando avevi la casa da studente in un’altra città e quel Natale che mi hai detto che restavi lì da solo perché avevi rotto i rapporti con i tuoi? Facevi il cameriere di sera e di giorno studiavi e ti allenavi in palestra. Allora ti ho detto che avrei passato io il giorno di Natale con te, mi dispiaceva lasciarti solo, alla fine eri uno dei miei più cari amici.
Ho preso il treno il 24 dicembre e tu sei venuto in stazione a prendermi. “Ci vediamo davanti all’orologio fermo dal 2 agosto ’80” hai esclamato, ma tanto oramai era di rito per noi vederci lì. Al supermercato abbiamo preso birre e poco altro, tanto le pizze le potevi portare tu dal ristorante. La gente riempiva i carrelli in maniera inverosimile e c’era una coda alle casse che avremmo potuto passare lì il Natale. Altro