Dai quartieri popolari alle città senza personalità. La Milano dell’Area C… e oltre

Al termine del suo romanzo Storia d’amore vera e supertriste (consigliatomi da S., che colgo l’occasione di ringraziare), Gary Shteyngart descrive la New York di un futuro nemmeno troppo lontano, in cui gli americani poveri, gli immigrati poveri, gli anziani poveri e tutte le persone a Basso Valore di Reddito vengono costretti a lasciare la città, oramai destinata ad essere il luogo di residenza per un’aristocrazia transanzionale, che detiene capitale e armi e che manovra governi e informazione di tutto il mondo. I vecchi edifici vengono fatti saltare in aria e, al loro posto, sono destinati a sorgere villaggi residenziali, centri commerciali, centri benessere e palazzi del potere. Altro

Cosa resta di Berlino Est?

A Silvia, che ha sopportato queste – e altre – riflessioni, accompagnandomi per le vie della città

Per decenni ci hanno raccontato la storia del terribile mostro comunista che divorava i suoi abitanti, mentre ad Ovest tutto andava bene, al meglio. Lo ricordo da piccola, quando crollò il muro di Berlino e tutti gridavano “Libertà libertà”, finalmente il mostro era stato sconfitto e aveva vinto la nostra società, la bella società occidentale, dove tutto si poteva comprare, vendere, guadagnare se si era sufficientemente scaltri o bravi. Quel giorno mio padre, un uomo di quarantacinque anni, di fede comunista, aveva tentato di spiegarmi con commozione che per lui stava finendo un mondo, quello basato sull’ideale di uguaglianza, rappresentato dal tentativo di applicare il marxismo nella società dell’Est, che oramai sembrava in caduta libera. Altro