Far cadere il velo

Di ScateniamoTempeste

Ho seguito con un certo disimpegno le vicende politiche italiane dalle elezioni alla rielezione di Napolitano come Presidente della Repubblica. Con disimpegno, per l’appunto, in quanto completamente convinta di non essere per nulla rappresentata all’interno delle istituzioni e che nessun movimento o partito politico rappresenti, più in generale, gli interessi delle cittadine e dei cittadini e di tutti quelli/e che si trovano a vivere e lavorare sul territorio italiano. Disimpegno però non significa qualunquismo o superficialità: significa distacco rispetto alla politica istituzionale e la convinzione che si può fare e avere un’identità politica al di fuori e al di là.
Quindi la rielezione di Napolitano ha quasi suscitato in me una certa ilarità: si è disvelato anche ai più tonti che chi ci rappresenta, nostro malgrado, non solo non è intenzionato a rinnovare e rinnovarsi – “rinnovamento” è parola, tra le altre cose, pregna di insidie – ma a continuare la politica del “destra parlamentare e sinistra parlamentare siamo la stessa cosa”, un Giano bifronte, diversi magari nell’autorappresentazione, uguali nella sostanza. Altro

Il voto lgbtqi ai tempi dell’omonazionalismo

Da “I Nomi delle Cose”
la trx della Coordinamenta femminista e lesbica sugli 87,90 di Radio Onda Rossa
il mercoledì dalle 20.00 alle 21.00
“Quell* che non hanno il genere ma hanno la classe”
la rubrica di Denis ogni ultimo mercoledì del mese

Sul palco di Sanremo abbiamo potuto vedere il video di Stefano e
Federico, coppia omosessuale. Non nella sua versione integrale: la parte nella quale si baciavano è stata tolta, per amor di moralismo. In un paese cattointegralista come questo, pare tuttavia che basti veramente
poco per scatenare una bufera. Altro

Mayday, mayday!

Di Elisabetta Teghil

I mercati hanno lanciato il Mayday,Mayday! pensavano, poverini, che non ci fosse conflittualità sociale in Italia e che il malcontento verso le politiche neoliberiste fosse relegato alle/ai solite/i quattro gatte/i.
Invece il M5S è il primo partito alla Camera con il 25,55% dei voti.
E’ una posizione di protesta verso le politiche di austerità che, però, raccoglie adesioni trasversalmente, che è interclassista e che ha posto il problema del rifiuto dei partiti tradizionali.
Ma,allo stesso tempo, dimostra che le italiane e gli italiani si affidano ancora al gioco della così detta democrazia parlamentare pensando, evidentemente, che sia possibile cambiare le istituzioni dal di dentro.
L’astensionismo è aumentato del 6%, portando la percentuale delle/degli astenuti al 25%. Altro

Qualche granello

Di Elisabetta Teghil

La distruzione dello stato sociale, lo smantellamento del sistema pensionistico, la disoccupazione e la precarizzazione di massa e stabile, la riproposizione dei ruoli e delle gerarchie, l’annullamento delle economie marginali, la guerra ai poveri, il controllo sociale sono i tratti distintivi dell’ideologia neoliberista nel mondo occidentale.
Contemporaneamente, nei confronti dei paesi del terzo mondo, a partire da quelli africani, la stessa ideologia ha riaffermato il principio e la pratica della colonizzazione, il dominio imperiale del XIX secolo, accompagnato dalla distruzione delle economie di autosussistenza, della piccola proprietà contadina, e caratterizzato dall’emigrazione interna verso le grandi città ed esterna verso i paesi occidentali. Altro

Essere cittadina non è (solo) votare

Di ScateniamoTempeste

A lavoro, al mercato, dalla parrucchiera… ovunque, in zona-elezioni, trovo gente che mi chiede cosa farò, se voterò, per chi, “ah, che brutta situazione in Italia”, “bisogna cambiare”, “speriamo che la gente stavolta non voti Berlusconi, che ci ha ridotto così”, “abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre possibilità… e ora stiamo pagando”.
Io nicchio. Tranne quando la provocazione è troppo forte e mi prudono le mani. Ad esempio, l’ultima frase me l’ha detta una mia coetanea piuttosto ricca grazie alle aziende di famiglia, che ho incontrato per strada. Altro