Il mio monte Everest

Di ScateniamoTempeste

Poi ci sono i commenti che dicono che non aggiorno più il blog e io vorrei dire che è dura. Che sono precipitata in un momento di quelli in cui senti l’attacco di panico che sta arrivando. E arriva di notte, come una sgradita sorpresa. Il senso dell’inadeguatezza è davvero difficile da digerire.

 

Quando faccio fatica a fare qualcosa, riaffiorano alla mente tutti quei percorsi che non sono riuscita a finire, quelle mete che hanno raggiunto altri, il senso di inadeguatezza verso qualcosa che dovrei concludere facilmente e diventa il monte Everest. Altro

Non puoi essere uno sbaglio

Di Denis

Pensi sempre
di essere grasso
o di essere brutta
e non riesco a capirti. Altro

Bolla di sapone

Di ScateniamoTempeste

Cara amica,

cosa funziona e cosa non funziona? Non funziona il fatto che non riesco più a scrivere e non riesco più a scrivere perché non riesco più a pensare, o forse non sono mai riuscita a “pensare”, nel senso del riflettere, e questa scrittura così di getto, una volta riletta mi nausea, mi sembra banale ed egocentrica. Non funziona che vorrei essere altrove e sono qui. Non funziona che, se anche fossi altrove, forse non starei bene lo stesso.
Non so tu, ma io mi sento come in una bolla di sapone a guardare il mondo, dove non voglio entrare di peso, per non restare troppo ferita dalla realtà. Seleziono cautamente le persone con cui discutere, con cui uscire, con cui fare l’amore. Oramai è un attento rituale, che si ripete da tempo, perché vivo molto male l’aggressività del quotidiano, così come mi turba e mi disgusta quel cartellone pubblicitario – per molti normale, seduttivo o simpatico – che pubblicizza una palestra, usando un fondoschiena femminile gigante, che mi saluta ogni mattina mentre vado a lavoro, mentre le Camere approvano una legge sul femminicidio, che in realtà è una legge repressiva contro i No Tav. La la gente dice che è cosa bella perché non ne conosce il contenuto e sfido chiunque di voi a dire di essere per il femminicidio (o la mafia o la fame nel mondo…). Leggi fatte su misura per ingannarci. E donne merce ovunque, al chilo, all’etto al grammo. Eppure sembra che al mondo vada bene così e che, se non vuoi essere merce e non vuoi essere vittima, la responsabilità è tutta tua, perché la società ti dà delle opportunità, e devi farti una carriera ed essere attiva cittadina del mondo, denunciare… Chissà cosa penserebbe chi non ce l’ha fatta e il cui tempo è stato inghiottito nel Mediterraneo per sempre… Chissà se il loro è stato un triste destino o la solita tragedia annunciata, che non dà scampo né agli intelligenti né agli stupidi né ai volenterosi né agli indolenti nè a chi collabora nè a chi si ribella. Altro

Io ci sarò

Di Elisabetta Teghil

Il 19 ottobre io ci sarò. Sarò in piazza come femminista
perché

sono contro lo smantellamento dello Stato sociale, i tagli alla sanità, alle pensioni, agli stipendi, alla scuola……. contro la precarizzazione della vita che il neoliberismo sta attuando a passi da gigante;

sono contro la meritocrazia, modalità di asservimento volontario, contro la gerarchia, l’autorità, i ruoli,la delega… tutte caratteristiche fondanti del patriarcato che attualmente si manifesta come capitalismo nella sua versione neoliberista e che servono a tenere noi vincolate nella divisione sessuata della società e gli oppressi tutti asserviti e sfruttati;

sono con le immigrate e gli immigrati perché voglio la chiusura di tutti i Cie, strumento potente di controllo sociale con la detenzione per condizione e non per reato che può coinvolgere chiunque ,in qualsiasi momento, non sia gradito al sistema, perché sono contro le guerre neocoloniali che l’imperialismo degli Usa e delle potenze occidentali maschera da “guerre umanitarie”, portando morte, distruzione, destabilizzazione nei paesi del terzo mondo eliminando governi laici e interconfessionali e fomentando integralismi e fondamentalismi solo perché asserviti agli interessi occidentali Altro

Come si uccide un animale

Di Denis

La prima volta che ho visto papà giocare con un coltello
mi sono preso uno spavento e ho urlato:
l’acciaio inox è pericoloso per i bambini.
Quando ho divorziato dai lego ho scoperto
tre decessi sul lavoro ogni giorno
cinquantasei morti in carcere all’anno
tre crimini d’odio nell’ultimo mese – Altro

Sulla necessità di schierarsi

Di Elisabetta Teghil

Il 26 luglio del 1956 Nasser annunciò la nazionalizzazione del canale di Suez. In risposta Israele il 29 ottobre occupò la striscia di Gaza e la penisola del Sinai. Il 31 ottobre gli Inglesi e i Francesi bombardarono Il Cairo e il 5 novembre occuparono Port Said.
Nasser affondò le 40 navi presenti nel canale di Suez per impedirne la navigazione.

Secondo una lettura che oggi serpeggia a sinistra, le manifestazioni fatte, a suo tempo, a sostegno dell’Egitto e di Nasser sarebbero state improvvide e sbagliate perché avremmo dovuto dire né con Nasser, né con gli Israeliani, Francesi e Inglesi.
E, sempre secondo questa lettura,  capziosa e pretestuosa, Nasser non era socialista, tanto meno comunista e, pertanto, non avremmo dovuto essere dalla sua parte. Altro

Forgi e Paolo liberi! La Valle non si arresta

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Con Marianna, con Marta, con Sole…con tutte le compagne e i compagni che nella lotta contro il Tav hanno difeso e difendono la libertà di tutte e di tutti

Dalla Coordinamenta femminista e lesbica di collettivi e singole – Roma

Le testimonianze  di chi venerdì 19 luglio in Val di Susa  ha partecipato alla manifestazione notturna, degli /delle arrestate /i e dei valligiani e delle valligiane che ci dicono di agguati da parte della polizia, di pestaggi, di lacrimogeni ad altezza d’uomo, di insulti e molestie sessiste, di minacce e sputi, sono diametralmente opposte al racconto fatto dai media che mutuano le veline della questura.

A conferma che siamo in un regime e che viene guardata con occhio benevolo la causa dei dimostranti , di quello che genericamente chiamano popolo, delle proteste giovanili, solo e soltanto quando avvengono in altri paesi . Altro

Giù le mani dalle sex workers!

Di Elisabetta Teghil

Per Jasmine . Giù le mani dalle sex workers! Qualche giorno fa è stata uccisa Jasmine, sex worker svedese e attivista dell’ organizzazione Rosa Alliance La sua storia è particolarmente esemplare. Diversi anni fa aveva perso la custodia dei suoi figli perché considerata genitore inadeguato dato che era una prostituta. I bambini erano stati affidati al loro padre, indipendentemente dal fatto che lui fosse violento e vendicativo nei confronti di Jasmine. Lo Stato svedese aveva decretato che lei non sapeva che cosa potesse essere bene per i figli dato che aveva una visione “romanzata” della prostituzione e che le mancava la comprensione di quel che viveva e non era in grado di capire che il lavoro sessuale è una forma di autolesionismo. L’ex l’aveva minacciata e pedinata in numerose occasioni, a lei non è stata mai offerta alcuna protezione. Ha combattuto con tutti i mezzi che aveva a disposizione, ha dovuto perseguire quattro diversi procedimenti legali per poter finalmente avere la possibilità di rivedere i suoi figli. Il padre dei suoi figli l’ha uccisa. Jasmine diceva sempre: “Anche se non potrò riavere i miei bambini farò in modo che tutto ciò non accada mai a nessun altr@ sex worker!“. Lo stigma che accompagna la prostituzione è fortissimo e coinvolge direttamente non solo la vita personale , ma anche tutti gli aspetti amministrativi, legali, penali attraverso quella che in termine giuridico viene chiamata “diminutio capitis” cioè la caduta di valore di qualsiasi azione venga espletata da una determinata persona: una prostituta non viene mai considerata attendibile come testimone a carico o a discarico….. come soggetto giuridico o negli atti amministrativi…… e quindi anche come donna e come madre. Altro

Abusivi

Di Elisabetta Teghil
Il direttore generale dell’Ospedale Civile  Maggiore di Borgo Trento nel veronese, ha chiamato i carabinieri perché otto persone dormivano nei seminterrati di tre reparti.
I carabinieri hanno effettuato un “blitz”, così lo hanno chiamato, allontanando gli “abusivi”, tra cui due recidivi, e denunciandoli alla Procura.
Questi sono i fatti così come sono stati raccontati dai media.
Naturalmente il direttore generale dell’ospedale ha motivato la richiesta di intervento per garantire, dice lui, l’igiene e la salubrità dell’area ospedaliera e, pertanto, tutelare la salute dei /delle pazienti.
Alcune domande. Altro

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