La giustizia e la fuga

In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare. Già, “ci aveva visto giusto Laborit” – che, per inciso, io conosco grazie a Mediterraneo di Salvatores –, si potrebbe pensare in tempi come questi, dove la giustizia ingiusta condanna 5 persone al carcere per “devastazione e saccheggio” avvenuti durante i giorni di Genova 2001. E infatti due dei condannati sono fuggiti, tecnicamente latitanti, forse – come speriamo – lontani. Sembrano gli anni della banda Bonnot, un Novecento di guardie e ladri. E, come nei film, si spera sempre che i fuggitivi ce la facciano, contro le morse della legge. Altro

Il corpo è mio, dello Stato o del mercato? Rappresentazioni e autorappresentazioni del lavoro di cura

 Le streghe non sono solo accusate di avvelenare e di uccidere, di crimini sessuali e di cospirazione, ma anche di curare e di guarire. […] Le streghe guaritrici erano spesso le uniche che prestavano assistenza alla gente del popolo, che non aveva né medici né ospedali, e viveva nella povertà e negli stenti. Particolarmente chiara era l’associazione tra strega e levatrice […] L’affermarsi della medicina come professione che richiedeva un’istruzione universitaria rese facile escludere legalmente le donne dalla sua pratica.

Barbara Ehrenreich, Deirdre English, Witches midwives and nurses. Complaints and disorders, New York nel 1973 (in R. Sarti, Streghe, serve e… storiche. Qualche spunto di riflessione su storia di genere e stregoneria, «Storicamente», 4 (2008), http://www.storicamente.org/05_studi_ricerche/streghe/sarti.htm)

Come è chiaro, secondo le due autrici, vi è un filo rosso fra la stregoneria e la donna che cura le altre e i malati, nelle società di età moderna, per cui colei che cura è al tempo stesso fattucchiera e curatrice, racchiude in sé pertanto il disprezzo e la fiducia, contemporaneamente. Altro

La differenza fra Renzo Bossi e me

E come faccio a spiegarvi l’enorme differenza fra Renzo Bossi e la mia modestissima persona? Io non ho comprato una laurea, lo stato mi frega dieci volte al giorno con tasse, gabelle, multe ingiuste, corsi di aggiornamento a pagamento, eccetera. Il mio stipendio è un ventesimo del suo ogni mese (e per di più precario) e non ho neppure una famiglia che conta. Altro

Le quote rosa e il panda

Diremmo quasi fuori le donne da questi partiti e da queste istituzioni che non ci rappresentano! Non vorremmo mai essere complici della rovina di milioni di italiani che il governo e le istituzioni stanno ponendo in atto, usando l’arma fittizia della crisi economica! Stare nelle istituzioni significa volere cambiare dall’interno lo status quo, ma noi vogliamo cambiare il mondo! Questo modo di fare politica all’interno di partiti che sostengono il sistema capitalista e che fanno pagare la crisi della finanza ai più deboli, è contro le donne e le donne che lavorano per questo sistema sono complici delle ingiustizie e della disuguaglianza che esso produce ogni giorno. Altro

Lavorare con lentezza

Oggi è necessario un elogio all’ozio, anzi all’otium latino, e questo è un post politico. Perché in una società che corre più in fretta della fretta, dove le mode cambiano un minuto dopo che hai acquistato, dove anche i sentimenti diventano usa e getta e ci siamo abituate a tutto, a vedere una fila di poveri cristi che elemosinano per strada senza battere ciglio, a produrre consumare crepare, a cambiare tutto attorno a noi (e infondo infonfo a non cambiare niente) e non rimane più un briciolo di umanità in nome del progresso, io l’elogio alla lentezza oggi lo voglio proprio fare. Altro

Le mimose le butto dal balcone

Io mi trovo veramente in imbarazzo a scrivere dell’8 marzo, però non riesco nemmeno a non dire nulla sull’ipocrisia che circonda questa celebrazione commerciale. Vogliamo davvero parlare di donne? Se lo vogliamo fare non possiamo dimenticare che a Brescia qualche giorno fa una donna è stata uccisa con il suo compagno da un ex, assieme alla figlia di lei poco più che maggiorenne e al fidanzato di questa. Uccisi tutti e quattro a colpi di arma di fuoco. E mentre la stampa non aveva ancora finito di parlare (ricamandoci su) del “delitto passionale”, un maschio, “folle di gelosia”, strangola la moglie dopo un litigio. Non sono i primi omicidi commessi da uomini (parenti, amanti, amici, conoscenti) ai danni delle donne e delle persone loro vicine di quest’anno. Femminismo a Sud li sta contando: siamo a quota 36 ed è solo il 7 marzo. Altro

No Tav e dis-informazione

Informazione contro contro-informazione. Sulla questione della Tav, chi non è militante o sensibile alla causa, difficilmente potrà capire davvero qualcosa, se si limita a leggere la stampa o, peggio, a guardare la televisione, vista la macchina propagandistica a favore dello scempio del territorio valsusino e degli interessi di pochi, messa in atto dall’inizio della vicenda a oggigiorno. La situazione in sostanza è questa: l’informazione delle principali testate nazionali e dei telegiornali prova a mescolare le carte per non fare capire nulla a chi non si informa autonomamente, a chi non si sbatte a cercare su internet, a chi non segue da vicino la vicenda della Tav. “Eppur si muove”, perché nonostante la scandalosa situazione in cui riversano stampa e giornalismo italiani, la vicenda della Tav sta mobilitando migliaia di persone di tutto lo stivale, come è accaduto ieri, con la manifestazione in Val Susa, segno che non tutti dormono e che non tutti si bevono le verità ufficiali, cioè le false verità, le bugie sì insomma. Come accadrà oggi nelle principali città italiane, dove dalle 18 andremo piazza di nuovo. Altro

L’imene artificiale e il mito della verginità da decostruire

Vengo a conoscenza dal Corriere della Sera che in Cina hanno vietato le vendite dell’imene artificiale, perché causerebbe infezioni. E io che non ero al corrente neppure dell’esistenza! L’imene artificiale, questa genialata orientale, permette di ricostruire la verginità in maniera pratica e senza operazioni chirurgiche ed è una membrana che, dopo opportuno inserimento, rilascia durante la penetrazione un liquido rosso simile al sangue, in giusta quantità! Altro

Non ci sono più le classi sociali?

Ditelo ad Antonio, che ha 15 anni ed è ancora alla scuola media. Suo padre è in carcere e la madre lavora come donna delle pulizie, ha un fratello grande che spaccia ai giardinetti e la vita gli corre via da mattina alla sera, senza sapere che ci fa sul quel banco divenuto così piccolo, a non imparare cose che forse non gli serviranno mai, mentre sogna di andare al prossimo “Grande fratello” per riscattarsi. L’anno prossimo che farà? Chi diventerà? Cosa gli riserva il futuro?

Ditelo a Martina, che fa il primo anno di classico, ma non si sa se ce la farà. Alle medie era brava e faceva tutto da sola ma ora i professori hanno già capito che i suoi, anche se benestanti, non hanno un background culturale, per cui Martina si deve arrangiare…Ci sono molte cose che non capisce e ha già preso 4 in diverse occasioni, è anche incasinata col suo corpo che cresce senza che lei sia davvero pronta a tutti questi cambiamenti e fa fatica a concentrarsi. Quando torna da scuola sua madre le parla di vestiti e di borse, progetta vacanze chissà dove e lei è lì che vorrebbe che qualcuno la aiutasse a tradurre un brano dal greco, ma niente. La prof non spiega bene, non gliene importa un fico secco di quello che fa e dà tutto per scontato, come se una persona di una famiglia “normale” a casa parlasse di Schliemann e della questione omerica. I suoi compagni più bravi si fanno aiutare a casa dalle mamme laureate che si siedono accanto a loro, per tradurre le versioni. Altro

Dure a morire!

Eravamo a scuola e ci avete detto che tramite l’istruzione ci saremmo liberate e avremmo potuto trovare il lavoro che volevamo, che ci saremmo realizzate, che non saremmo state come la maggior parte delle nostre madri operaie nel setificio, impiegate alla Fiat, casalinghe incalzate dal marito a cui non va bene niente, donne delle pulizie a ore, madri per sempre.

Ci avete detto che oramai erano gli anni Ottanta e che il corpo era nostro, c’era stata la rivoluzione sessuale già da oltre un decennio e che finalmente noi saremmo state libere di fare quello che volevamo: zero figli, un figlio, due figli, dieci figli. Potevamo anche farli con dieci compagni diversi, perché tutti/e comprendevano che il matrimonio era una istituzione in crisi e nessuno ci avrebbe giudicate. E, se si vuole abortire, ecco la 194, apposta per noi! Le donne degli anni Cinquanta se la sognavano la 194, costrette a chiedere aiuto alle mammane! Altro

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