Sono pronti. E noi?

Di Elisabetta Teghil

La manifestazione del 19 ottobre è andata molto bene sia per i numeri sia per la volontà che ha espresso, ma, soprattutto, è stata utile.
Intanto ha sancito l’impossibilità da parte del PD di strumentalizzare le lotte per fini propri, come era accaduto in occasione della manifestazione del 14 dicembre 2010, e poi ha ratificato quello che era emerso nella manifestazione del 15 ottobre 2011, vale a dire l’irreversibile rottura tra il movimento e i partitini della così detta sinistra radicale.
Questi ultimi, da anni, non hanno più la consistenza  per indire manifestazioni e come paguri si attaccavano al movimento, usandone i numeri e la capacità di mobilitazione.
I loro leader si limitavano a presentarsi in piazza e a farsi fotografare, forti del fatto che i media avrebbero dato risalto alla loro fugace apparizione, salvo, poi, prendere le distanze nei confronti dei così detti “violenti” avallando ogni forma di repressione poliziesca, giudiziaria e mediatica. Altro

Gioco di società : il Tav, il femminicidio, l’odio, le armi, lo Stato…

Di Elisabetta Teghil

Siamo d’estate perciò lanciamoci in un gioco di società dato che, soprattutto, in questa stagione i giochi impazzano.
Naturalmente questo invito vale per tutte/i, sia per quelle/i che si possono permettere le vacanze –se la godano fino in fondo perché potrebbe essere l’ultima vista la china che ha preso questo sistema sociale- che per quelle/i che sono rimaste/i a casa a cui va tutta la nostra affettuosa solidarietà.
Il gioco di società che vorrei proporre consiste in questo: andare a vedere quali sono gli articoli più commentati nei siti e nei blogs. Scopriremmo che sono quelli che riguardano il movimento NoTav e, partendo da questo dato, fare il “Gioco dell’oca incazzata”, gioco inventato da un collettivo femminista qualche anno fa per scoprire come ci vogliono turlupinare. Altro

Giù le mani dalle sex workers!

Di Elisabetta Teghil

Per Jasmine . Giù le mani dalle sex workers! Qualche giorno fa è stata uccisa Jasmine, sex worker svedese e attivista dell’ organizzazione Rosa Alliance La sua storia è particolarmente esemplare. Diversi anni fa aveva perso la custodia dei suoi figli perché considerata genitore inadeguato dato che era una prostituta. I bambini erano stati affidati al loro padre, indipendentemente dal fatto che lui fosse violento e vendicativo nei confronti di Jasmine. Lo Stato svedese aveva decretato che lei non sapeva che cosa potesse essere bene per i figli dato che aveva una visione “romanzata” della prostituzione e che le mancava la comprensione di quel che viveva e non era in grado di capire che il lavoro sessuale è una forma di autolesionismo. L’ex l’aveva minacciata e pedinata in numerose occasioni, a lei non è stata mai offerta alcuna protezione. Ha combattuto con tutti i mezzi che aveva a disposizione, ha dovuto perseguire quattro diversi procedimenti legali per poter finalmente avere la possibilità di rivedere i suoi figli. Il padre dei suoi figli l’ha uccisa. Jasmine diceva sempre: “Anche se non potrò riavere i miei bambini farò in modo che tutto ciò non accada mai a nessun altr@ sex worker!“. Lo stigma che accompagna la prostituzione è fortissimo e coinvolge direttamente non solo la vita personale , ma anche tutti gli aspetti amministrativi, legali, penali attraverso quella che in termine giuridico viene chiamata “diminutio capitis” cioè la caduta di valore di qualsiasi azione venga espletata da una determinata persona: una prostituta non viene mai considerata attendibile come testimone a carico o a discarico….. come soggetto giuridico o negli atti amministrativi…… e quindi anche come donna e come madre. Altro

Dittatura costituzionale

Di Elisabetta Teghil

“..Tutti i controlli compiuti da Nsa sono stati effettuati
nel rispetto della Costituzione..”
Barack Obama

Gli USA e i Paesi dell’Europa occidentale hanno indicato la via. La lotta contro il comunismo è cosa superata. Non si può impegnare tutta una società tecnologicamente avanzata nella lotta al comunismo con il rischio che la figura del comunista,nobile e disinteressato, magari alla Che Guevara, sia seducente.
La religione dello Stato ha coniato una nuova figura su cui far leva per eccitare e scatenare gli istinti di difesa e di aggressività.
Quella del terrorista. Questo è il nemico pubblico contro cui agire, legiferare e serrare i ranghi. Altro

Abusivi

Di Elisabetta Teghil
Il direttore generale dell’Ospedale Civile  Maggiore di Borgo Trento nel veronese, ha chiamato i carabinieri perché otto persone dormivano nei seminterrati di tre reparti.
I carabinieri hanno effettuato un “blitz”, così lo hanno chiamato, allontanando gli “abusivi”, tra cui due recidivi, e denunciandoli alla Procura.
Questi sono i fatti così come sono stati raccontati dai media.
Naturalmente il direttore generale dell’ospedale ha motivato la richiesta di intervento per garantire, dice lui, l’igiene e la salubrità dell’area ospedaliera e, pertanto, tutelare la salute dei /delle pazienti.
Alcune domande. Altro

Dal margine degli studi di genere: una proposta politica

Diffondo volentieri l’appello di diverse studiose e studiosi a salvare gli studi di genere in Italia…

Le voci di protesta che si sono levate in seguito alla chiusura del corso di “Studi di genere” tenuto da Laura Corradi all’Università della Calabria, stanno facendo finalmente emergere sotto gli occhi di tutte e di tutti un quadro grave e inquietante, che conferma come gli studi di genere siano una questione politica. Tale quadro va letto, a nostro parere, su diversi piani.
Innanzitutto è necessario collocare questa vicenda in un orizzonte più generale che riguarda lo stato delle università italiane, dove i criteri del finanziamento pubblico e l’ingresso di forme di finanziamento privato privilegiano alcuni ambiti e oggetti di ricerca e ne marginalizzano, o escludono, altri. È noto come gli unici settori di ricerca che non soffrono dei tagli agli investimenti siano quelli relativi alla produzione bellica, alle nanotecnologie, agli strumenti tecnologici di controllo sociale. Altro

Su Pinar

Di GLF – Roma

Pinar Selek è stata condannata all’ergastolo a pochi giorni di distanza dall’uccisione di Sakine, Fidan e Leyla all’Istituto Curdo di Parigi.
Dietro questi avvenimenti c’è la stessa mano.
I due fatti, gravissimi,questi sì terroristici, non solo sono legati fra loro, ma lo sono anche alle vicende siriane.
L’obiettivo è sempre la Siria. Il tentativo senza esclusione di colpi di rovesciare il governo siriano ed approntare l’aggressione all’Iran.
Nessuna motivazione nobile, solo meri interessi economici, finanziari, politici. Altro

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