Non è noia

Di ScateniamoTempeste

Gravito fra il tempo che non ho avuto per fare questa o quell’altra cosa e la consapevolezza della linearità del tempo che mi dice che questa o quell’altra cosa sono andate e non le potrò più fare.

Questa intensa malinconia mi opprime quando finiscono un anno, una storia, un’amicizia e le mie mani sempre più nodose e più vecchie mi fanno pensare al tempo che non ritorna e alle occasioni perse. Ce ne saranno nuove e nuovi sogni, speranze, utopie, ma intanto lo so che il tempo a disposizione non è infinito… e i sorrisi, i brindisi, i festeggiamenti sono una mossa, una facciata, per fare credere agli altri che sono perfettamente integrata e non sono persa. Altro

Resto qui!

Di SacteniamoTempeste

Godersi l’estate: ovvero una tenda e un’automobile per arrivare fino agli anfratti della costa atlantica della Cantabria e dei Paesi Baschi, passando per la Provenza e il Sud della Francia. Pochi soldi. Spesi tutti. Forse è l’ultima vacanza per un bel po’.

Da qui nasce la riflessione che segue, da un viaggio con le orecchie attente e gli occhi aperte, le cui conclusioni potete leggere nel titolo, “resto qui!”.

Da Arles a Zarautz, da Donostia a Bilbo, da punta de Ajo a Santander, dalla campagna più remota della Cantabria a Vitoria-Gasteiz, fino ad arrivare ad Avignone, un succedersi di luoghi, paesaggi, feste, modi di vivere, più o meno – ma forse meno – diversi dal nostro, eppure e nonostante tutto, un viaggio nella terra del capitale, con sacche di resistenza più o meno forti, con luoghi più o meno liberi e liberati, dove alle feste può suonare nella piazza principale un gruppo oi! Antifascista e al contempo, nella piazza accanto, una trans dalla voce suadente ma, quando mi giro intorno, constato che qui, ovunque, abbiamo perso o stiamo perdendo. I Paesi Baschi terra di compagni, certo, ma anche di grandi contraddizioni, dove il Partito Nazionalista porta avanti una politica reazionaria e conservatrice e dove ogni singolo anfratto di terra è oramai proprietà privata. Altro

Escapismo 2

Ogni anno, quando arriva dicembre ti penso. Ti ricordi quando avevi la casa da studente in un’altra città e quel Natale che mi hai detto che restavi lì da solo perché avevi rotto i rapporti con i tuoi? Facevi il cameriere di sera e di giorno studiavi e ti allenavi in palestra. Allora ti ho detto che avrei passato io il giorno di Natale con te, mi dispiaceva lasciarti solo, alla fine eri uno dei miei più cari amici.
Ho preso il treno il 24 dicembre e tu sei venuto in stazione a prendermi. “Ci vediamo davanti all’orologio fermo dal 2 agosto ’80” hai esclamato, ma tanto oramai era di rito per noi vederci lì. Al supermercato abbiamo preso birre e poco altro, tanto le pizze le potevi portare tu dal ristorante. La gente riempiva i carrelli in maniera inverosimile e c’era una coda alle casse che avremmo potuto passare lì il Natale. Altro

Escapismo 1

Come faccio a spiegartele certe cose? Non mi viene proprio… Te ne devi andare e basta, non riesco a dormire con un uomo nel letto, da casa mia si va via, ok?”

Ma sono le tre e quarantacinque, Giorgia, abbi pietà, ho sonno, non puoi farmi stare sul divano? Fammi dormire un po’, cazzo, poi me ne vado. Ti ho fatto qualcosa?”

Non se ne parla i patti erano chiari, da casa mia, se sei stato con me, poi te ne vai. Te l’ho detto non riesco a dormire con un uomo nel letto. Prendi le tue cose e vai! Non sei il mio fidanzato, non mi va di svegliarmi domani e farti il caffè, non saprei cosa dirti, sono fatta così, ho voglia di star da sola… ciao. Se non vivevi con tua madre, che diosanto c’hai 30 anni, io me ne andavo da casa tua anche alle 5, senza problemi ma assieme non si dorme.”

Eh ma perché?Non ti capisco…” Altro