Di destra o di sinistra?

di ScateniamoTempeste

Ieri la giunta Pisapia ha fatto sgomberare a Milano il centro sociale occupato Zam (Zona Autonoma Milano), che si trovava in via Olgiati. C’erano la Digos e i poliziotti con caschi, scudi, lacrimogeni, armi, tutto in grande stile. Alla resistenza degli occupanti e alle proteste, a un corteo fin sotto palazzo Marino, si risponde invocando, come da copione, lo spettro dell’ordine pubblico. Il sindaco dice che non può tollerare la violenza degli occupanti (perché, è sottointeso, la violenza può essere solo unilaterale, dall’alto in basso, cioè quella che esercitano le istituzioni). Altro

Dai quartieri popolari alle città senza personalità. La Milano dell’Area C… e oltre

Al termine del suo romanzo Storia d’amore vera e supertriste (consigliatomi da S., che colgo l’occasione di ringraziare), Gary Shteyngart descrive la New York di un futuro nemmeno troppo lontano, in cui gli americani poveri, gli immigrati poveri, gli anziani poveri e tutte le persone a Basso Valore di Reddito vengono costretti a lasciare la città, oramai destinata ad essere il luogo di residenza per un’aristocrazia transanzionale, che detiene capitale e armi e che manovra governi e informazione di tutto il mondo. I vecchi edifici vengono fatti saltare in aria e, al loro posto, sono destinati a sorgere villaggi residenziali, centri commerciali, centri benessere e palazzi del potere. Altro

Esercito a Rho, in vista di Expo, si salvi chi può!

La notizia ci preoccupa particolarmente. Un territorio militarizzato non è ciò che vogliamo! Rigiriamo la notizia dal sito di Sos Fornace (rho-occupata-militarmente-in-vista-di-expo-2015): Altro

Ritorno a Tara

Risposta di Elisabetta Teghil a “Da Rossella O’Hara ai No Tav”.

Le città erano luoghi di lotta collettiva e di solidarietà.
Oggi gli effetti del nuovo modello produttivo, definibile capitalismo flessibile, non si riverberano solo sul mondo del lavoro, ma si proiettano sul tessuto urbano.
Così come il nuovo sistema produttivo genera rapporti per cui si lavora intensamente sotto una forte pressione, ma non c’è più solidarietà fra lavoratori, sia in fabbrica che in ufficio, così anche nella città le relazioni tendono a cambiare e a diventare più superficiali, meno impegnate.
Il primo passo è la standardizzazione dell’ambiente urbano. In parallelo con questa “architettura involucro” assistiamo
all’equivalente standardizzazione dei consumi pubblici: una rete globale di negozi in cui si vendono prodotti identici in spazi tutti uguali. Altro

Da Rossella O’Hara ai No Tav: una storia d’amore

Sono cresciuta a pane e Rossella O’Hara, ripetendo le battute di Via col vento, senza capirle poi tanto: mi piacevano i vestiti dell’eroina, il fatto che sapesse restare in piedi, cocciuta e testarda, in ogni circostanza, i baci appassionati di Rhett, il suo giro vita di 40 centrimetri e la terra rossa di Tara.

Se dovessi rivedere oggi il capolavoro anni ’40, probabilmente avrei mille critiche pallose da fare o forse me lo godrei così com’è, con la storia d’amore a finale aperto e il fazzoletto in mano. Ma una cosa mi resta in mente più di altre, la questione dell’attaccamento alla propria terra, alle proprie origini, alle radici, insomma. Ecco questa è una cosa che io non sento molto, credo perché sono nata e cresciuta in uno dei luoghi periferici più brutti e maltrattati d’Italia, dove il cielo è grigio 364 giorni l’anno e il grigio domina anche su tutto il paesaggio. Capita. Altro