Gioco di società : il Tav, il femminicidio, l’odio, le armi, lo Stato…

Di Elisabetta Teghil

Siamo d’estate perciò lanciamoci in un gioco di società dato che, soprattutto, in questa stagione i giochi impazzano.
Naturalmente questo invito vale per tutte/i, sia per quelle/i che si possono permettere le vacanze –se la godano fino in fondo perché potrebbe essere l’ultima vista la china che ha preso questo sistema sociale- che per quelle/i che sono rimaste/i a casa a cui va tutta la nostra affettuosa solidarietà.
Il gioco di società che vorrei proporre consiste in questo: andare a vedere quali sono gli articoli più commentati nei siti e nei blogs. Scopriremmo che sono quelli che riguardano il movimento NoTav e, partendo da questo dato, fare il “Gioco dell’oca incazzata”, gioco inventato da un collettivo femminista qualche anno fa per scoprire come ci vogliono turlupinare. Altro

No Tav e dis-informazione. Ovvero: l’avevo detto ieri

Ricordo come fosse oggi il 25 aprile del 1994, il mio primo venticinqueaprile in piazza. Pioveva tantissimo ed eravamo fradici ma felici. Quell’anno a Milano ci furono tafferugli, perché i poliziotti non volevano far confluire il corteo dei centri sociali con quello ufficiale. Avevo quattordici anni ed ero una ragazzina ancora ingenua, sinceramente un po’ spaventata da quanto stava accadendo e non troppo preparata visto che, oltre a una fede – allora – un po’ da cattoratorianacomunista, la motivazione della mia partecipazione al corteo era il ragazzino dai riccioli d’oro un po’ più grande di me. Sta di fatto che il ragazzino dai ricci d’oro è molto agile e si porta subito davanti alla polizia, io lo seguo estasiata dal suo coraggio, avanzo un po’ troppo e un energumeno di poliziotto mi strattona via dicendo: “comunistella di merda, troia”. Insomma poi, quello che successe quel giorno è oramai storia, Berlusconi che ha appena vinto le elezioni, un milione di persone in piazza, la Lega che sfila…il mio battesimo politico. Altro

No Tav e dis-informazione

Informazione contro contro-informazione. Sulla questione della Tav, chi non è militante o sensibile alla causa, difficilmente potrà capire davvero qualcosa, se si limita a leggere la stampa o, peggio, a guardare la televisione, vista la macchina propagandistica a favore dello scempio del territorio valsusino e degli interessi di pochi, messa in atto dall’inizio della vicenda a oggigiorno. La situazione in sostanza è questa: l’informazione delle principali testate nazionali e dei telegiornali prova a mescolare le carte per non fare capire nulla a chi non si informa autonomamente, a chi non si sbatte a cercare su internet, a chi non segue da vicino la vicenda della Tav. “Eppur si muove”, perché nonostante la scandalosa situazione in cui riversano stampa e giornalismo italiani, la vicenda della Tav sta mobilitando migliaia di persone di tutto lo stivale, come è accaduto ieri, con la manifestazione in Val Susa, segno che non tutti dormono e che non tutti si bevono le verità ufficiali, cioè le false verità, le bugie sì insomma. Come accadrà oggi nelle principali città italiane, dove dalle 18 andremo piazza di nuovo. Altro

Da Rossella O’Hara ai No Tav: una storia d’amore

Sono cresciuta a pane e Rossella O’Hara, ripetendo le battute di Via col vento, senza capirle poi tanto: mi piacevano i vestiti dell’eroina, il fatto che sapesse restare in piedi, cocciuta e testarda, in ogni circostanza, i baci appassionati di Rhett, il suo giro vita di 40 centrimetri e la terra rossa di Tara.

Se dovessi rivedere oggi il capolavoro anni ’40, probabilmente avrei mille critiche pallose da fare o forse me lo godrei così com’è, con la storia d’amore a finale aperto e il fazzoletto in mano. Ma una cosa mi resta in mente più di altre, la questione dell’attaccamento alla propria terra, alle proprie origini, alle radici, insomma. Ecco questa è una cosa che io non sento molto, credo perché sono nata e cresciuta in uno dei luoghi periferici più brutti e maltrattati d’Italia, dove il cielo è grigio 364 giorni l’anno e il grigio domina anche su tutto il paesaggio. Capita. Altro