Il corpo è mio, dello Stato o del mercato? Rappresentazioni e autorappresentazioni del lavoro di cura

 Le streghe non sono solo accusate di avvelenare e di uccidere, di crimini sessuali e di cospirazione, ma anche di curare e di guarire. […] Le streghe guaritrici erano spesso le uniche che prestavano assistenza alla gente del popolo, che non aveva né medici né ospedali, e viveva nella povertà e negli stenti. Particolarmente chiara era l’associazione tra strega e levatrice […] L’affermarsi della medicina come professione che richiedeva un’istruzione universitaria rese facile escludere legalmente le donne dalla sua pratica.

Barbara Ehrenreich, Deirdre English, Witches midwives and nurses. Complaints and disorders, New York nel 1973 (in R. Sarti, Streghe, serve e… storiche. Qualche spunto di riflessione su storia di genere e stregoneria, «Storicamente», 4 (2008), http://www.storicamente.org/05_studi_ricerche/streghe/sarti.htm)

Come è chiaro, secondo le due autrici, vi è un filo rosso fra la stregoneria e la donna che cura le altre e i malati, nelle società di età moderna, per cui colei che cura è al tempo stesso fattucchiera e curatrice, racchiude in sé pertanto il disprezzo e la fiducia, contemporaneamente. Altro

Generazioni allo specchio

Riflessioni a partire dal volume di C. Alemani e M.C. Fedrigotti, Donne e nonne. I volti di un ruolo sociale, Stripes, 2012.

Nel bel saggio scritto a quattro mani da Claudia Alemani e Maria Cristina Fedrigotti, il punto di partenza sono venti interviste a donne di un’età inclusa tra i 60 e i 68 anni, che sono state giovani e attivamente politiche (chi più, chi meno) negli anni Settanta, durante il periodo di grande diffusione dei movimenti femministi a Milano, e che ora sono nonne. Le autrici si sono poste l’obiettivo di comprendere in che modo la prima generazione che si è ribellata massicciamente, attraverso la nascita di movimenti auto-organizzati, agli stereotipi sociali che volevano la donna figlia, moglie e madre, viva ora la “nonnità”. Si trattava insomma di capire se queste donne, ora nei panni di nonne, stiano reinventando il modo di “fare la nonna” rispetto all’immagine tradizionale che si ha di tale figura e se il vissuto femminista abbia ancora una certa influenza nel rapportarsi con i nipotini e nel raffrontarsi con il lavoro di cura, tema caro al femminismo anni Settanta. Altro

Donne emancipate, lavoro domestico, lavoro di cura e contraddizioni

Lavo i piatti dopo una cena fra colleghe e senza lavastoviglie ci metto un po’ di tempo. Una collega under 30, con un marito e un bilocale a carico, mi dice: “ma non puoi lasciarli da fare domani alla donna delle pulizie?”. Io non ho una donna. È una questione che non mi sono mai posta, che non mi ha neppure sfiorata: quello che devo fare in casa lo faccio da sola, col poco tempo che ho; inoltre la casa è piccola e io sono sempre a bolletta, la donna non è neppure un lusso, non è proprio contemplata. Altro