Di destra o di sinistra?

di ScateniamoTempeste

Ieri la giunta Pisapia ha fatto sgomberare a Milano il centro sociale occupato Zam (Zona Autonoma Milano), che si trovava in via Olgiati. C’erano la Digos e i poliziotti con caschi, scudi, lacrimogeni, armi, tutto in grande stile. Alla resistenza degli occupanti e alle proteste, a un corteo fin sotto palazzo Marino, si risponde invocando, come da copione, lo spettro dell’ordine pubblico. Il sindaco dice che non può tollerare la violenza degli occupanti (perché, è sottointeso, la violenza può essere solo unilaterale, dall’alto in basso, cioè quella che esercitano le istituzioni). Altro

Cadute/i dal pero

Di Elisabetta Teghil

«….la politica europea dovrebbe somigliare un po’ di più in campo economico e sociale a quella degli Stati Uniti».

Pier Luigi Bersani -«America 24» (18 febbraio 2013)

Nel dibattito politico sono prepotenti due dimensioni che si sono affermate: il debito e la crisi.
Il primo è un cappio per strangolare la già debole sovranità nazionale dell’Italia,  la seconda è l’alibi attraverso cui si sta attuando, e per certi versi si è attuato, l’impoverimento generalizzato che ha colpito soprattutto i ceti medi a cui è stata tolta anche la speranza che coltivavano di mobilità e di valorizzazione socio-economica. Questo attraverso lo smantellamento dei servizi collettivi. Altro

Sbornia

Di Elisabetta Teghil

La stagione che stiamo vivendo non è il frutto di una crisi congiunturale, non è leggibile con la teoria dei cicli, ma è il frutto dell’autoespansione del capitale.
Una delle novità più grandi è la rottura del blocco sociale dominante.
L’attacco alla piccola e media borghesia è di classe, nel senso compiuto del termine, cioè alle loro condizioni materiali di vita.
Ci troviamo di fronte ad un passaggio irreversibile ed è pia illusione quella di coloro che pensano che dopo la tempesta tornerà la quiete.
Dopo, ci troveremo molto più povere/i e molto meno libere/i di ieri.
Da qui l’inconsistenza, e questo sarebbe il male minore, ma, soprattutto, la falsità di una lotta impostata contro l’illegalità e l’evasione fiscale, addirittura elevate a strumenti di rinascita economica  che dovrebbero far ripartire il volano della redistribuzione delle ricchezze.
Secondo queste/i buontempone/i i proventi recuperati dalla lotta contro l’evasione fiscale e l’economia “illegale” in genere, dovrebbero essere usati per i lavoratori e le lavoratrici. Ma il raccolto dell’economia legale e quello delle tasse regolarmente pagate dalla maggioranza delle cittadine e dei cittadini non viene certo usato per questo! Per non parlare dell’utilizzo del plusvalore che, pure, viene prodotto in grande misura! Altro

“Dogma”

Di Elisabetta Teghil

La legge non è altro che la sanzione formale di un rapporto di forza. Da sempre è la capacità di un potere dominante di imporsi quale fonte del diritto.
Tanto è vero che una volta veniva fatta discendere, attraverso la mediazione del sovrano, direttamente da dio.
Anche in questa stagione, la codificazione normativa risponde a imperativi di classe che continuano a stabilire ciò che è legge con i suoi connessi contenuti coercitivi.
Nella nostra società che si definisce laica, gli interessi di una parte si trasformano in interessi generali.
Gli interessi di parte si trasformano in carne e sangue nel corpo della legge e, operato questo miracolo, i destinatari della stessa legge devono aderire e rispettarla come fonte non più umana ,ma praticamente divina.
La traslazione dal privato al sacro è compiuta. Altro

Sempre dalla stessa parte

di Elisabetta Teghil

A Marianna Valenti

La  “legge ” invade ogni luogo ed ogni momento della vita, ma il potere, in tutte le sue articolazioni istituzionali, vive nell’ “illegalità”.
Si finanziano le scuole private in violazione della Costituzione, si fanno guerre neocoloniali contro il dettato della Costituzione stessa.
Le leggi sono una sanzione formale dei rapporti di forza e, allo stesso tempo, i primi a disattendere le leggi sono quelli/e che le hanno promulgate, ribadendo così perchè e per chi sono state fatte.
La “legalità”, intesa come rispetto dei diritti delle cittadine e dei cittadini, è, invece, nelle lotte dei valligiani, dei pastori, dei minatori e di tutte/i quelle/i che, giorno dopo giorno, con il loro impegno, cercano di attuare il principio costituzionale che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e sulla sovranità popolare. Altro

La giustizia e la fuga

In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare. Già, “ci aveva visto giusto Laborit” – che, per inciso, io conosco grazie a Mediterraneo di Salvatores –, si potrebbe pensare in tempi come questi, dove la giustizia ingiusta condanna 5 persone al carcere per “devastazione e saccheggio” avvenuti durante i giorni di Genova 2001. E infatti due dei condannati sono fuggiti, tecnicamente latitanti, forse – come speriamo – lontani. Sembrano gli anni della banda Bonnot, un Novecento di guardie e ladri. E, come nei film, si spera sempre che i fuggitivi ce la facciano, contro le morse della legge. Altro

Violenza/Non-violenza

di Elisabetta Teghil

E’ in atto una semplificazione, voluta e fuorviante, dei termini violenza e non-violenza che sono diventati meta-concetti, privi di specificazione e collocazione.
Ai fini di queste note conviene dare una definizione stretta di violenza.
Si intende per violenza l’atto o l’insieme di atti con cui un soggetto privato, sociale, istituzionale interviene nella possibilità di un altro soggetto, anche questo privato, sociale, politico, impedendogli un comportamento spontaneamente realizzabile ed imponendogli un ruolo ed una collocazione.
Dalla definizione di violenza nasce la correlazione tra la stessa e la forza che permette alla prima di realizzarsi. Altro

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