La parola è la comunicazione

Relazione di Elisabetta Teghil alla presentazione del libro del Collettivo Militant
“Il lato cattivo della storia” tenuta nell’ambito di “Logos, la festa della parola”
al Csoa eXSnia a Roma il 12 ottobre 2013

L’area della comunicazione sociale è l’area della vita sociale.
Esiste un mondo particolare, il mondo dei segni.
Il campo dell’ideologia coincide con il campo dei segni. Ovunque sia presente un segno, è presente anche l’ideologia. Tutto ciò che è ideologico ha un valore semantico. Ogni segno ideologico non è solamente un riflesso, un’ombra della realtà, ma è anche un segmento materiale di questa realtà. Un segno è un fenomeno del mondo esterno.
La coscienza individuale è alimentata dai segni, trae il suo sviluppo da essi, riflette le loro leggi e la loro logica. Altro

Integrazione

Di ScateniamoTempeste

(Punto di partenza: se mi si dice che sono perfettamente integrata in questa società, io un pochetto mi inalbero…)

Non mi è mai piaciuta la parola “integrazione” con il valore che ne dà la società come qualcosa di positivo in sé, anche se mi rendo conto di usare questo termine quando non trovo concetti sintetici, che rendano meglio certe situazioni in determinati contesti. Ad esempio posso usarla a scuola, quando arriva un nuovo alunno, e i genitori ti chiedono: “si è integrato nella classe?”. Sì o no. A volte non c’è modo semplice di spiegare che sarebbe bello che uno/a non solo si integrasse nella classe ma contribuisse a portare quello che è e modificasse i rapporti al suo interno. E poi, in quelle classi orribili di ragazzini stronzi che affliggono i più deboli? È un bene integrarsi o no?
Per cui, dal momento che le parole sono importanti, nel mio esercizio quotidiano di comunicazione con gli altri terresti, sto cercando di rendere il mio linguaggio più consono al mio pensiero e di evitare le parole che non corrispondono a ciò che ho in mente e vorrei dire. Altro

Ideologia e memoria collettiva

Di Elisabetta Teghil

Tutto ciò che è ideologico possiede significato. In altre parole, è un segno. Senza segni non c’è ideologia.
Esiste un mondo particolare, il mondo dei segni.
Il campo dell’ideologia coincide con il campo dei segni. Essi si equivalgono. Ovunque sia presente un segno è presente anche l’ideologia.
Tutto ciò che è ideologico possiede un valore semantico.
Ogni segno ideologico non è, solamente un riflesso, un’ombra della realtà, ma è, anche, un segmento materiale di questa realtà.
Un segno è un fenomeno del mondo esterno.
La coscienza individuale è alimentata dai segni, trae il suo sviluppo da essi, riflette le loro leggi e la loro logica.
La coscienza è logica della comunicazione ideologica, dell’interazione segnica di un gruppo sociale. Altro

Il linguaggio

All’incontro separato “Il personale è politico, il sociale è privato”, tenutosi a Roma il 2-3 giugno scorsi si è parlato abbastanza diffusamente di linguaggio e dell’appropriazione o cancellazione di una determinata terminologia da parte dei mezzi di cui il capitalismo dispone (pubblicità e media soprattutto).

Questo argomento è molto interessante sia perché abbiamo potuto constatare che a volte ci sembra di utilizzare un linguaggio senza alcun tipo di connotato, “neutro” diremmo, ma che in realtà non lo è per niente, sia perché ci ha permesso di notare che ci sono parole completamente uscite dal nostro vocabolario con gli anni o che, quando vengono usate, connotano subito colui o colei che le pronuncia come vecchio/a o fuori luogo. Inoltre abbiamo notato come il linguaggio si sia appiattito e impoverito negli ultimi anni, tanto che un italiano medio possiede e utilizza un vocabolario scarsissimo e globalizzato (verso il basso), in cui le parole non sempre hanno il loro reale significato e hanno perso le sfumature che le caratterizzavano. Altro