Le più oppresse delle oppresse

Di Elisabetta Teghil

La rappresentazione dell’altro da sempre è utilizzata per la costruzione di un nemico che permetta la mobilitazione dei cittadini/e per dimenticare crisi e ingiustizie. Una valvola di sfogo.
Questo impianto rappresentativo una volta costituiva l’armamentario della destra, oggi attraversa l’insieme dei discorsi mediatici anche di quelli/e che, per comodità e tornaconto continuano, a presentarsi come di sinistra. Tutto ciò da quando il PD, con le associazioni satellite e le filiazioni come SNOQ, si è trasformato in destra moderna.
L’ambito per eccellenza in cui  si esprime questo impianto  è quello che riguarda il popolo Rom, nei cui confronti il discorso politico è ridotto ad un problema di sicurezza. Altro

Questa legge sul femminicidio? No, grazie!

Di ScateniamoTempeste

Nessuna di noi può dirsi a favore dell’uccisione di una donna da parte di un marito, di un fidanzato, di un ex, di chicchessia, per motivi che vengono definiti “passionali” e che noi definiamo residui di una cultura patriarcale e machista, frutto della barbarie che stato-chiesa-istituzioni hanno contribuito a giustificare per secoli. Però tutte abbiamo la capacità di discernere se l’attenzione verso un fenomeno reale, balzato improvvisamente alla ribalta degli schermi da parte dell’autorità pubblica, è vero interesse nei confronti delle donne o motivo di faziosa propaganda politica. Altro

Favole che ci raccontate

Di ScateniamoTempeste

Avere un ministro per l’integrazione donna e di colore non basta per potersi dire antirazziste e antirazzisti. Chiedere a gran voce una legge contro la violenza sulle donne non basta per potersi dire antisessiste e antisessisti.

Lo dimostra tutto il Governo e prima di tutto il Partito Democratico, sempre in prima linea quando ci sono da blaterare sponsor che li fanno apparire eroi ed eroine buoni e buonisti, nei fatti razzista e sessista. Altro

“Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”

Di Elisabetta Teghil

La settimana scorsa, all’alba di un giorno qualunque, a Milano, un giovane ghanese ha ucciso tre persone, a caso, le prime incontrate per strada.
I media hanno parlato di follia omicida, hanno intervistato la gente del quartiere sotto choc, un quartiere alla periferia della città, hanno parlato della storia delle vittime,dei parenti, degli amici, di vite sconvolte e di città impaurite.

Il rispetto del dolore per chi ha perso il figlio, il padre, l’amico è dovuto e imprescindibile.

Ma non è stata spesa una parola sul giovane nero che, dicono sempre i media, parla solo un dialetto del Ghana e un inglese stentato. Altro

Non capisco che rivoluzione è

Di ScateniamoTempeste

“Non capisco che rivoluzione è: una rivoluzione dovrebbe essere qualcosa di bello, positivo, che porta un miglioramento, ma questi rivoluzionari hanno ucciso! Una rivoluzione dovrebbe essere una cosa che migliora la vita della gente, questi sparavano, uccidevano i preti e i nobili. Che rivoluzione è? Perché lei ha detto che ci appartiene e fonda il nostro modo di pensare?”.

La lezione è sulla Rivoluzione francese e Martina ha 12 anni e obietta ciò alla mia spiegazione. Il rifiuto della violenza. Meglio farsi opprimere dallo sfruttamento dei nobili, dalle gabelle e dal moralismo della Chiesa piuttosto che essere libere e liberi, usando la violenza. Hai voglia a spiegarle che il popolo francese era oppresso e ridotto alla fame, che la società si basava sul diritto di sangue, che il popolo era suddito e non cittadino, che le violenze erano state fino a quel punto compiute solo dall’alto in basso. Non c’è idea di rivalsa, non c’è aspirazione alla libertà, non c’è voglia di essere protagonisti, per Martina, che valga un atto violento! Altro

Monumento al femminicida ignoto

“Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe”
la rubrica di Denis ogni ultimo mercoledì del mese nella trasmissione della Coordinamenta femminista e lesbica
“I Nomi delle Cose” sugli 87.90 di Radio Onda Rossa
http://coordinamenta.noblogs.org
Puntata del 27 marzo

(ANSA) – ANCONA, 23 MAR – Inaugurata oggi ad Ancona la prima statua in Europa dedicata alle donne vittime di violenza.
‘Violata’, opera di Floriano Ippoliti, e’ frutto di una sinergia tra Regione, associazioni femminili, privati e il Comune di Ancona che l’ha accettata in dono. In un messaggio alla presidente della Commissione regionale Pari Opportunita’, la presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato che solleciterà il Parlamento “affinché si approvi in tempi rapidi una legge contro il femminicidio”. Altro

Violenza/Non-violenza

di Elisabetta Teghil

E’ in atto una semplificazione, voluta e fuorviante, dei termini violenza e non-violenza che sono diventati meta-concetti, privi di specificazione e collocazione.
Ai fini di queste note conviene dare una definizione stretta di violenza.
Si intende per violenza l’atto o l’insieme di atti con cui un soggetto privato, sociale, istituzionale interviene nella possibilità di un altro soggetto, anche questo privato, sociale, politico, impedendogli un comportamento spontaneamente realizzabile ed imponendogli un ruolo ed una collocazione.
Dalla definizione di violenza nasce la correlazione tra la stessa e la forza che permette alla prima di realizzarsi. Altro