Manutenzione estiva

Di ScateniamoTempeste

Come ogni estate, i telegiornali pullulano di notizie sulla virtù dei genitori italiani che, nei paesi e in città, si prodigano alla manutenzione della scuola pubblica, dal momento che lo stato e i comuni non hanno soldi da investire: dipingono le pareti delle aule, sistemano il giardino, rifanno la facciata.

La loro è un’opera certamente lodevole e potrebbe essere un buon esempio, se i cittadini non fossero tenuti a pagare le tasse, altissime, che poi non vengono restituite in servizi, per cui, non si sa come, i soldi per la sanità pubblica e la pubblica istruzione non ci sono mai. Altro

Non capisco che rivoluzione è

Di ScateniamoTempeste

“Non capisco che rivoluzione è: una rivoluzione dovrebbe essere qualcosa di bello, positivo, che porta un miglioramento, ma questi rivoluzionari hanno ucciso! Una rivoluzione dovrebbe essere una cosa che migliora la vita della gente, questi sparavano, uccidevano i preti e i nobili. Che rivoluzione è? Perché lei ha detto che ci appartiene e fonda il nostro modo di pensare?”.

La lezione è sulla Rivoluzione francese e Martina ha 12 anni e obietta ciò alla mia spiegazione. Il rifiuto della violenza. Meglio farsi opprimere dallo sfruttamento dei nobili, dalle gabelle e dal moralismo della Chiesa piuttosto che essere libere e liberi, usando la violenza. Hai voglia a spiegarle che il popolo francese era oppresso e ridotto alla fame, che la società si basava sul diritto di sangue, che il popolo era suddito e non cittadino, che le violenze erano state fino a quel punto compiute solo dall’alto in basso. Non c’è idea di rivalsa, non c’è aspirazione alla libertà, non c’è voglia di essere protagonisti, per Martina, che valga un atto violento! Altro

Libri liberi di indottrinare

Di ScateniamoTempeste

La scuola dovrebbe dare al discente e alla discente gli strumenti per comprendere la realtà e formarsi una propria opinione. Credo che, al di là dell’aspetto pedagogico e di quello educativo in senso ampio, la conoscenza del mondo in cui viviamo sia la sua funzione primaria.

I libri di testo, per quanto possibile, dunque dovrebbero tentare di porre dei problemi e presentare le loro possibili soluzioni, non in maniera acritica, ma con semplicità, concretezza e chiarezza. Anche chi insegna dovrebbe per lo meno tentare di proporre questioni ampie, in modo articolato, tuttavia non incomprensibile, evitando di fare esclusivamente propaganda a favore di una o un’altra ideologia. È difficilissimo, perché ciascuno di noi è portatore (sano o insano) di valori e idee e, ovviamente, ciò ci condiziona in ogni momento della nostra vita, da quando decidiamo l’atteggiamento che terremo con chi ci vende i fiori al semaforo, a quando ci troviamo di fronte a un nostro superiore a cui rendere conto. Altro

Il vincitore

Di ScateniamoTempeste

A proposito dell’affermarsi della cultura cristiana sul paganesimo, il professore di arte della scuola superiore fu il primo a farmi notare come la storia la abbiano scritta e la scrivano i vincitori. La distruzione degli idoli e la lotta alle eresie, portata avanti in Europa dall’inizio del Medioevo alla Controriforma e da lì ancora fino a oggi, sono un chiaro esempio di come il Cristianesimo abbia trionfato sulle ceneri di altre culture e altre visioni del mondo. Le tracce delle religioni politeiste e pagane si sono infatti perse nel corso dei secoli e spetta all’archeologia e all’etnografia ricostruire un mondo cancellato, estinto.

La stessa cosa vale per quelle culture eliminate o drasticamente ridimensionate nel momento in cui si sono incontrate e scontrate con qualcuno più forte, capace di dominare: i celti, i maya, i nativi americani, eccetera. Altro

La storia non perdona niente

Di Elisabetta Teghil

La Corte europea per i diritti umani, in data 2 aprile 2013, ha emesso una sentenza con cui sancisce che il numero chiuso che regola l’accesso in Italia a determinate facoltà universitarie non viola il diritto allo studio.
Otto studenti italiani erano ricorsi alla Corte di Strasburgo perché non avevano superato i test di accesso.
I test di accesso sono legati al numero chiuso delle iscrizioni e, checché ne dica l’Unione Europea, vanificano il principio del diritto allo studio per tutte/i, perché è evidente che non tengono conto del vantaggio che alcuni studenti/e hanno per via dell’estrazione sociale che poi significa anche diversa base culturale.
Di fatto viene meno,da una parte, il ruolo dell’Università come occasione di socializzazione dei saperi, dall’altro, quello di promozione sociale. Altro

Business schools

di Elisabetta Teghil

“Il profitto è una forma mutata del plusvalore, una forma in cui viene dissimulata e cancellata l’origine del plusvalore ed il segreto della sua esistenza. In realtà il profitto è la forma fenomenica del plusvalore.”
(K.Marx-Il Capitale- III)

Come qualsiasi risorsa materiale e immateriale, la “risorsa umana” viene considerata una merce economica.
E’ una visione in cui tutto e tutte/i devono misurare la propria esistenza secondo l’unico valore importante a cui sottomettersi, il valore commerciale.
E’ la nascita e la diffusione della nozione di “capitale umano” che, declinato, significa la forza lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori letta come l’insieme delle facoltà fisiche, intellettuali, relazionali che queste/i possono mettere in vendita sul mercato del lavoro. Altro

Globalstrike anche per me (+ scuola e altre catastrofi)

Domani c’è il primo sciopero globale europeo e ha stranamente messo d’accordo molte anime a sinistra come da tempo non si vedeva anche se, si sa, le motivazioni e le modalità della partecipazione saranno diverse… ma almeno qualcosa si muove.
In questo post, vorrei leggere lo sciopero di domani non da un punto di vista ideologico o pragmatico e neppure analizzare il perché aderire o meno, bensì vorrei raccontare la mia esperienza di precaria di fronte alla notizia dello sciopero e al conseguente confronto con colleghi e colleghe sul da farsi, le posizioni emerse, le reazioni e gli scazzi sull’argomento.
Preferisco non firmarmi e lasciare il racconto nell’anonimato sia per ragioni di privacy sia perché nelle riflessioni che seguono probabilmente qualcuno/a con un simile percorso professionale ci si può ritrovare a pieno o per lo meno in parte. Altro

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