Gli errori della memoria e la memoria degli errori: la storia patriarcale e la trasmissione matriarcale

Di Luisa Vicinelli/Armonie-Bologna

Quando si parla di memoria, inevitabilmente si intende la storia. Perché siamo tartassate dalla sua propaganda a tal punto che i riferimenti ad essa ci vengono automatici, nonostante la consapevolezza diffusa che quasi nessun protagonista della storia impara dalla storia. Ho studiato senza essere veramente consapevole che solo poche generazioni prima le uniche scuole che le donne frequentavano erano quelle che insegnavano a essere brave mogli e madri di famiglia o che permettevano al massimo un impiego in un asilo. Forse per questo ho vissuto il “pieno” diritto all’istruzione come “naturale” e quindi con quel senso critico che mi ha permesso ben presto di non trovare un senso nella storia cosiddetta ufficiale che studiavo a scuola. Altro

Mi ricordo che ai miei tempi……memoria femminista da tramandare

Di Noemi Fuscà
Intervento introduttivoIncontro Nazionale Separato
“Memoria collettiva, Memoria femminista”
15 dicembre 2012
http://coordinamenta.noblogs.org
Questo incontro mi ha dato la possibilità di riflettere sia in quanto storica e che in quanto femminista sulla memoria; abbiamo deciso di chiamare questo incontro memoria collettiva e memoria femminista perché rappresentano allo stesso modo importanti punti di vista: collettiva in quanto la Storia, quella con la S non è una storia individuale ma è la rappresentazione delle esperienze dei processi sociali di un dato periodo e di una specifica o generica comunità. Memoria femminista come recupero di un vissuto politico che oramai si è sussunto con un movimento socialdemocratico ma che per noi non è rappresentabile assolutamente da quelle donne. Altro

Ricordare/trasformare/uscire da qui

Di Elisabetta Teghil
L’esperienza passata condiziona quella futura, per questo è necessario conquistare una memoria autonoma e collettiva del movimento femminista.
La memoria è l’occasione per produrre nuove possibilità e dare un senso agli eventi presenti e futuri.
Il femminismo è nato dalla prassi consapevole di soggetti che intendevano liberarsi e la liberazione di noi tutte è il programma del passato, del presente e del futuro.
Compagna e femminista ancora ieri provocavano vibrazioni che penetravano fin dentro gli abissi del disagio e della solitudine che, pure, c’erano anche allora.
Una generazione, per anni, si è riconosciuta chiamandosi femminista e la parola suggellava un patto di appartenenza  e solidarietà difficilmente verbalizzabile proprio per la ricchezza della sua estensibilità.
Ma, se sono le parole a fare le cose, disfare quelle parole che sono, allo stesso tempo, categorie di rappresentazione e strumento di mobilitazione ha contribuito alla smobilitazione  di quello che, un tempo, si chiamava femminismo. Altro

Scrivere storia, raccogliere memorie, fare militanza

Nella primavera del 2003, proprio qualche tempo dopo l’uccisione di Dax a Milano, mi ritrovavo a prendere una scelta sull’argomento della mia tesi di laurea in storia. Da militante antifascista, mi aveva sfiorato più volte l’idea di scrivere qualcosa sui movimenti antagonisti a Milano ma la consapevolezza di sentirmi troppo all’interno di quel meccanismo, non tanto per una questione di imparzialità rispetto all’argomento, quanto per l’eccessivo carico emotivo che una tale scelta comportava, mi fece abbandonare l’idea sul nascere. L’aggressione a Dax è stato uno degli episodi che più mi hanno colpito in tutto il mio percorso politico e personale di militante, anche perché si percepiva in quel periodo che i fascisti stavano rialzando la testa e le loro idee, assieme a quelle dei razzisti della Lega e del peggior capitalismo colonialista, si erano rafforzate, mentre il movimento , da Genova in poi, per molteplici cause, aveva sempre più perso il suo smalto. Altro

Ideologia e memoria collettiva

Di Elisabetta Teghil

Tutto ciò che è ideologico possiede significato. In altre parole, è un segno. Senza segni non c’è ideologia.
Esiste un mondo particolare, il mondo dei segni.
Il campo dell’ideologia coincide con il campo dei segni. Essi si equivalgono. Ovunque sia presente un segno è presente anche l’ideologia.
Tutto ciò che è ideologico possiede un valore semantico.
Ogni segno ideologico non è, solamente un riflesso, un’ombra della realtà, ma è, anche, un segmento materiale di questa realtà.
Un segno è un fenomeno del mondo esterno.
La coscienza individuale è alimentata dai segni, trae il suo sviluppo da essi, riflette le loro leggi e la loro logica.
La coscienza è logica della comunicazione ideologica, dell’interazione segnica di un gruppo sociale. Altro

Genova, l’età dell’innocenza e il mio cinismo

Ho perso l’innocenza! Da molto tempo oramai.

Genova per me. Quanto dolore nel petto nel vedere il cranio spaccato di Carlo Giuliani, che per inciso aveva la mia età e io ora ho dieci anni di più e lui sarà sempre “Carlo Giuliani, ragazzo”.

Genova, città di porto

Genova città di Faber

Genova, città delle puttane romantiche di ieri e di oggi, nelle sue viuzze

Vico dell’Amore

Piazza dell’Amor Perfetto

Genova: Piazza Alimonda Altro

Come si fabbrica la storia? La giornata a favore dei Giusti

“E dillo qualche volta sì! Dillo che sei d’accordo con qualcosa! No Tav, No Expo, No Vat, no no no. Sembri La Bambolina di Michel Polnareff, chiusa dietro la vetrina dei suoi no!”

Che ci posso fare io se vedo grigio e mi saltano subito all’occhio gli abusi, le ingiustizie e soprattutto quel modo strumentale di farci digerire e accettare o rifiutare e demonizzare certi modi di pensare e certe ideologie.

Già ero scettica sull’istituzione della Giorno della Memoria in questi termini:

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”, Altro