Proposte per una rivolta trans

Di Denis

Mi capita piuttosto spesso vedere altre persone trans struggersi sognando di essere nate con un corpo coerente con la loro identità di genere. A me viene da pensare, invece, che se fossi nato maschio, sarei stato una donna trans. Non so, ho quest’impressione.
Non so se mi identifico senza genere o fuori dai generi, dal momento che in linea di massima mi arrabbio se, parlando di identità di genere, mi definiscono qualcosa di diverso dall’etichetta ‘uomo trans’, ma rifiuto del tutto la nozione cisnormativa e transfobica per cui quella parolina – trans – non dovrebbe ricoprire nessun ruolo particolare nella mia identificazione, nella mia storia, nella mia prospettiva, nel mio pensiero.
Le persone transessuali e transgender perdono molte cose: gli amici, i partner, il lavoro. Ma se tutte queste cose – fatta eccezione per il lavoro, che è già piuttosto difficile da ottenere in una condizione senza particolari ostracismi in corso, figurarsi in altri casi – sono tutto sommato recuperabili o è possibile ottenerne di nuove, c’è qualcosa che come persone trans perdiamo definitivamente, ed è l’attendibilità della nostra voce, la capacità di definirci, di narrarci, di mostrarci. In quanto trans, non posso affermare che io sono. La mia identità deve essere validata dagli altri. Altro

Dal margine degli studi di genere: una proposta politica

Diffondo volentieri l’appello di diverse studiose e studiosi a salvare gli studi di genere in Italia…

Le voci di protesta che si sono levate in seguito alla chiusura del corso di “Studi di genere” tenuto da Laura Corradi all’Università della Calabria, stanno facendo finalmente emergere sotto gli occhi di tutte e di tutti un quadro grave e inquietante, che conferma come gli studi di genere siano una questione politica. Tale quadro va letto, a nostro parere, su diversi piani.
Innanzitutto è necessario collocare questa vicenda in un orizzonte più generale che riguarda lo stato delle università italiane, dove i criteri del finanziamento pubblico e l’ingresso di forme di finanziamento privato privilegiano alcuni ambiti e oggetti di ricerca e ne marginalizzano, o escludono, altri. È noto come gli unici settori di ricerca che non soffrono dei tagli agli investimenti siano quelli relativi alla produzione bellica, alle nanotecnologie, agli strumenti tecnologici di controllo sociale. Altro

Monumento al femminicida ignoto

“Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe”
la rubrica di Denis ogni ultimo mercoledì del mese nella trasmissione della Coordinamenta femminista e lesbica
“I Nomi delle Cose” sugli 87.90 di Radio Onda Rossa
http://coordinamenta.noblogs.org
Puntata del 27 marzo

(ANSA) – ANCONA, 23 MAR – Inaugurata oggi ad Ancona la prima statua in Europa dedicata alle donne vittime di violenza.
‘Violata’, opera di Floriano Ippoliti, e’ frutto di una sinergia tra Regione, associazioni femminili, privati e il Comune di Ancona che l’ha accettata in dono. In un messaggio alla presidente della Commissione regionale Pari Opportunita’, la presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato che solleciterà il Parlamento “affinché si approvi in tempi rapidi una legge contro il femminicidio”. Altro

Coscienza di genere, coscienza di classe

Di Elisabetta Teghil

L’ideologia neoliberista, falsificando le scritture storiche, si presenta come un credo, come la forma suprema della realizzazione umana.
Nella vita quotidiana, questo si trasforma nello sviluppo dell’individualismo, nella preminenza progressiva della merce su ogni altro elemento e nella mercificazione di tutti i rapporti, compresi quelli sociali ed affettivi, nel dominio del denaro, nella cultura che viene ridotta a mode che si susseguono con l’apparire esibizionistico che prende il posto dell’autonomia individuale, nel revisionismo storico accompagnato dall’appiattimento della storia stessa sull’evento immediato e l’informazione istantanea, nella strumentalizzazione delle lotte di liberazione e delle diversità e la cooptazione di elementi provenienti da etnie, ceti, culture oppresse che, in cambio della loro personale promozione sociale, partecipano attivamente all’oppressione degli ambienti da cui provengono. E, ancora, fuga dal conflitto, disaffezione progressiva dalla politica, nobilitazione della violenza repressiva e delle guerre neocoloniali, con la moltiplicazione dei passaggi verso l’atto violento fatto dai cittadini/e verso chi è o viene percepito/a come diverso/a o più debole. Altro

Il voto lgbtqi ai tempi dell’omonazionalismo

Da “I Nomi delle Cose”
la trx della Coordinamenta femminista e lesbica sugli 87,90 di Radio Onda Rossa
il mercoledì dalle 20.00 alle 21.00
“Quell* che non hanno il genere ma hanno la classe”
la rubrica di Denis ogni ultimo mercoledì del mese

Sul palco di Sanremo abbiamo potuto vedere il video di Stefano e
Federico, coppia omosessuale. Non nella sua versione integrale: la parte nella quale si baciavano è stata tolta, per amor di moralismo. In un paese cattointegralista come questo, pare tuttavia che basti veramente
poco per scatenare una bufera. Altro