A scuola di legalità… per un perfetto controllo sociale!

Da anni oramai la scuola italiana propone (o meglio, propina in dosi massicce) agli studenti e alle studentesse di ogni ordine e grado corsi e lezioni a base di valori, cioè non lezioni in cui si approfondiscono le conoscenze, si sviluppa la manualità, si affinano doti artistiche, eccetera, ma ore intere volte alla trasmissione di valori che si suppone siano condivisi da tutti/e. Ma come è possibile che un concetto come quello di legalità sia assurto a valore e che sul rispetto della legge si tengano addirittura dei corsi? E dove lo mettiamo il concetto di disubbidienza civile e quello di giustizia? Anche sotto Hitler e Mussolini c’erano delle leggi e i partigiani venivano appunto chiamati banditi… Come si può fare addirittura della legalità un valore da somministrare ai più piccoli, se non con obiettivi ben precisi di controllo sociale?   Altro

Sesso, disabilità e commenti ad un articolo del Corriere

Qualche giorno fa il Corriere si è occupato di un argomento molto scomodo, quello della sessualità dei disabili e delle situazioni che le madri di chi non è autosufficiente spesso si trovano da sole ad affrontare, avendo come  scelta quella di affidarsi a delle prostitute. Qui sotto potete leggere alcune riflessioni che ci siamo scambiate via mail sull’argomento. Di sicuro i pensieri ad alta voce non risolvono i problemi. Speriamo per lo meno servano a discuterne (con sensibilità). Altro

La Lega Nord all’attacco dei libri per bambini

Non sai più se ridere o piangere se Matteo Salvini, classe 1973, capogruppo al Comune di Milano per la Lega Nord, se la prende con un libro per bambini:  Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?, pubblicato dalla piccola casa editrice Lo Stampatello.

Il testo racconta la storia di Meri e Franci che si amano, vogliono fare una famiglia e vanno in Olanda, dove Franci si fa fare un “semino”, da cui nasce Margherita. Il libro si rivolge ai bambini e alle bambine con genitori dello stesso sesso e, che fin da piccoli, sono sottoposti alla curiosità degli altri. Fine. Altro

Sottili violenze

Di violenza contro le donne ne parlano siti e blog più seguiti di questo e lo fanno anche molto bene, denunciandone la diffusione in Italia, dove dall’inizio dell’anno già 19 donne sono state uccise per mano di fidanzati, padri, amanti, amici, mariti, etc, dove la Suprema Corte di Cassazione dice NO al carcere  per gli stupratori in gruppo e dove un pugile che, “colto da un raptus”, uccide a pugni una donna per vendicarsi della sua ex che lo ha mollato, viene assolto “per vizio totale di mente”. Altro

L’imene artificiale e il mito della verginità da decostruire

Vengo a conoscenza dal Corriere della Sera che in Cina hanno vietato le vendite dell’imene artificiale, perché causerebbe infezioni. E io che non ero al corrente neppure dell’esistenza! L’imene artificiale, questa genialata orientale, permette di ricostruire la verginità in maniera pratica e senza operazioni chirurgiche ed è una membrana che, dopo opportuno inserimento, rilascia durante la penetrazione un liquido rosso simile al sangue, in giusta quantità! Altro

La sessualità femminile agli esperti: parte seconda

La Repubblica, a settembre dello scorso anno, ha pubblicato un articolo sulla presunta inutilità dell’orgasmo femminile: ne scaturirono una serie di riflessioni, che pubblichiamo qui di seguito e che ci portano a pensare a come, a volte, siano inutili o donnosi, i pareri degli “esperti”.

“Tutta l’arte è completamente inutile”, scriveva Oscar Wilde. Apprendiamo da La Repubblica (dell’13 settembre 2011) che anche l’orgasmo femminile è perfettamente inutile come l’arte: “Elisabeth Lloyd, che nel saggio The Case of Female Orgasm: Bias in the Science of Evolution ha spiegato come il fenomeno sarebbe di per sé “inutile”, un sottoprodotto accidentale dell’evoluzione maschile (che tradotto significa: l’uomo ha l’orgasmo, la donna è biologicamente simile all’uomo, quindi anche lei ha l’orgasmo), precisando, in un’intervista al New York Times, che esso non ha “alcuna funzione evoluzionistica ed esiste solo per il nostro divertimento””. Altro

La sessualità femminile e gli esperti: e che esperti! Parte prima

Vanity Fair a dicembre ci ha regalato una chicca da non perdere: un’intervista a Fabio Volo, secondo la rivista un esperto di sessualità femminile, con tanto di copertina in cui si recita: “Voi donne non capite il sesso”. Ringraziamo Vanity Fair e Volo per averci finalmente fatto comprendere quali sono i nostri limiti, come ad esempio quello che alcune donne non portano le autoreggenti perché altrimenti i maschi le giudicano “puttane” (sic!). Altro

Razzisti e maschilisti, chiamiamoli col loro nome

Succede che una ragazzina come le altre, forse anche più stupida delle altre o che magari ha più paura delle altre, giustifichi il fatto di aver perso la verginità  con uno stupro, ovviamente perpetratole dai rom. La ragazzina è invece andata a letto con un suo coetaneo, come migliaia di altre ragazzine. Innocente e con la paura di affrontare la propria famiglia oppure consapevole della deriva razzista a cui può dare luogo, va a raccontare la frottola ben congegnata ai suoi cari: si sa, tanto i rom, i rumeni, i nordafricani sono sempre pronti a stuprare qualcuna, non sembra una situazione irreale, può essere un buon alibi. Altro

Sarà che io non capisco. Il post-porno a Milano. Parte prima

Parliamo di post-porno. A Milano. Ieri sera si è concluso il bike smut, un festival ciclo-erotico, che ha avuto le sue origini a Portland, negli USA. Ci ho fatto un giro veloce, poi sono scappata perché mi annoiava.

Credo che il bike smut si possa collegare al post-porno, una teoria sedicente rivoluzionaria molto in voga in alcuni centri sociali della penisola negli ultimi tempi, ma non ne sono sicura, quindi chiederei a chi ne sa più di me di darmi una mano nei collegamenti fra le due cose. Quello che so è che il post-porno si basa su una critica alla pornografia tradizionale, nata negli anni Cinquanta nel secolo scorso, che vede come principale consumatore e protagonista il maschio bianco, eterosessuale, borghese e normo (o oltre la norma) dotato. La pornografia non solo ha cercato di interpretare i desideri e i tabù di questo soggetto, ma ha contribuito a fissare degli stereotipi di ciò che è desiderabile e eccitante e di ciò che non lo è (come oggi fa la pubblicità, che è innegabilmente un ramo soft del porno): cazzi grossi, pettorali scolpiti, niente peli, tette grosse, bocche gonfiate, culi rotondi, niente smagliature, niente cellulite, eccetera. Oggi, però, anche la pornografia si è evoluta e ci sono porno dedicati a lesbiche, omosessuali, transgender, etc. Basta saperli trovare. Le sue dinamiche però non sono cambiate. Altro