Delle mille illusioni

Di ScateniamoTempeste

(Scritto un paio di anni fa e mai pubblicato)

Dell’8 marzo. Vengo invitata su internet ad una miriade di eventi per la festa della donna, da quello sulla liberazione dei corpi ma non troppo, perché sennò poi una va a fare la velina, a quello istituzionale, che si proietta un film e poi si discute di pari opportunità, a quello del post-porno legato ad alcuni centri sociali… e mi chiedo: “ma cosa c’è da festeggiare?”. Se veramente in Italia le donne godessero di pari dignità rispetto agli uomini, non ci sarebbe bisogno di festeggiare alcunché, ma siccome non godono di ciò, non c’è da festeggiare nulla, anzi, ci sarebbe da protestare, tutti i giorni però e non solo nel sacro giorno istituzionalizzato. L’8 marzo quindi, a che pro?

La festa della donna tuttavia mi fa riflettere molto sulle mille illusioni con cui ci siamo autoalimentate nel corso degli anni e sulle bugie a cui abbiamo spesso creduto, ingenuamente.

A voi che siete femministe “da sempre”, e che magari avete maturato le vostre idee in anni più fertili rispetto ad oggi, chiedo, come chiederei ad una madre, di spiegarmi quali sono i passi per sopravvivere a questo mondo “senza perdere la tenerezza”. Dall’altro lato, vi chiedo di comprendermi se sono critica o scettica rispetto a tante parole d’ordine storiche e se sono polemica nei confronti del mondo che ci avete consegnato. Altro

Riflessioni di mezza estate (per donne e non solo)

Ho proposto a un uomo di uscire a cena al ristorante egiziano. Glielo ho proposto perché si mangia bene e, parlando, si vedeva che c’erano molte affinità e aveva gli occhi scuri e tristi…

A un uomo ho proposto, su due piedi, di venire a casa mia e di passare con me la notte. Al mattino abbiamo visto l’alba. Non si sa se vedremo altre albe assieme o se quella è stata l’unica. Di fatto, è stato un momento bello e emozionante. Altro

La memoria breve degli anni Duemila…Dai femminismi a Se non ora quando

Recentemente mi è capitato più volte di discutere con persone diverse delle conquiste compiute nei decenni passati dalla classe operaia, dalle donne, dalle minoranze (…) e di osservare come il pensiero dominante, di destra, di sinistra, qualunquista, le consideri frutto di contrattazioni e dialettica pacifica fra le parti in questione e lo stato, conquiste sicure, garantite, intoccabili. Conquiste che vanno difese a colpi di referendum, di petizioni, con ragionevolezza, senza far rumore. Si dimenticano del tutto il contesto storico, i connotati politici e di classe da cui partirono le diverse rivendicazioni, le lotte, fatte con i corpi, lasciando anche i morti ammazzati sulle strade e nelle piazze. Si dimentica che quelle lotte furono il frutto sì di una repressione secolare, ma scaturirono da idee che si confrontavano-scontravano-si alimentavano l’un l’altra, in un momento di grande fermento culturale (anzi del più grande fermento culturale e popolare mai esistito in Italia). Mi riferisco ovviamente agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Si appiattisce tutto con la parola “estremismi”. Altro

Le quote rosa e il panda

Diremmo quasi fuori le donne da questi partiti e da queste istituzioni che non ci rappresentano! Non vorremmo mai essere complici della rovina di milioni di italiani che il governo e le istituzioni stanno ponendo in atto, usando l’arma fittizia della crisi economica! Stare nelle istituzioni significa volere cambiare dall’interno lo status quo, ma noi vogliamo cambiare il mondo! Questo modo di fare politica all’interno di partiti che sostengono il sistema capitalista e che fanno pagare la crisi della finanza ai più deboli, è contro le donne e le donne che lavorano per questo sistema sono complici delle ingiustizie e della disuguaglianza che esso produce ogni giorno. Altro

Donne al potere, patto di genere e arrivismo

Da un paio di settimane, tutti/e parlano di donne, di quelle che contano e di quelle che dovrebbero coalizzarsi in una grande alleanza per contare di più. Ne parlano le testate nazionali, prima fra tutti il Corriere, se ne parla al seminario milanese di Se non ora quando (Snoq), ne parla Maria Terragni per delucidare le posizioni di Snoq, ne parlano quelli e quelle che criticano le posizioni di Snoq, ne parlano quelli che vorrebbero le quote rosa al 50% nei partiti. Mi sono detta: allora ne parlo anch’io. Tanto se ne parlano tutti/e, un punto di vista in più, non può far male! Altro

Morire d’amore? No grazie!

Che siamo diversi sotto tutti gli aspetti non ci sono dubbi. Che siamo diversi perché da secoli si perpetrano le stesse logiche e gli stessi meccanismi sociali non ci piove. Da un po’ però rifletto quanto poco spazio venga concesso alla discussione pubblica sulla violenza sulle donne e, in particolare, sui femminicidi. Altro

Belen, Fornero, Bersani: cronache di un paese piccolo piccolo

Premessa: mentre in Grecia la gente comune scende in piazza contro la crisi e si ribella di fronte alle misure prese dal governo che, al solito, sono uno scippo alle classi sociali meno abbienti, in Italia i problemi sono ben altri! Il Paese si ferma a commentare la farfalla di Belen e ognuno/a deve dire la sua, anche il segretario del piddì. 

 A volte penso che se non fossi, come la maggior parte degli italiani, assuefatta dal modo con cui si fa (dis)informazione in questo paese e se vivessi in uno stato in cui agli avvenimenti viene dato il giusto peso – e di conseguenza anche nel modo in cui vengono annunciati in tv – mi avrebbe davvero dato molto fastidio vedere alternarsi nei principali telegiornali le immagini delle rivolte di piazza in Grecia (mezzo minuto di notizia) e gli approfondimenti sul Festival di San Remo, in cui si polemizzava per questo e quello detto da Celentano e per lo spacco vertiginoso della Belen, per cinque nauseanti minuti. Altro