Il divieto alla fecondazione eterologa è incostituzionale

Di Elisabetta Teghil

Uno dei tratti caratteristici del capitalismo odierno è l’ideologia dello scientismo inteso come valutazione positiva della scienza, dando a questa una connotazione neutrale, dimenticando che quest’ultima può diventare scienza quando trovi l’appoggio di un gruppo di esperti/e che accetti le regole del gioco e si costituisca in corporazione, crei un suo linguaggio, cioè che sia disposto a diventare azienda tra le aziende accettando e inserendosi nella divisione del lavoro e del mercato.

E’ a questa logica che dobbiamo sottrarci, non dobbiamo diventare un’altra corporazione, ma dobbiamo distruggere anche simbolicamente il coinvolgimento nel falso dibattito “é scientifico o no?”. Altro

Le mimose le butto dal balcone

Io mi trovo veramente in imbarazzo a scrivere dell’8 marzo, però non riesco nemmeno a non dire nulla sull’ipocrisia che circonda questa celebrazione commerciale. Vogliamo davvero parlare di donne? Se lo vogliamo fare non possiamo dimenticare che a Brescia qualche giorno fa una donna è stata uccisa con il suo compagno da un ex, assieme alla figlia di lei poco più che maggiorenne e al fidanzato di questa. Uccisi tutti e quattro a colpi di arma di fuoco. E mentre la stampa non aveva ancora finito di parlare (ricamandoci su) del “delitto passionale”, un maschio, “folle di gelosia”, strangola la moglie dopo un litigio. Non sono i primi omicidi commessi da uomini (parenti, amanti, amici, conoscenti) ai danni delle donne e delle persone loro vicine di quest’anno. Femminismo a Sud li sta contando: siamo a quota 36 ed è solo il 7 marzo. Altro

Sottili violenze

Di violenza contro le donne ne parlano siti e blog più seguiti di questo e lo fanno anche molto bene, denunciandone la diffusione in Italia, dove dall’inizio dell’anno già 19 donne sono state uccise per mano di fidanzati, padri, amanti, amici, mariti, etc, dove la Suprema Corte di Cassazione dice NO al carcere  per gli stupratori in gruppo e dove un pugile che, “colto da un raptus”, uccide a pugni una donna per vendicarsi della sua ex che lo ha mollato, viene assolto “per vizio totale di mente”. Altro

L’imene artificiale e il mito della verginità da decostruire

Vengo a conoscenza dal Corriere della Sera che in Cina hanno vietato le vendite dell’imene artificiale, perché causerebbe infezioni. E io che non ero al corrente neppure dell’esistenza! L’imene artificiale, questa genialata orientale, permette di ricostruire la verginità in maniera pratica e senza operazioni chirurgiche ed è una membrana che, dopo opportuno inserimento, rilascia durante la penetrazione un liquido rosso simile al sangue, in giusta quantità! Altro

La sessualità femminile agli esperti: parte seconda

La Repubblica, a settembre dello scorso anno, ha pubblicato un articolo sulla presunta inutilità dell’orgasmo femminile: ne scaturirono una serie di riflessioni, che pubblichiamo qui di seguito e che ci portano a pensare a come, a volte, siano inutili o donnosi, i pareri degli “esperti”.

“Tutta l’arte è completamente inutile”, scriveva Oscar Wilde. Apprendiamo da La Repubblica (dell’13 settembre 2011) che anche l’orgasmo femminile è perfettamente inutile come l’arte: “Elisabeth Lloyd, che nel saggio The Case of Female Orgasm: Bias in the Science of Evolution ha spiegato come il fenomeno sarebbe di per sé “inutile”, un sottoprodotto accidentale dell’evoluzione maschile (che tradotto significa: l’uomo ha l’orgasmo, la donna è biologicamente simile all’uomo, quindi anche lei ha l’orgasmo), precisando, in un’intervista al New York Times, che esso non ha “alcuna funzione evoluzionistica ed esiste solo per il nostro divertimento””. Altro

La sessualità femminile e gli esperti: e che esperti! Parte prima

Vanity Fair a dicembre ci ha regalato una chicca da non perdere: un’intervista a Fabio Volo, secondo la rivista un esperto di sessualità femminile, con tanto di copertina in cui si recita: “Voi donne non capite il sesso”. Ringraziamo Vanity Fair e Volo per averci finalmente fatto comprendere quali sono i nostri limiti, come ad esempio quello che alcune donne non portano le autoreggenti perché altrimenti i maschi le giudicano “puttane” (sic!). Altro

Ridateci l’uomo del divano! Nel mondo dei normali, parte quarta

Ogni riferimento a cose, fatti e persone reali è puramente casuale, non voluto. Questo post è frutto della fantasia di chi scrive.

Premessa: A volte, il mondo dei normali riserva piacevoli sorprese e incontri interessanti, come la vita, perché infondo non è tutto bianco o nero e le sfumature sono ciò che di più bello esiste. Altro

Razzisti e maschilisti, chiamiamoli col loro nome

Succede che una ragazzina come le altre, forse anche più stupida delle altre o che magari ha più paura delle altre, giustifichi il fatto di aver perso la verginità  con uno stupro, ovviamente perpetratole dai rom. La ragazzina è invece andata a letto con un suo coetaneo, come migliaia di altre ragazzine. Innocente e con la paura di affrontare la propria famiglia oppure consapevole della deriva razzista a cui può dare luogo, va a raccontare la frottola ben congegnata ai suoi cari: si sa, tanto i rom, i rumeni, i nordafricani sono sempre pronti a stuprare qualcuna, non sembra una situazione irreale, può essere un buon alibi. Altro

Madri, maternità, rifiuto

Quello splendido giornale che è Libero, oggi ci regala una perla di articolo sul fatto che le donne italiane non facciano più figli, articolo condito di becero razzismo e qualunquismo, senza tralasciare di proporre misure per la fecondità italiana di stampo fascista e offensive nei confronti delle donne. Forse l’articolo è ironico, ma non si coglie bene nemmeno questo, perché è talmente infarcito di elementi di disturbo, che l’ironia non è cristallina. Non è questa la sede in cui mi interessa commentare gli articoli di tale quotidiano, perché si pone a tal punto in basso che anche le virgole sono criticabili, figuriamoci i contenuti! Comunque potete trovare qui in basso il link di letteraviola, in cui si può leggere il testo pubblicato su Libero. Altro

Dure a morire!

Eravamo a scuola e ci avete detto che tramite l’istruzione ci saremmo liberate e avremmo potuto trovare il lavoro che volevamo, che ci saremmo realizzate, che non saremmo state come la maggior parte delle nostre madri operaie nel setificio, impiegate alla Fiat, casalinghe incalzate dal marito a cui non va bene niente, donne delle pulizie a ore, madri per sempre.

Ci avete detto che oramai erano gli anni Ottanta e che il corpo era nostro, c’era stata la rivoluzione sessuale già da oltre un decennio e che finalmente noi saremmo state libere di fare quello che volevamo: zero figli, un figlio, due figli, dieci figli. Potevamo anche farli con dieci compagni diversi, perché tutti/e comprendevano che il matrimonio era una istituzione in crisi e nessuno ci avrebbe giudicate. E, se si vuole abortire, ecco la 194, apposta per noi! Le donne degli anni Cinquanta se la sognavano la 194, costrette a chiedere aiuto alle mammane! Altro

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