Le più oppresse delle oppresse

Di Elisabetta Teghil

La rappresentazione dell’altro da sempre è utilizzata per la costruzione di un nemico che permetta la mobilitazione dei cittadini/e per dimenticare crisi e ingiustizie. Una valvola di sfogo.
Questo impianto rappresentativo una volta costituiva l’armamentario della destra, oggi attraversa l’insieme dei discorsi mediatici anche di quelli/e che, per comodità e tornaconto continuano, a presentarsi come di sinistra. Tutto ciò da quando il PD, con le associazioni satellite e le filiazioni come SNOQ, si è trasformato in destra moderna.
L’ambito per eccellenza in cui  si esprime questo impianto  è quello che riguarda il popolo Rom, nei cui confronti il discorso politico è ridotto ad un problema di sicurezza. Altro

Favole che ci raccontate

Di ScateniamoTempeste

Avere un ministro per l’integrazione donna e di colore non basta per potersi dire antirazziste e antirazzisti. Chiedere a gran voce una legge contro la violenza sulle donne non basta per potersi dire antisessiste e antisessisti.

Lo dimostra tutto il Governo e prima di tutto il Partito Democratico, sempre in prima linea quando ci sono da blaterare sponsor che li fanno apparire eroi ed eroine buoni e buonisti, nei fatti razzista e sessista. Altro

Il dio dell’oro e la pena di morte

Di ScateniamoTempeste

(Avviso ai naviganti: in questo testo userò il termine “morale”, parola difficile a definirsi, abusata in ambito religioso, scarsamente usata invece da chi, come me, è agnostico, proprio perché concetto ricco di sfumature e ampiamente interpretabile… Non so bene cosa sia il senso morale e anche sull’etica ho dei grandi dubbi. Sono concetti molto individuali, che presuppongono, quando si usano, una definizione consona, sfaccettata e approfondita, che qui non so dare, e una discussione che qui non c’è tempo di fare. In ogni caso, qui la parola “morale” è usata come: campanello d’allarme che suona quando si passa dall’umanità alla bestialità – con tutto il rispetto per le bestie, eh!). Altro

La differenza fra Renzo Bossi e me

E come faccio a spiegarvi l’enorme differenza fra Renzo Bossi e la mia modestissima persona? Io non ho comprato una laurea, lo stato mi frega dieci volte al giorno con tasse, gabelle, multe ingiuste, corsi di aggiornamento a pagamento, eccetera. Il mio stipendio è un ventesimo del suo ogni mese (e per di più precario) e non ho neppure una famiglia che conta. Altro

La memoria, “Non in nome di Ezra Pound” e ciò che resta del Ventennio

Il 13 dicembre, il militante fascista di CasaPound, Gianluca Casseri, spara nel mercato di piazza Dalmazia e poi in quello di San Lorenzo a Firenze, uccidendo a sangue freddo due uomini, due senegalesi, e ferendone gravemente altri. Da subito si urla al gesto di un folle, di un killer improvvisato; poi si scopre che, folle o no, Casseri è un “simpatizzante di CasaPound, “come centinaia in Toscana”, come recita il comunicato della stessa CasaPound; infine, scavando un po’, ma neppure molto, si viene a sapere che l’assassino non è folle ed è molto più che un simpatizzante, è un militante fascista, antisemita e ovviamente razzista. Altro

Il razzismo non può essere il futuro

Questa mattina avrei voluto abbracciarlo il mio alunno di origine eritrea e stringerlo forte, perché so che la sua mamma – che è una signora di cultura elevata e attenta a ciò che accade nel mondo  – sicuramente ieri sera non si sarà trattenuta dal parlare con i cinque figli della carneficina dei tre senegalesi ad opera di un militante di Casa Pound a Firenze. Gliela avrà spiegata come una storia di violenza nata dall’ignoranza e dal razzismo dei fascisti dichiarati e dei fascisti latenti, che purtroppo sono sempre più numerosi in Italia. La signora si sarà forse ricordata dei fascisti storici che hanno occupato il suo paese ai tempi di sua madre… E chissà come si sarà sentita lei ieri sera e come si sarà sentito il suo bimbo, che ha solo undici anni e che è nato e cresciuto in Italia da genitori in Italia da trent’anni. Gli eritrei, per la loro dolorosa storia, legata alla nostra non certo per loro volontà, di solito sono persone interessantissime, perché hanno l’Africa e l’Europa in sé e sono un mix di culture, che io trovo estremamente affascinante. Molti sono fuggiti dal paese a causa della dittatura e oggi hanno la cittadinanza italiana e così i loro figli. Sono neri. La gente da bar dice che non sono italiani, perché un italiano nero è difficile da digerire ancora oggi, perché gli italiani sono bianchi da sempre. Pochi sanno della nostra vicenda coloniale e un eritreo è un nero come un altro, che tanto sono tutti uguali… Altro

Razzisti e maschilisti, chiamiamoli col loro nome

Succede che una ragazzina come le altre, forse anche più stupida delle altre o che magari ha più paura delle altre, giustifichi il fatto di aver perso la verginità  con uno stupro, ovviamente perpetratole dai rom. La ragazzina è invece andata a letto con un suo coetaneo, come migliaia di altre ragazzine. Innocente e con la paura di affrontare la propria famiglia oppure consapevole della deriva razzista a cui può dare luogo, va a raccontare la frottola ben congegnata ai suoi cari: si sa, tanto i rom, i rumeni, i nordafricani sono sempre pronti a stuprare qualcuna, non sembra una situazione irreale, può essere un buon alibi. Altro