“Nè dopo, nè prima”

Di Elisabetta Teghil

Il sogno femminista ricompare prepotentemente  nel nostro immaginario e nei nostri desideri. Il femminismo oggi comincia da questa capacità di costituirsi autonomamente, che abolisce lo stato di cose presenti, comincia dall’esistere come afflato nella facoltà comune di produrre, curarsi, coltivare….nella condivisione dei saperi, della poesia, della musica, delle immagini….nella forza di resistere alla normalizzazione, nell’intelligenza dell’illegalità e del sabotaggio, nella comunicazione tra avanguardia e movimenti.
Perché il patriarcato non è altro che l’espropriazione di queste capacità, è il trionfo del possesso, del denaro , della merce , della meritocrazia…. è l’illusionismo dei diritti, è la censura e la manipolazione della nostra storia .
Non si tratta tanto di sconfiggere dei soggetti, quanto l’ambiente costituito dai dispositivi semantici, discorsivi, di controllo che rendono possibile il perpetuarsi del patriarcato e del capitalismo. Da qui l’inconsistenza dell’appello alla società civile, alla convivenza, alle quote rosa…. tutte tese a rimuovere la rivolta contro lo stato delle cose . Altro

Sono pronti. E noi?

Di Elisabetta Teghil

La manifestazione del 19 ottobre è andata molto bene sia per i numeri sia per la volontà che ha espresso, ma, soprattutto, è stata utile.
Intanto ha sancito l’impossibilità da parte del PD di strumentalizzare le lotte per fini propri, come era accaduto in occasione della manifestazione del 14 dicembre 2010, e poi ha ratificato quello che era emerso nella manifestazione del 15 ottobre 2011, vale a dire l’irreversibile rottura tra il movimento e i partitini della così detta sinistra radicale.
Questi ultimi, da anni, non hanno più la consistenza  per indire manifestazioni e come paguri si attaccavano al movimento, usandone i numeri e la capacità di mobilitazione.
I loro leader si limitavano a presentarsi in piazza e a farsi fotografare, forti del fatto che i media avrebbero dato risalto alla loro fugace apparizione, salvo, poi, prendere le distanze nei confronti dei così detti “violenti” avallando ogni forma di repressione poliziesca, giudiziaria e mediatica. Altro

La parola è la comunicazione

Relazione di Elisabetta Teghil alla presentazione del libro del Collettivo Militant
“Il lato cattivo della storia” tenuta nell’ambito di “Logos, la festa della parola”
al Csoa eXSnia a Roma il 12 ottobre 2013

L’area della comunicazione sociale è l’area della vita sociale.
Esiste un mondo particolare, il mondo dei segni.
Il campo dell’ideologia coincide con il campo dei segni. Ovunque sia presente un segno, è presente anche l’ideologia. Tutto ciò che è ideologico ha un valore semantico. Ogni segno ideologico non è solamente un riflesso, un’ombra della realtà, ma è anche un segmento materiale di questa realtà. Un segno è un fenomeno del mondo esterno.
La coscienza individuale è alimentata dai segni, trae il suo sviluppo da essi, riflette le loro leggi e la loro logica. Altro

Secondo alcune e alcuni la storia è finita

Di Elisabetta Teghil

Secondo alcuni/e la storia è finita. Questa è la migliore società possibile e l’ideologia e la lotta di classe avrebbero provocato solo disastri.
Pertanto l’unico orientamento nella vita, se mai ce ne fosse uno, sarebbe la democrazia rappresentativa  e, per i laici,  il pensiero scientifico di cui si tessono acriticamente le lodi.
Le radici della illibertà non sarebbero innestate nel sociale, nello sfruttamento, nella reificazione, come ci dice la lettura marxista della società, ma nel tentativo più o meno riuscito di uscire da questa società, magari di costruirne un’altra.
Quest’area racconta la crisi come crisi del marxismo e i più dogmatici sono come sempre gli spretati/e. Il loro cavallo di battaglia è la fine dell’ideologia, contribuendo così all’ideologia neoliberista. E, da neofiti di quest’ultima, sono i primi/e nel condannare il pensiero e l’esistenza dell’Altro. Altro

Gioco di società : il Tav, il femminicidio, l’odio, le armi, lo Stato…

Di Elisabetta Teghil

Siamo d’estate perciò lanciamoci in un gioco di società dato che, soprattutto, in questa stagione i giochi impazzano.
Naturalmente questo invito vale per tutte/i, sia per quelle/i che si possono permettere le vacanze –se la godano fino in fondo perché potrebbe essere l’ultima vista la china che ha preso questo sistema sociale- che per quelle/i che sono rimaste/i a casa a cui va tutta la nostra affettuosa solidarietà.
Il gioco di società che vorrei proporre consiste in questo: andare a vedere quali sono gli articoli più commentati nei siti e nei blogs. Scopriremmo che sono quelli che riguardano il movimento NoTav e, partendo da questo dato, fare il “Gioco dell’oca incazzata”, gioco inventato da un collettivo femminista qualche anno fa per scoprire come ci vogliono turlupinare. Altro

Cari e care dirigenti della sinistra milanese

Di ScateniamoTempeste

Cari/e Dirigenti, Assessori, Esponenti, Simpatizzanti dei partiti che si dicono di sinistra della città meneghina,

mi sento di scrivervi, e soprattutto a voi della giunta di Milano, perché la mia casella di posta elettronica viene quotidianamente invasa dalle vostre mail in cui mi dite quanto siete bravi e quanto siete di sinistra, con la cittadinanza ai figli di migranti, una specie di testamento biologico, il riconoscimento delle coppie omosessuali, la richiesta di una legge nazionale contro la violenza sulle donne eccetera eccetera.
Inutile dire che da anni non mi incantate più e che le vostre contraddizioni sono talmente grandi che smascherarvi risulta abbastanza facile. Molti dei vostri provvedimenti sono solo delle buone pubblicità che non solo non intaccano minimamente il sistema (che voi ovviamente non volete abbattere) ma semplicemente, come il miele, contribuiscono ad addolcire la pillola delle ingiustizie. Altro

Soriano Ceccanti

Di Elisabetta Teghil

Soriano Ceccanti, allora sedicenne, fu ferito dalla polizia fuori dal locale La Bussola a Viareggio, nella notte di capodanno del ’68-’69, nel corso di una manifestazione indetta da Lotta Continua. Da allora vive su una sedia a rotelle.

Alcune considerazioni.

Questo è il prezzo pagato da un militante di Lotta Continua e questa è la misura dell’oscena e strumentale campagna di calunnie contro LC, prendendo a pretesto che qualcuno/a nel suo percorso personale si è sistemato/a. Altro

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